giovedì, Giugno 13, 2024
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Da oggi fino a domenica una mostra di foto e disegni sulle fortificazioni di epoca altomedievale nell’area benacense.

Quando la potente Rocca dominava il lago

«Ricerche e studi sulle fortificazioni altomedievali nell’area gardesana»: è il titolo della mostra che si apre oggi alle 15 presso il palazzo dei congressi nell’ambito delle manifestazioni del Natale tra gli olivi. La rassegna, curata sotto il profilo scientifico dall’équipe del professor Gian Pietro Brogiolo e dall’Archeolab di Padenghe sul Garda, attraverso una ricca serie di fotografie e disegni fa il punto sulle ricerche archeologiche d’età altomedievale compiute negli ultimi anni nell’area gardesana gardesana e sul ruolo fondamentale assolto dalle fortificazioni di quella zona dalla caduta dell’impero romano all’epoca longobarda, dall’epoca franca a quella ottoniana. Del resto, grazie al progetto Adelaide ’99, voluto dalle Amministrazioni comunali di Garda e Bardolino e dalla Provincia in occasione del millenario della morte dell’imperatrice Adelaide di Borgogna, e ad un analogo progetto del comune di Cavaion, negli ultimi tre anni sulla sponda orientale del Garda sono state condotte da Brogiolo e dai suoi collaboratori numerose importanti indagini, che hanno permesso di ridisegnare la mappa degli insediamenti fortificati e di ridefinire le conoscenze sull’assetto politico del passato. Oggetto delle ricerche svoltesi fra Garda, Bardolino, Costermano e Cavaion sono state le memorie del periodo altomedievale, quello che vide il lago assumere un ruolo strategico di assoluto rilievo nell’Italia settentrionale, tanto che Garda (o meglio, la sua potentissima Rocca) diede il proprio nome a tutto il lago, sostituendolo a quello latino di Benacus. In particolare, il castello, oggi scomparso (ma le ricerche in corso ne stanno facendo riaffiorare i resti) è entrato nel mito per il fatto che nell’aprile del 951 vi venne imprigionata Adelaide di Borgogna, poi fuggitane avventurosamente. La sua «colpa» era quella d’aver rifiutato di sposare Adalberto, figlio di Berengario II, che per impossessarsi della corona le aveva probabilmente fatto avvelenare il marito Lotario, re d’Italia. In aiuto di Adelaide scese poi in Italia l’imperatore Ottone I, che la prese in moglie. Adelaide governò l’impero per quasi mezzo secolo, prima col marito Ottone I e poi accanto al figlio Ottone II e al nipote Ottone III. Si spense in odore di santità a Seltz il 16 dicembre del 999. Significativa, all’interno della mostra, l’illustrazione di quel «percorso longobardo-carolingio a Garda e Bardolino», che trova sul territorio una adeguata segnaletica. Il tracciato, delineato la scorsa estate, si snoda attraverso la pieve di Garda, le chiese bardolinesi di San Severo e San Zeno, la chiesetta campestre di San Vito nell’entroterra di Bardolino, la Rocca e poi la pieve di Cisano. La mostra rimarrà aperta sino a domenica. È visitabile dalle 9 alle 12 del mattino e dalle 15 alle 17 del pomeriggio, ma purtroppo, per ragioni organizzative, viene aperta soltanto su prenotazione: chi è interessato deve dunque contattare il Comune di Garda (telefono 045.620.8420) o la biblioteca civica (045.725.6999). (a.p.)

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