giovedì, Giugno 13, 2024
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Presentato il progetto dell’ex sindaco Ramella: cantieri al via dopo l’Epifania. Lavori per oltre 8 miliardi: sarà ridisegnata la passeggiata

Sul lungolago addio alle auto

Aiuole, pavimentazione in porfido, otto fontane, lampioni stilizzati, e ancora terrazze a lago galleggianti per passeggio, un percorso pedonale molto più ampio di quanto non sia quello attuale, chiusura al transito dei veicoli: sarà disegnato così il nuovo lungolago di Desenzano. Un’operazione di lifting del costo di oltre 8 miliardi che ridisegnerà completamente la passeggiata della cittadina gardesana da piazza Matteotti (davanti alla sede della Navigarda) al centro balneare del Desenzanino. Le ruspe accenderanno i motori dopo l’Epifania per iniziare i lavori del primo stralcio, il cui costo si aggirerà su 1 miliardo e 200 milioni di lire per il tratto compreso tra il Ponte alla Veneziana e il Park Hotel. Poi si vedrà. Il progetto di questa grande opera, forse l’ultima opera pubblica di un certo rilievo di cui si avvertiva ancora l’assenza a Desenzano, è stato realizzato dall’ex sindaco della cittadina, Piergiuseppe Ramella, noto architetto e designer (alcune sue opere sono state esposte in gallerie europee). Il lungolago cambierà quindi volto dopo 60 anni. Nel 1940 veniva, infatti, realizzata l’attuale passeggiata a lago, mai finora modificata. L’altra sera questo progetto è stato, per così dire, materializzato attraverso la sua illustrazione al pubblico. Un pubblico in buona parte formato da ex amministratori che proprio con Ramella hanno condiviso onori e oneri. C’erano Gianfranco Bertolotti, Angelo Alessi, Luigi Girelli. Un amarcord in piena regola. Proprio Girelli, ingegnere progettista, ha portato una testimonianza che lo ha anche velatamente commosso. «Il rifacimento del centro storico lo si decise in due giornate, venni a trovarti in ospedale – ha detto Girelli rivolto a Ramella – e il sogno di abbellire le nostre piazze per dare vita all’isola pedonale divenne una realtà». Anche per il nuovo lungolago si può parlare di sogno, ha rimarcato ancora Girelli intervenuto nel dibattito, ma che potrebbe tradursi in realtà. «L’importante è che si facciano i parcheggi sotterranei a piazza Cappelletti in contemporanea ai lavori di riempimento del Desenzanino e che non si creino disagi alla popolazione e alle attività». Dunque, dopo le grandi opere degli anni Ottanta (prima piazza Malvezzi, poi via Papa, quindi piazza Matteotti, via S. Maria e via Roma), dopo vent’anni torna il cantiere nel centro storico. A detta dell’assessore Tommaso Giardino, intervenuto con il sindaco Anelli per presentare il progetto, «non verranno creati in alcun modo scompensi alla viabilità e alle attività commerciali». Una volta terminati i lavori (ci vorranno però parecchi anni) sicuramente Desenzano sarà riuscita a chiudere il cerchio nel settore degli interventi di abbellimento del suo centro storico. Basta pensare che il lungolago, in alcuni tratti, sarà allargato fino a 10 metri, tutti a disposizione dei pedoni. Sotto piazza Cappelletti, si diceva, verrà creato un parcheggio, altri verranno allargati a ridosso della cittadina. La scogliera verrà rinforzata notevolmente, in acqua verranno collocate alcune terrazze galleggianti come esistono sul lago di Lugano per fruire maggiormente del panorama del lago. Lungo questa passeggiata, inoltre, verranno piazzate otto fontane, installati nuovi punti-luce, creati dei riempimenti nei pressi della spiaggia Feltrinelli e del Desenzanino. All’interno del centro balneare nasceranno due piscine all’aperto. E poi aiuole, panchine, chioschi per le informazioni turistiche. La pavimentazione nel tratto iniziale, e cioè tra piazza Matteotti e l’hotel Vittorio, verrà stesa in porfido. Tra il pubblico erano presenti anche amministratori come Achille Benedetti, Giovanni Venieri, Mario Marchioni, Mariastella Gelmini, e i vertici delle categorie imprenditoriali, come Raffaella Visconti Curuz (presidente dei commercianti) e Saverio Ziliani (presidente degli albergatori). Che dire, concludendo, su questo progetto? Che su di esso potrebbe pendere la tagliente spada di Damocle della Soprintendenza (leggi in proposito alla voce «riempimento della spiaggia»). Purtroppo, la spiaggia d’Oro docet. E se l’Amministrazione comunale non dovesse ricucire un rapporto apparso negli ultimi mesi decisamente sfilacciato con il massimo organo periferico del ministero dei Beni ambientali, allora l’iter futuro del progetto, in particolare quello che andrà a interessare la zona Feltrinelli-Desenzanino, potrebbe scricchiolare.

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