giovedì, Gennaio 15, 2026
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Finanziaria: critiche da An. «Così si colpiscono 350 aziende»

Terme, Saglia contro il ticket

L’idea di inserire un ticket di 70 euro per chi ha bisogno delle cure termali, provvedimento che fa parte della Legge Finanziaria recentemente messa a punto dal Governo Berlusconi, ha di fatto sollevato un polverone di critiche che va oltre gli schieramenti politici. Infatti oltre alle prevedibili prese di posizione contrarie da parte di tutte le forze dell’opposizione, si regista anche una presa di distanza da parte di alcuni esponenti politici alleati di Berlusconi. «In una Finanziaria attenta concretamente alle fasce sociali più deboli – dichiara il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale, onorevole Ignazio La Russa – con i provvedimenti sulle Terme rischiamo l’autogol. Abbiamo sostenuto il ministro della Salute, Sirchia, nell’evitare che le cure termali fossero escluse dal Servizio sanitario nazionale. Un primo passo importante, quindi, è stato compiuto. Ma il Gruppo parlamentare di An è disponibile a valutare ulteriori correzioni. In particolare vogliamo agire sul fronte delle esenzioni per garantire a tutta la popolazione anziana di poter continuare a beneficiare delle agevolazioni. Anche sul fronte del ticket mi sembra eccessivo prevedere quasi un raddoppio: il costo sociale sarebbe maggiore dell’introito all’Erario». Da parte sua l’ onorevole bresciano di Alleanza Nazionale Stefano Saglia, responsabile della commissione Industria per il suo raggruppamento, rincara la dose affermando: «La spesa termale è da tempo sotto controllo. Disincentivare le cure significa colpire almeno un milione e mezzo di italiani, 350 aziende termali e 65.000 addetti del settore. Senza considerare il grave danno d’immagine che si produrrebbe su una parte significativa del comparto turistico. L’industria termale – osserva l’on. Saglia – per molte aree del territorio nazionale rappresenta l’attività produttiva più rilevante. Per risparmiare 100 milioni di euro si rischia di ridurre introiti per lo Stato cinque volte superiori. Il gioco non vale proprio la candela».

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