giovedì, Giugno 13, 2024
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La richiesta dal Comune alla Regione non è stata accolta: la corsa agli acquisti scontati inizierà in ritardo

Saldi al via solo dal 20 gennaio

Niente da fare. I clienti, abituati a mettersi in coda davanti alle vetrine dei negozi per il via ai «saldi» dovranno ancora aspettare con pazienza. Almeno fino al 20 gennaio. Il Comune di Desenzano non è riuscito a strappare alla Regione una deroga, cioè di anticipare di qualche settimana l’apertura dei saldi invernali, che generalmente cominciava dopo l’Epifania. Una delibera della Giunta regionale ha, infatti, tappato la bocca a tutti, decidendo che i saldi invernali debbano cominciare non prima del prossimo 20 gennaio. E questo, ripetiamo, malgrado le numerose insistenti sollecitazioni pervenute a più riprese al Comune di Desenzano da parte dei commercianti. Ovviamente la cittadina gardesana, località ad alta vocazione turistica per di più in grado di offrire una vasta gamma di prodotti d’abbigliamento, è tra quelle maggiormente penalizzate. «L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore al Commercio di Desenzano, Emanuele Giustacchini – si è fatta portavoce delle numerose richieste avanzate dai commercianti, ha anche intavolato colloqui nelle sedi istituzionali chiedendo di anticipare il periodo dei saldi invernali. «Tuttavia, nonostante l’opera di sensibilizzazione svolta, non è stato possibile ottenere dalla Regione alcuna possibilità di deroga a quanto stabilito dalla stessa Regione in riferimento alle specifiche esigenze della nostra cittadina, in considerazione anche delle disposizioni della legge statale 22 dello scorso anno. Una norma – ricorda Giustacchini – che prevede per le vendite di fine stagione una durata massima di trenta giorni, determinati dalla Regione, sentite le associazioni di categoria». E infatti i saldi dureranno un mese, fino al 20 febbraio. Alla decisione regionale, presa comunque dopo aver recepito i pareri favorevoli delle associazioni di categoria e dei consumatori, si è opposta la sola Faid, che ha fatto notare il rischio di «comportamenti scorretti di commercianti che di fatto anticiperebbero la data d’inizio dei saldi», a danno chiaramente dei colleghi. Sono quasi 480 oggi gli esercizi comerciali presenti a Desenzano, dei quali 380 non alimentari, in pratica un esercizio ogni 45 abitanti, con una superficie commerciale media di 2,5 mq. per abitante. Inoltre, il settore assorbe il 46 per cento delle unità locali e il 30 per cento degli occupati, con un aumento – dal 1981 al 1996 – del 30 per cento. Tornando alla questione-saldi, è però discutibile che, nonostante la legge statale dia la possibilità alle cittadine a vocazione turistico-commerciale di gestirsi al meglio le proprie vendite promozionali, questo per Desenzano non sia avvenuto. «Le vendite di fine stagione possono essere effettuate – recita la legge 22 – tenuto conto delle consuetudini locali e delle esigenze del consumatore… per la durata massima di trenta giorni». Non pare proprio che per la capitale commerciale per eccellenza del Garda questa esigenza sia stata tenuta in debito conto. Eppure, a spingere il Pirellone a tale decisione sono state tutte le associazioni di categoria e quelle dei consumatori.

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