sabato, Luglio 20, 2024
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All’origine c’è la legge regionale 12 del 1997 che impone la classificazione delle aziende alberghiere

Una guida della Provincia riassume l’offerta ricettiva

All’origine c’è la legge regionale 12 del 1997 che impone la classificazione delle aziende alberghiere e la regolamentazione delle case e appartamenti per vacanza. Un obbligo che ha occupato la Provincia per 5 anni di lavoro è che ora sfocia in una vera e propria mappa dell’offerta alberghiera ma anche dei bad&breakfast, dei campeggi, dei rifugi alpini, i centri benessere, dei villaggi turistici e degli appatramenti per le vacanze. Insomma è stato tracciato un quadro d’insieme della capacità ricettiva del territorio bresciano al 31/12/2002. E che non è statico, per questo la Regione ha previsto sia aggiornato ogni cinque anni. Quindi il Broletto dovrà tra un quinquennio tornare a monitorare l’esistente in modo che le novità (nuove attività e cessazioni, nuove ragioni sociali ecc) «risultino agli atti». Certo è che il grosso del lavoro era rappresentato da questa prima classificazione. Dalla quale risulta – ha sottolineato il presidente provinciale Alberto Cavalli – che Brescia è tra le più avanzate in fatto di ricettività. E’ infatti assestata al 10 posto sia in fatto di strutture che di presenze, pur non essendo una meta turistica per antonomasia». Ma qui vale il principio del circuito virtuoso tra presenze e qualità del sistema di accoglienza: «Quanto più sono validi gli alberghi – sottolinea Cavalli – tanto più la gente viene. C’è una sostanziale tenuta in queste prime settimane della stagione anche in un quadro di crisi economica globale che colpisce con particolare intensità la Germania». E la qualità alberghiera per Cavalli si vede anche nell’incremento medio degli hotel: ce ne sono sempre di più a tre e quattro stelle rispetto alle due e una stella. Prima di passare ai numeri (presentati ieri in una conferenza stampa che è stata anche occasione per presentare l’Annuario 2003 della ricettività bresciana, un volume completo di tutte le informazioni che servono al soggiorno nel territorio della provincia) l’assessore al Turismo Ermes Buffoli ha ricordato un altro aspetto importante del lavoro: «Ora per ogni struttura la Provincia ha creato un fascicolo che ricostruisce la storia dell’edificio, a aprtire dai primi documenti catastali passando attraverso le successive modifiche». Una garanzia anche questa per l’utente, sostiene l’assessore. I numeri, quindi. In provincia risulta che siano attivi 704 alberghi, meno 30 rispetto al ’97, ma rispetto allo stesso periodo sono cresciuti i posti letto di 940 unità (su un totale di 17 mila). A livello di singolo Comune la lotta è tra Sirmione e Limone, con il primo che prevale per strutture, il secondo per posti letto. L’indagine per zone omogenee assegna la palma al Garda (372 alberghi e 9529 posti) segue la Valcamonica (130 hotel e 2658 posti). Monitorati anche i campeggi che per altro hanno tempo fino al 26 marzo 2005 (data dei sopralluoghi) per adeguarsi agli standard richiesti dalla legge. I camping censiti sono 86. Quanto ai villaggi turistici la cifra è 7, mentre sono 91 le case per vacanze. Capitolo a parte i bed&breakfast, in espansione. L’indagine dice 16, ma non considera ancora il corso della Provincia per la gestione dei B&B, che ha dato nuove abilitazioni per cui la cifra è in procinto di salire a 30.

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