L’opera del salodiano Aime collocata all’inizio del lungolago

A «Gasparo da Salò» dedicato un busto bronzeo

08/09/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Oggi pomerig­gio sarà scop­er­to il bron­zo di Gas­paro Bertolot­ti, ese­gui­to dal­lo scul­tore salo­di­ano Angi­oli­no Aime, l’e­sat­ta repli­ca del bus­to in mar­mo di Car­rara di Ange­lo Zanel­li, che si tro­va nel salone con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale. La stat­ua (90 cen­timetri di altez­za, 80 di larghez­za, 40 di pro­fon­dità) sarà col­lo­ca­ta in un’aiuo­la all’inizio del lun­go­la­go. Sul basa­men­to, alto un metro e 40, in mar­mo di Bot­ti­ci­no, com­par­irà la scrit­ta di Gabriele D’An­nun­zio: «Non si sa se (Gas­paro) stia apren­do il pet­to per trarne il vio­li­no o se stia apren­do il vio­li­no per met­ter­vi il cuore». L’in­tera oper­azione è sta­ta por­ta­ta avan­ti dal­la Pro Loco, gui­da­ta da Pieran­to­nio Pelizzari.Poichè la Soprint­en­den­za non ha con­ces­so l’au­tor­iz­zazione a trasportare il bus­to (che, un paio di anni fa, avrebbe volu­to acquistare), Aime ha effet­tua­to il cal­co in loco, e, per non intac­car­lo, ha usato una resina par­ti­co­lare. Pre­dis­pos­ta la cera nera, ha poi appor­ta­to i ritoc­chi nec­es­sari, rico­pren­do suc­ces­si­va­mente il tut­to con ter­ra refrat­taria. La cot­tura è sta­ta effet­tua­ta a 850° C, nel­la fonde­ria veronese Bam­pa, di S.Maria di Zevio. Rispet­tan­do, nelle varie fasi, la tec­ni­ca descrit­ta da Ben­venu­to Celli­ni per il Perseo.«Nel bron­zo sono emer­si alcu­ni par­ti­co­lari, come i capel­li finis­si­mi o le vene delle mani», dice Aime, il cui non­no, Emilio Zenocrate, fu il mae­stro del­lo scul­tore Ange­lo Zanel­li, di S.Felice del Bena­co, che real­iz­zò alcu­ni fre­gi all’Altare del­la patria (Roma). L’8 set­tem­bre 1906 i due maghi del­lo scalpel­lo ebbero un pos­to d’onore all’in­au­gu­razione del nuo­vo Palaz­zo di Salò e del­la stat­ua in mar­mo ded­i­ca­ta a Gas­paro. Zanel­li salutò calorosa­mente Emilio, che, rosso per i com­pli­men­ti, lit­i­gan­do con l’i­tal­iano (allo­ra usa­va par­lare solo in dialet­to), rispose così: «Eh, caro Ange­lo, da tem­po lei mi ha… cima­to». Sig­nifi­ca­va: «Mi ha super­a­to». Cen­to anni dopo, il nipote di Aime, Angi­oli­no, trasfor­ma in un bron­zo Gas­paro, l’in­ven­tore del vio­li­no, e lo por­ta in mez­zo alla gente, sul lun­go­la­go, dinanzi al golfo.

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