giovedì, Giugno 13, 2024
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Ultimi ritocchi nella parrocchiale dei Santi Zeno e Martino e poi l’inaugurazione. Dopo due anni di restauro adesso risplende dietro l’altare

L’organo rompe un lungo silenzio

Parrocchiale dei Santi Zeno e Martino, ultimo atto. Completato il restauro della chiesa, entro pochi giorni anche l’organo potrà far sentire la sua voce. Con le sue 70 canne visibili disposte a semicerchio e ben altre 1400 canne che completano la scala sonora, il vecchio Malvestio del 1929, trasformato negli anni Ottanta dalla ditta organara Marchiori di Padova e in parrocchia a Lazise dagli anni 50 presto accompagnerà il concerto inaugurale della schola cantorum. Smontato alla fine degli anni Ottanta, è rimasto nei depositi di Silvio Micheli, a Castellaro Lagusello per molto tempo. Il maestro, diplomato in trombone al conservatorio veronese nonché ex direttore del gruppo Ottoni dell’Arena di Verona, ha preso a cuore il restauro del monumentale organo e vi ha dedicato oltre due anni di lavoro. Ora svetta sul basamento del coro ligneo del 1899, a sua volta restaurato come un mobile antico con l’utilizzo di gomma lacca, cera, stucchi e colle naturali. È stata ripresa l’intonazione e sono stati riposti i sonieri. «È stata rifatta la consolle», spiega Silvio Micheli, «in noce nazionale, funzionante con un nuovo sistema di trasmissione elettronico. Torna in attività uno dei migliori organi del Nord Italia, con flauti con calalta saldata che sono una vera rarità nel settore organaristico». La consolle è in due tastiere, con 61 tasti cadauna. La pedaliera ne ha invece 32; 38 i registri. Data la sua monumentale ampiezza, l’organo è stato collocato dietro l’altare maggiore, nella zona absidale. Il restauro è costato più di 50 milioni, resi disponibili grazie all’offerta di due generose famiglie di Lazise, che si sono fatte carico di questa ulteriore spesa ed hanno fatto fronte agli impegni, sollevando don Edoardo Sacchella da un ulteriore pensiero. L’organaro Micheli prevede che il complesso movimento, da lui collocato, possa entrare in funzione nel giro di una decina di giorni. Con l’occasione la schola cantorum, diretta da Giuseppe Castellani, accompagnerà il suono dell’organo con il suo canto in una solenne celebrazione liturgica. Univocamente positivo il giudizio dei fedeli sul ritorno dell’organo: maestoso e di grande effetto, con un suono cristallino.

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