domenica, Giugno 16, 2024
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Le recenti tragedie di Tremosine e Desenzano ripropongono il problema del controllo dei lidi pubblici. Il Trentino è all’avanguardia, Manerba sperimenta i bagnini

Spiagge sicure? Mancano i soldi

Un sub milanese di 38 anni annegato a Tremosine, un marocchino di 33 affogato a Desenzano, nei pressi del lungolago Cesare Battisti. Due disgrazie che ripropongono il tema della balneazione e della sicurezza delle spiagge. Sulle sponde del Garda sono più di un centinaio quelle libere, dove non esistono controlli. La situazione è identica sia nel Bresciano che nel Veronese. Da anni invece il Trentino è all’avanguardia: la Provincia autonoma dispone di bagnini che se ne stanno tutto il giorno seduti sul trespolo (un seggiolone alto) a scrutare lo specchio d’acqua antistante. Non solo sul Garda, ma anche su tutti i laghi della provincia: da Ledro a Caldonazzo, dalle Piazze a Levico. Molti sono studenti universitari che, in tal modo, arrotondano gli introiti. «A fine maggio, nella nostra sede di Gardone Riviera, si è svolto un incontro per definire un protocollo operativo riguardante il 118, e in tal senso le cose procedono bene», afferma il segretario generale della Comunità, Pierlucio Ceresa. Erano presenti Osvaldo Orsi (a nome dell’attuale direttore Giovanni Cipollotti), Paolo Marzollo e Alberto Zini, i tre medici responsabili delle centrali delle province di Verona, Brescia e Trento. Grazie a un filo diretto, hanno deciso di smistare le chiamate d’emergenza al mezzo attrezzato più vicino alla zona di intervento, mettendo inoltre in comune i natanti-ambulanza. «Sulla motovedetta della Guardia costiera, che muove da Gargnano, c’è personale sanitario e un sommozzatore – prosegue Ceresa -. Dal punto di vista del pronto intervento, la situazione è notevolmente migliorata rispetto al passato. Resta aperto il discorso della presenza di bagnini sulle spiagge libere. Per quelle in concessione, con ombrelloni fissi e sedie a sdraio, i gestori hanno invece l’obbligo di avere un addetto al salvamento, con tanto di patentino rilasciato dall’Associazione nazionale. Così come nelle piscine dei campeggi, degli alberghi, ecc.». Anche se nessuno va a controllare l’effettiva presenza. «Da un paio di anni – aggiunge il funzionario – insistiamo affinchè i comuni si pongano sulla strada del Trentino, che dispone indubbiamente di maggiori risorse finanziarie. Vorremmo un servizio esteso ovunque. Basterebbe darlo in appalto per tre mesi a cooperative specializzate. All’inizio hanno detto di sì soltanto Malcesine e Limone. Abbiamo calcolato che, per dare una risposta efficiente, ogni località dovrebbe spendere, in media, 20 mila euro. Ci siamo mossi per vedere se era possibile reperire finanziamenti, senza alcun risultato concreto. «La questione della sicurezza delle spiagge esiste, e meriterebbe un’attenzione maggiore. Tanto più che gli spazi liberi sono aumentati. Penso ad esempio ai chilometri di arenile creati sulla sponda veronese con la costruzione del collettore per lo smaltimento dei liquami. E i bagnanti accorrono a migliaia, specialmente nei giorni del fine settimana». Senza avere un’assistenza adeguata. Qua e là, però, qualcosa si muove. A Manerba, ad esempio, l’esperimento – già avviato lo scorso anno con la sorveglianza dal lago – dovrebbe iniziare fra un paio di settimane, con quattro postazioni fisse. «Collocheremo i trespoli al porto di Dusano (uno) e nel tratto tra la Romantica e il Torchio (gli altri tre) – assicura il sindaco Isidoro Bertini -. Abbiamo siglato un accordo con una cooperativa veronese. Garantire il servizio ci costerà 30 mila euro. La Gestione associata delle aree demaniali ci verrà incontro pagando l’attrezzatura». Anche Moniga sembra interessata. A Desenzano l’obbligo di una presenza costante è stato imposto ai gestori in sede di rinnovo delle concessioni riguardanti Spiaggia d’oro, Desenzanino e la zona del porto di Rivoltella. Ma per i tratti liberi non è prevista alcuna assistenza («non vengono nemmeno monitorati dall’Asl per stabilire se le acque sono balneabili», dicono all’Ufficio ecologia del municipio). Nè è dato sapere se il marocchino 33enne sia annegato in un punto che avrebbe dovuto essere controllato dall’occhio vigile di un addetto. Migliorato il pronto intervento, con i mezzi di Guardia Costiera, Carabinieri, Volontari, Finanza, ecc., sul lago di Garda occorre puntare alla sicurezza di chi prende il sole e si tuffa in acqua alla ricerca di refrigerio. Senza dimenticare che, quasi sempre, si tratta di turisti, non residenti in loco. Un pizzico di prudenza non guasterebbe.

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