lunedì, Febbraio 26, 2024
HomeManifestazioniAvvenimentiSupertrota sotto sequestro. L’avevano già venduta per 350 euro, multat
Per il pesce da primato si scatena un’operazione delle guardie provinciali. I balneanti olandesi che l’avevano preso a nuoto, abbattendolo con un pugno, hanno violato le regole: 100 euro di contravvenzione e blocco amministrativo per l’esemplare da 20,5 c

Supertrota sotto sequestro. L’avevano già venduta per 350 euro, multat

Sequestrata perché pescata abusivamente. L'eccezionale trota di 20 chili e mezzo catturata martedì da un turista olandese, aiutato da due connazionali, nel campeggio La Rocca, in località San Pietro, è stata presa in consegna dalle guardie provinciali. Dopo un pomeriggio di accertamenti, le guardie hanno potuto accertare che il pesce era stato pescato senza licenza e che quindi non poteva rimanere nelle mani di chi l'aveva recuperato. Tantomeno poteva essere venduto, come invece aveva pensato di fare il turista straniero che l'aveva messo all'asta in Internet. Un'asta che aveva già attirato l'attenzione di vari potenziali acquirenti e che si era chiusa nel giro di poche ore. Ad aggiudicarsi lo straordinario esemplare, per le dimensioni da vero Guinness dei primati, era stato Fabrizio di Venosa, gestore del ristorante La Loggia Rambaldi, al porto. Consigliato e spronato dall'attore veronese , come tanti venuto a conoscenza dell'eccezionale ritrovamento, si era accaparrato la trota per 350 euro. Voleva imbalsamarla e metterela in mostra nel suo locale e lì era già arrivato con il pesce quando ieri, nel tardo pomeriggio, le guardie provinciali si sono presentate per prelevarlo, dopo essere state al campeggio per multare il pescatore senza permesso: la sanzione per pesca abusiva prevista dalla legge, 100 euro. L'entusiasmo del ristoratore si è però subito smorzato. «Una volta ammirata la superba pesca e superata l'euforia per una possibile abbuffata con gli amici», aveva così spiegato i motivi per cui aveva comperato la trota prima che venisse sequestrata da parte degli agenti provinciali, «ho pensato che sarebbe stato poco etico e soprattutto immorale distruggere in quel modo un pesce tanto eccezionale che nessuno ne ricorda di simili. Così alla fine, sollecitato anche dal suggerimento dell'amico Fabio Testi, avevo deciso di imbalsamare la trota per poterla esporre nel mio ristorante, con tanto di fotografie, così da tramandarne il ricordo». Da una veloce ricerca era emerso infatti che quello catturato dai tre olandesi sarebbe il più grosso esemplare di trota lacustre trovato nelle acque del Garda. Restava un unico dubbio, subito fugato: un'altra grossa trota presa alla vigilia di del 1973 da Paride e Pino Malfer di Garda, padre e figlio, non raggiungeva i 20 chili ma solo i 19 chili e tre etti. La trota catturata in località San Pietro dai tre vacanzieri era stata agganciata in modo fortunoso visto che galleggiava boccheggiante a pochi metri dalla riva. È stato quindi facile, per il trio olandese, tramortila con un pugno, trascinarla in spiaggia e mostrarla, sotto gli occhi stupiti degli altri ospiti del campeggio, alle persone che si erano precipitate dopo che si era sparsa la voce della straordinaria pesca. Tutto il resto è stato un continuo sussegguirsi di colpi di scena, fino all'ultimo atto: il sequestro amministrativo.

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