Una seduta fiume del consiglio comunale ha licenziato un argomento di portata urbanistica rilevante e che interessa sia le sottozone agricole che la riqualificazione delle strutture alberghiere esistenti. Si tratta di una variante al Piano regolatore generale esistente supportata dalla legge regionale n. 61 del 1985. Le osservazioni presentate e discusse in consiglio comunale sono state 164 e solamente 71 sono state licenziate positivamente, ovvero sono stati espressi pareri favorevoli alle osservazioni presentate. In commissione urbanistica, presieduta da Mario Martini, le osservazioni sono state ben di più, ma la stessa commissione, supportata dal parere dell’architetto Andrea Mantovani, ha deciso di non interessare il consiglio comunale su osservazioni non pertinenti in ossequio alla precitata legge regionale. «È una prima azione che andiamo ad intraprendere sul territorio», ha spiegato il sindaco Franceschini «tesa a regolarizzare e rendere omogenea una azione di sviluppo e di tutela del territorio comunale per quanto attiene la normativa edilizia». «È la prima pietra miliare nel modo di approcciarci a tutto il nostro territorio», ha esordito il consigliere Edoardo Nolo della lista La Piazza «perchè in commissione abbiamo sviscerato molto ampiamente il problema ed abbiamo lavorato con coscienza e serenità». «Fino ad oggi ci sono state almeno 35 varianti al Prg dalla sua entrata in vigore nel lontano 1974, con l’amministrazione presieduta da Giacomo Scienza. Un metodo quindi adeguato nei rapporti fra maggioranza e minoranza nell’affrontare il lavoro. Il piano era oggi decisamente fuori controllo», ha proseguito Nolo «in particolare per quanto attiene l’intero piano fino ad ora visto e considerato. Molte aree sono di fatto residenziali anche se ancora inserite in zone agricole. La variante “Rossetti” per gli alberghi raddoppia il volume degli stessi, nel 2000 la variante Cigni da spazio ai campeggi e consente l’insediamento di alcuni nuovi alberghi. Dà spazio a zone Peep a Lazise e Pacengo. Restano, nel cassetto, però, ben 400 richieste di cittadini e famiglie di Lazise che desiderano ampliare la loro abitazione, realizzare un alloggio per i figli, fare delle modeste modifiche alle loro case. Sono ferme la. Non si è tenuto conto delle loro esigenze e si è preferito favorire gruppi di famiglie, di potere, salvaguardare equilibri politici. La bilancia in 25 anni ha pesato troppo da una parte, i 10 anni appena passati hanno pesato notevolmente ed è giusto il tempo di sterzare. Tutelare le ricchezze paesaggistiche del territorio, riscoprire il vissuto territoriale, cercare di fare amministrazione per tutti. Da oggi forse si è iniziato un nuovo modo di impostare la politica» «Stiamo cercando di correggere gli errori del passato e lavorando in commissione in maniera organica e struttuale pare ci siamo riusciti», ha replicato il sindaco «cercando di ordinare i testi, gli elaborati tecnici, i regolamenti che si sono succeduti in questa materia in diversi anni. Qualificare le attività ricettive esistenti, aumentare le stanze e i posti letto, valorizzare l’entroterra delle zone agricole, intervenire soprattutto dove non si praticano più le attività agricole, recuperando vecchi immobili, senza aggressioni e senza nuove lottizzazioni, è una azione di tutela del territorio e di valorizzazione dello stesso, considerando poi che lazise ha una fortissima vocazione turistica». «Con azioni di questo tipo», ha soggiunto Franceschini «non facciamo morire iniziative ormai asfittiche e poco redditizie, ma diamo la possibilità concreta di poter incentivare azioni correlate all’attività turistica. Dove non possiamo arrivare con queste varianti, vedremo di poter aiutare i nostri cittadini con l’avvio del Pat (piano di assetto territoriale), sempre e comunque nel rispetto dell’ambiente e della tutela massima del territorio». «Vorremmo», ha proseguito ancora Nolo «istituire una commissione comunale di inchiesta per verificare quanto è successo in 25 anni di attività edilizia a Lazise. Non tanto per inquisire ma semmai per capire come è stato gestito il territorio dal punto di vista urbanistico». «Il nostro territorio è in continua evoluzione», ha spiegato Mario Martini, presidente della commissione urbanistica «e questa variante sicuramente si attaglia a queste esigenze odierne. Interessa infatti tutto il territorio non escludendo, almeno dal punto di vista agricolo, nessuna zona e nessun sito». A conclusione della disamina e votazione delle 164 osservazioni , il consiglio è passato alla classificazione acustica del territorio comunale in forza di una recente legge nazionale. «Abbiamo suddiviso il comune in due parti distinte: estiva e invernale», ha spiegato l’assessore Diego Adami «ed evidentemente per prima interessa la zonozzazione della parte estiva, vista la vocazione turistica del nostro territorio. È in corso una classificazione del territorio ed è in approntamento un regolamento attuativo specifico». La proposta è stata votata all’unanimità dall’intero consiglio comunale.


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