sabato, Giugno 15, 2024
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L’intervento del Comune sorgerà su un’area di 7900 mq, a ridosso dell’attuale Casa di riposo. Un edificio distribuito su tre piani. Tramonta l’ipotesi della Gasia

Mini-alloggi per gli anziani

Il Consiglio comunale di Salò, con voto favorevole della maggioranza, che si riconosce nelle posizioni del Polo, ha trasformato 7.900 metri quadri a fianco della Casa di riposo, classificati verde pubblico, in un’area su cui costruire 4.200 metri cubi di mini-alloggi protetti: tre piani esterni, dieci metri di distanza dal rio, obbligo di impermeabilizzare i locali interrati. Nei mesi scorsi la commissione formata da una quindicina di persone (un paio di assessori, due esperti, i capigruppo dei partiti, ecc.) ha discusso a lungo la questione: proseguire sulla linea della precedente amministrazione di centrosinistra, che aveva acquisito un terreno in località Gasia, tra il quartiere del Muro e la strada Panoramica, con l’intenzione di realizzare un fabbricato da destinare agli anziani autosufficienti? A tale proposito l’architetto Paolo Dabbeni aveva disegnato un progetto che prevedeva un comparto residenziale con lotti da 14 mini alloggi. O decidere di cambiare linea, accettando la proposta del nuovo presidente della casa di riposo, Gianantonio Citroni? L’ingegnere aveva suggerito di «costruire a fianco del nostro complesso, ma per anziani fragili, parzialmente non autosufficienti. Il primo e il secondo piano potrebbero avere (ciascuno) sette mini alloggi, da 50 mq. Il piano terra, con otto stanze e i servizi, sarebbe invece a disposizione della casa di riposo, che accoglierebbe alcuni non autosufficienti (gli attuali 120 posti, infatti, non bastano, e le liste di attesa sono lunghe). Nell’interrato: cantine, garage, ecc.». «Facciata rivolta verso il centro sportivo, e linee architettoniche identiche a quelle esistenti, per non creare difformità. Personale da assumere ad hoc. Possibile, comunque, usufruire dei nostri servizi: medico, infermieristico, lavanderia, palestra per fisioterapia, animazione e attività di gruppo. Alla fine ci si è orientati versa questa soluzione, vincolando una superficie di 7.900 metri quadri». Dice Maurizio De Giuli, assessore: «E uno dei temi più sviscerati e dibattuti. Considerando che agli autosufficienti offriamo numerosi servizi (dai bagni assistiti alla mensa del centro sociale, dalle cure infermieristiche alle vacanze in vari periodi dell’anno) e che l’assistenza domiciliare è svolta in maniera capillare (i pasti portati nelle case, gli operatori che vanno a curare l’igiene degli anziani), abbiamo spostato le attenzioni sui parzialmente non autosufficienti, i così detti fragili, con problemi legati all’età, che potranno così utilizzare le sinergie (mensa, ristorante, palestra) della vicina casa di riposo». Diverse le obiezioni mosse dalle minoranze, soprattutto di carattere urbanistico. Mauro Ventura (indipendente), Vincenzo Zambelli (Ds) e Alberto Marino (Rifondazione comunista): «L’ambito non è proporzionato per ricevere questa volumetria, dato che esistono già i 35 mila metri cubi della casa di riposo e che, in futuro, ne saranno realizzati altri 15.750, con la lottizzazione Valle. L’insediamento edilizio sta assumendo un peso notevole. Inoltre il triangolo scelto è poco condivisibile, e crea occlusione visiva verso le zone sportive. La scelta giusta era di confermare la Gasia». Replica di Barbara Botti, assessore: «La commissione urbanistica ha espresso parere favorevole. C’è tempo per eventuali osservazioni. L’architetto Agostino Baronchelli si occupa del progetto». Marino, medico di base, ha insistito sul fatto che sarà impossibile utilizzare il personale della casa di riposo. Bruno Faustini, capogruppo di Forza Italia, presidente della Comunità montana parco Alto Garda, ha risposto che questi ultimi problemi sono «facilmente superabili, attraverso la stipula di convenzioni». Renato Cobelli, della Margherita, ha ripercorso l’intera vicenda, ricordando il graduale aumento della popolazione anziana, e la necessità di dare risposte anche agli autosufficienti, ma in un quadro di edilizia economico popolare. Che il sindaco ha assicurato di avere allo studio. «Vi assicuro – ha concluso Giampiero Cipani – che alla Gasia, intendiamo realizzare residenze sociali. Forse riusciamo a ottenere un contributo regionale che coprirà l’80% del costo dell’intervento. Ne riparleremo in uno dei prossimi consigli».

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