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Musica da Bere 2026, a Brescia gli otto finalisti del contest nazionale

Sono Asja, CORE MATO, De.Stradis, ELSO, Fujiiro, Pallida Cavtat, RicordaCassandra e Tragic Carpet Ride gli otto finalisti della 17ª edizione di Musica da Bere, il contest indipendente per musicisti emergenti organizzato a Brescia da Il Graffio APS. Le selezioni di quest’anno hanno raccolto oltre 500 candidature arrivate da tutta Italia, dalle quali erano stati individuati 82 progetti musicali prima della scelta definitiva. Gli otto progetti si confronteranno dal vivo il 17 e il 18 ottobre al Teatro Borsoni e quattro di loro accederanno alla finale, in programma domenica 15 novembre al Der Mast.

La geografia degli otto finalisti attraversa l’Italia da Torino al Salento, passando per Roma, Bologna e la Toscana, con percorsi che spaziano tra cantautorato, rock, indie, elettronica, psichedelia, shoegaze e sperimentazione. Convivono formazione accademica e cultura underground, ricerca sonora e scrittura, esperienze maturate sui grandi palchi e progetti ancora giovanissimi.

Chi sono gli otto progetti in gara

Asja Cresci, cantante, autrice e produttrice, ha iniziato da bambina lo studio del canto e del pianoforte per poi trasferirsi a Roma, dove si è laureata in songwriting e composizione alla Saint Louis College of Music. Alla scrittura orchestrale ha affiancato negli ultimi anni la sintesi analogica e la produzione, e ha lavorato anche come corista al fianco di artisti come Serena Brancale e Davide Shorty.

CORE MATO affonda le proprie influenze nell’indie rock degli anni 2000-2010, contaminato con alternative dance e post-punk, costruendo la propria musica su elementi volutamente essenziali: bassi, cassa dritta e voci pitchate. Il recente album «this is not my first album but it is» raccoglie canzoni nate come singoli e diventate progressivamente un lavoro unitario; dopo un’estate di tour in Italia e alcune date internazionali, il progetto guarda già a un secondo disco.

DE.Stradis è cresciuto in Puglia «con il mare sempre addosso e la musica come casa» e indica in Bologna la sua «mamma artistica», la città dove ha costruito i primi progetti e affrontato i primi live. Tra i vincitori di Musicultura 2024, porta avanti una ricerca difficile da incasellare, nella quale convivono una dimensione intima e cantautorale e una più elettronica e sperimentale.

Dietro il nome ELSO ci sono un omaggio al nonno e una storia di cadute e ripartenze: dopo lo scioglimento della band con cui aveva iniziato e un periodo difficile, un trasferimento in Qatar per lavoro diventa il momento in cui comincia a scrivere il primo disco del nuovo progetto. La sua musica si sposta verso l’elettronica mantenendo una vena cantautorale intensa e malinconica, tra synth, volumi alti e luci. Ha condiviso il palco con Teatro degli Orrori, Ministri, Lo Stato Sociale e Zen Circus, ed è oggi tornato a produrre nella sua Genova, dove ha realizzato «Oltre».

I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 dall’esperienza precedente dei Malva, ma il cambio di nome segna soprattutto una trasformazione musicale: dall’alternative e dall’indie verso il rock psichedelico, con suggestioni orientali e mediorientali. Il primo album, «Tra mandrie e stormi hai un déjà vu», è interamente autoprodotto e affidato per il mix a Bruno Germano; tra i riferimenti della band ci sono King Gizzard and the Lizard Wizard, Queens of the Stone Age, CSI, Iosonouncane e Verdena.

Virginia Massi, Alberto Ruberti e Lorenzo Paiano sono le tre anime dei Pallida Cavtat, giovane band del Salento che trova nell’alt-indie e nel rock un riferimento senza lasciarsene delimitare. Il loro primo disco alterna momenti melodici e dilatati a passaggi molto più rumorosi, fino ad accogliere influenze breakcore e drum’n’bass, mentre nei testi ritornano distanza, assenza, desiderio di fuga, corpo e rapporto con gli altri. Il Salento entra nel lavoro non come genere o citazione folklorica, ma come esperienza quotidiana, paesaggio e atmosfera.

RicordaCassandra lega il proprio progetto alla Puglia, ai luoghi e alle esperienze che ne hanno formato l’identità, ma è l’incontro con Torino, dove vive da dodici anni, e con la sua scena underground e indipendente ad averne trasformato profondamente il linguaggio musicale. Gli studi in elettronica lo hanno avvicinato alla sintesi sonora.

Tragic Carpet Ride nasce dall’evoluzione del progetto solista di un membro del gruppo ed è diventato progressivamente una band di quattro musicisti che lavorano nel settore come produttori, fonici, insegnanti e turnisti. Il progetto fa base a Torino e affonda le radici nella psichedelia e nell’alternative, con riferimenti che spaziano dai Beatles ai My Bloody Valentine, dai Deftones ai DIIV e ai Verdena: dream-pop, shoegaze e sperimentazione si incontrano con l’uso della lingua italiana.

Tre serate per arrivare al vincitore

La fase conclusiva cambia formula e si sviluppa quest’anno attraverso tre appuntamenti. Il 17 e 18 ottobre al Teatro Borsoni di Brescia le prime due serate, a ingresso gratuito, vedranno esibirsi quattro finalisti per sera. A valutarli sarà una Giuria Next Gen composta da giovani appassionati provenienti dalle università e dalle scuole di musica del territorio, insieme al Direttivo di Musica da Bere e a una giuria di professionisti bresciani. Al termine di ciascuna serata saranno selezionati due artisti, per un totale di quattro progetti ammessi alla finale, ed è prevista anche la partecipazione di un ospite speciale protagonista di uno showcase musicale.

Il 15 novembre al Der Mast è atteso il gran finale, nell’atmosfera più raccolta e diretta del club. I quattro progetti selezionati torneranno sul palco davanti a una giuria formata da direttori artistici, giornalisti e operatori culturali e dai referenti della Rete Live di Musica da Bere. La serata prevede la presenza di un ospite di rilievo nazionale e si concluderà con le premiazioni ufficiali e la proclamazione dei vincitori dell’edizione 2026; nel corso della finale saranno inoltre annunciati i finalisti della categoria videoclip.

Le tre serate sono realizzate anche grazie al sostegno della Provincia di Brescia e della Fondazione Comunità bresciana, con il patrocinio del Comune di Brescia. Attivo dal 2010, nel corso delle sue 17 edizioni Musica da Bere ha coinvolto oltre 8.000 artisti provenienti da tutta Italia e ha contribuito alla scoperta di nomi come La Rappresentante di Lista, Angelina Mango, Iosonouncane, Ginevra ed Ettore Giuradei.

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