La calcolosi urinaria è una delle patologie più frequenti in urologia, e in Trentino il dato è ancora più rilevante che nel resto d’Italia. L’ospedale di Arco risponde con due nuove tecnologie: la litotrissia extracorporea, che consente di frammentare i calcoli dall’esterno mediante onde d’urto, e un ecografo ad alta definizione per la diagnosi precoce dei tumori della prostata.
La malattia incide pesantemente sulla qualità della vita: rappresenta una delle principali cause di accesso al pronto soccorso. In Italia si stima una prevalenza tra il 6% e il 9% della popolazione, con circa 100.000 casi all’anno e un rischio nell’arco della vita che può raggiungere il 12%. In Trentino il dato tocca il 15%, e circa la metà dei pazienti sviluppa un nuovo episodio entro 5-10 anni dal primo. Un trend in crescita legato alle modificazioni delle abitudini alimentari, agli stili di vita sedentari, al sovrappeso e al ridotto apporto idrico, che rende indispensabile disporre sul territorio di un adeguato percorso di prevenzione, follow-up e trattamenti moderni e poco invasivi.
La litotrissia extracorporea ad Arco
La nuova attività di litotrissia all’ospedale di Arco consente di trattare la calcolosi in regime ambulatoriale mediante onde d’urto generate all’esterno del corpo e focalizzate sul calcolo. I frammenti vengono eliminati per via naturale, evitando procedure chirurgiche invasive. L’introduzione di questa tecnologia consente ad Asuit di completare l’intero percorso assistenziale, affiancando l’ESWL alle terapie mediche e alle tecniche endoscopiche mini-invasive già disponibili.
Tommaso Cai, direttore dell’Unità operativa multizonale di urologia di Trento, sottolinea la valenza strategica: “I pazienti possono ora accedere, all’interno della rete aziendale, a tutte le principali opzioni di trattamento: dalla terapia medica alle procedure endoscopiche, fino alla litotrissia extracorporea”. Daniele Tiscione, urologo dell’ospedale Santa Chiara, aggiunge che portare questa metodica sul territorio significa garantire continuità assistenziale e percorsi personalizzati.
La presenza di questo servizio consente di ridurre drasticamente la mobilità passiva verso l’ospedale di Bolzano, finora principale punto di riferimento per la litotrissia extracorporea, evitando ai pazienti continui spostamenti fuori provincia.
Diagnosi avanzata della prostata
Parallelamente, l’acquisizione del nuovo ecografo ad alta definizione rafforza il percorso dedicato alla diagnosi precoce del tumore della prostata. La nuova apparecchiatura permette di eseguire biopsie prostatiche ecoguidate mediante la tecnica transperineale, un approccio avanzato che assicura una migliore identificazione e un campionamento più preciso delle aree sospette.
Rispetto ai metodi tradizionali, la via transperineale consente di raggiungere con elevata accuratezza tutte le regioni ghiandolari e riduce in modo significativo il rischio di complicanze infettive, offrendo standard diagnostici elevati e una maggiore sicurezza per il paziente. Pasquale D’Alessio, radiologo dell’U.o. di radiologia multizonale di Rovereto e Arco, spiega: “Grazie al nuovo ecografo ad alta definizione e alla tecnica transperineale possiamo individuare con grande precisione le aree sospette della prostata e ridurre significativamente il rischio di infezioni”.
Carlo Cosimo Quattrocchi, direttore dell’U.o. di radiologia di Rovereto e Arco, conclude: “L’introduzione di questa metodica rafforza il percorso dedicato alla diagnosi precoce delle patologie prostatiche, consentendo una gestione sempre più moderna, appropriata e sicura dei pazienti”.


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