sabato, Giugno 22, 2024
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L’inquinamento da nitrati e l’emergenza restano, e il divieto di usare l’acqua per scopi alimentari rimarrà valido fino al 26. Tre cisterne al servizio dei cittadini. L’Asm scava un pozzo più profondo

Lonato, Ferragosto con le taniche

E’ ancora emergenza piena sul fronte del rifornimento idrico del territorio lonatese; e in particolare del capoluogo. Nella giornata di ieri è stata particolarmente mobilitata la protezione civile comunale, che si è mossa su due fronti. Innanzitutto ha fornito una informazione capillare con la distribuzione di oltre 4000 volantini riportanti l’ordinanza emessa dal sindaco, Mario Bocchio, che vieta il consumo di acqua per uso alimentare. Una distribuzione a tappeto con una particolare attenzione ai luoghi di aggregazione come bar, centri commerciali e fermate dei bus. Poi i volontari, coordinati dalla responsabile Mariangela Loda e dal comandante della polizia locale, hanno anche provveduto a collocare tre delle quattro cisterne previste per far fronte alla richiesta di acqua potabile da parte dei cittadini. Una è stata sistemata sotto il Municipio, in piazza Martiri della Libertà; un’altra nella Casa di riposo, che ha sede lungo via Sorattino, e infine la terza nella frazione Barcuzzi. Per una eventuale quarta «botte» si deciderà solo in queste ore, in rapporto anche al grado di emergenza nel perimetro interessato dall’inquinamento da nitrati. «Devo dire che di fronte al problema – commenta il sindaco Bocchio – la macchina comunale non ha perso tempo. Oltre alla protezione civile, che devo ringraziare per la tempestività dell’intervento, è stato creato un comitato di lavoro con il compito di monitorare la situazione ora per ora. Oltre al sottoscritto sono presenti in Municipio l’assessore ai Lavori pubblici Monica Ziglioli, il comandante dei vigili, Francesco Biasetti, il consigliere Nirvano Facchinetti, il vicesegretario Michele Spazzini e altri ancora». L’ordinanza comunale emessa venerdì resterà in vigore, salvo revoca anticipata, fino al 26 agosto, «ma spero – continua il sindaco – che la situazione si possa normalizzare nel giro di qualche giorno». Ricordiamo che il divieto assoluto di impiego dell’acqua (la bollitura non riduce in alcun modo i rischi per la salute che sarebbero causati dall’assorbimento di nitrati), colpisce principalmente il centro cittadino. Sono escluse le zone di San Polo, San Tomaso, la località Campagnoli (alla base del Tiracollo, lungo la provinciale che da Desenzano porta a Castiglione), le frazioni di Castelvenzago, Centenaro, Madonna della Scoperta, Bettola, Sedena, Drugolo, Molini, Fenilnuovo, Pozze, Esenta, Malocco, Cominello, Campagna, Brodena e Trivellino. E va anche detto che il problema dell’eccessiva concentrazione di nitrati non è nuovo per l’acquedotto lonatese. Tanto che in passato erano state firmate ordinanze analoghe, ma per zone specifiche collegate ad alcuni pozzi che servono le frazioni. I nitrati sono composti organici derivanti dall’eccessiva presenza di azoto nel terreno; azoto utilizzato come fertilizzante chimico in agricoltura ma presente anche nei reflui suini e bovini sparsi sui terreni agricoli e negli scarichi fognari. «L’emergenza dovrebbe rientrare non appena l’Asm, che ha in gestione la rete idrica comunale, completerà la trivellazione del pozzo di Fenilnuovo, scendendo a una quota più profonda e passando da 120 a 150 metri. Questo dovrebbe portare – aggiunge il sindaco – a un abbassamento del tenore dei nitrati contenuti nell’acqua. Resta però da dire che ora dobbiamo subìre una emergenza perchè l’amministrazione che ci ha preceduto non ha provveduto per tempo a potenziare i pozzi…». In attesa che si normalizzi la situazione, i cittadini potranno approvvigionarsi, oltre che attraverso le cisterne che abbiamo già ricordato, anche dalle fontanelle pubbliche in funzione nelle zone escluse dal divieto. Per esempio, i residenti del centro, e in particolare del quartiere di San Martino (via del Santuario, corso Zanardelli e trasversali, e vie De Gasperi, Ragazzi del ’99 e Cavalieri di Vittorio Veneto) possono recarsi al vicino parco «Papa». Va infine ricordato che il pozzo in cui l’Asl ha riscontrato una concentrazione eccessiva di nitrati, pari a 65 microgrammi/litro invece dei 50 imposti dalla legge, è quello di Maguzzano.

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