Totale indisponibilità all'unica politica che il presidente Tosi ritiene valida

Al comune non interessano gli artigiani

16/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Una vol­ta com­in­ci­a­vano tut­ti in un buco sot­to casa, can­ti­na o barches­sa, arran­gian­dosi in qualche modo finchè l’at­tiv­ità cresci­u­ta per­me­t­te­va di pas­sare a qual­cosa di meglio. Con l’en­tra­ta in vig­ore del­la 626, finireb­bero in galera. Come molte altre cose del pas­sato, anche quel tipo di arti­giana­to è fini­to nei ricor­di del tem­po che fu. Ovvio che l’as­so­ci­azione di cat­e­go­ria s’aspet­tasse dal­l’ente pub­bli­co una rispos­ta al pas­so coi tem­pi. Dal comune di Riva, sul­l’area al Fan­goli­no, non l’ha ottenuta.E’ delu­so il pres­i­dente Tosi quan­do se ne va alla fine del­la ser­a­ta. Delu­so per­chè asso­ci­azione ed ammin­is­tra­tori, tut­ti quan­ti nel­lo stes­so maz­zo, sin­da­co, giun­ta, mag­gio­ran­za ed oppo­sizione, par­lano lingue del tut­to dif­fer­en­ti. Eppure la cosa è sem­plice. Oggi gli arti­giani, quan­do vogliono uno spazio per lavo­rare, non pos­sono far altro che riv­ol­ger­si al mer­ca­to, con­trol­la­to dai soli­ti tre impren­di­tori. Le richi­este sono sul mil­ione ed 800 mila a metro per il pian­oter­ra che sal­go­no a tre col sec­on­do piano. Un capan­none indus­tri­ale cos­ta, a costru­ir­lo, dalle 6 alle 800 mila lire al metro. Invece che pagare e tacere come han­no sem­pre fat­to, gli arti­giani avreb­bero volu­to che, come accade altrove (anche ad Arco), il comune reti­na­ta come pro­dut­ti­va la zona, avesse provve­du­to a com­prar­la, attrez­zarla e riven­der­la agli arti­giani, man a mano che se ne pre­sen­ta­va la neces­sità, sen­za quei mar­gi­ni di ricari­co che carat­ter­iz­zano l’inizia­ti­va pri­va­ta. Dal­l’an­no prossi­mo questo genere di oper­azione potrà ess­er fat­to diret­ta­mente dal­la provin­cia. L’as­so­ci­azione ha in bal­lo una serie di con­tat­ti con la Tec­nofin per arrivare addirit­tura alla for­mu­la del­la ces­sione in affit­to dei capan­noni ai gio­vani arti­giani che non pos­sono per­me­t­ter­si inves­ti­men­ti mil­iar­dari all’inizio del­l’at­tiv­ità. Ques­ta, di com­prare le aree lot­tiz­zarle e riven­der­le, è, sec­on­do l’as­so­ci­azione, un’au­t­en­ti­ca polit­i­ca in favore del­l’ar­ti­giana­to. Ma di questo nes­suno ha par­la­to. Ques­ta even­tu­al­ità non è sta­ta nem­meno pre­sa in con­sid­er­azione. Non si trat­ta di un ettaro in più o di un ettaro in meno, quan­do le aree riman­gono comunque in mano all’im­pren­di­tore pri­va­to che costru­isce per guadag­nar­ci. Non di questo si trat­ta­va: ma di questo solo s’è discusso.