lunedì, Aprile 22, 2024
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Unione Pescatori Bresciani ripopola il lago di Garda con 250mila trote

Il lago di Garda ha ricevuto una nuova ondata di vita grazie all’operazione di ripopolamento ittico realizzata dall’Unione Pescatori Bresciani (UPBS), un’associazione che da oltre 30 anni si occupa della tutela e dell’incremento del patrimonio ittico della provincia di Brescia e della Regione Lombardia.

L’UPBS ha immesso nelle acque del lago ben 250mila trote, di cui 200mila provenienti dall’incubatoio ittico di Desenzano e 50mila da quello di Clusane. Le trote sono state selezionate tra le specie autoctone e adatte al contesto ambientale del Garda, come la trota marmorata e la trota fario.

L’operazione è stata resa possibile grazie al lavoro di volontari, tecnici e ittiologici dell’UPBS, che hanno seguito tutte le fasi del processo, dalla produzione delle uova alla semina delle trotelle. L’obiettivo è quello di arricchire la biodiversità del lago e offrire maggiori opportunità ai pescatori dilettanti, ricreativi e sportivi che frequentano il bacino.

La trota è importante nel lago di Garda perché è una specie autoctona che fa parte della biodiversità e della tradizione gastronomica del territorio. La trota lacustre, in particolare, è un pesce che può raggiungere notevoli dimensioni e che si riproduce nei fiumi immissari del lago. La sua carne è ricca di proteine, ferro, potassio e vitamine, ed è apprezzata per il suo sapore delicato e squisito. La trota è anche oggetto di pesca sportiva e professionale, e richiede la tutela e il ripopolamento da parte di associazioni come l’Unione Pescatori Bresciani. La trota è stata anche citata da Goethe nel suo viaggio in Italia nel 1786, come testimonianza della sua fama e diffusione1. La trota è quindi un simbolo del lago di Garda e della sua cultura.

L’UPBS ha anche avviato un progetto denominato “Marmorata – Temolo”, in collaborazione con Enel Green Power e il Bacino 11 Valle Sabbia, per reintrodurre nel fiume Chiese la trota marmorata e il temolo, due specie minacciate dalla perdita di habitat e dal degrado ambientale. Il progetto prevede l’immissione di altre 8.500 marmorate nel corso dell’anno.

L’Unione Pescatori Bresciani si conferma così una realtà attiva e impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio ittico locale, in armonia con la natura e il territorio.

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