Una serie di fortunate coincidenze sta rendendo più elettrizzante del solito (termine forse eccessivo, ma serve a rendere l'idea) il decollo de «Il Museo per la Città»

Al Museo si respira aria nuova

21/02/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Una serie di for­tu­nate coin­ci­den­ze sta ren­den­do più elet­triz­zante del soli­to (ter­mine forse ecces­si­vo, ma serve a ren­dere l’idea) il decol­lo de «Il per la Cit­tà», etichet­ta che rac­chi­ude, da qualche anno a ques­ta parte, l’am­bizioso prog­et­to di fare del­l’is­ti­tuzione che ha sede in Roc­ca una sor­ta di «casa-alber­go» per il pul­vis­co­lo di volon­tari e di asso­ci­azioni impeg­nati sui vari fron­ti del­la cul­tura. Le for­tu­nate coin­ci­den­ze sono in sostan­za cinque. Pri­mo: l’en­tu­si­as­mo del diret­tore «facente fun­zioni» (che ha pre­so molto sul serio l’in­car­i­co di sos­ti­tuire la diret­trice Bot­teri durante la sua assen­za per un «coman­do trenti­no»). Sec­on­do: la pos­si­bil­ità di pot­er final­mente dis­porre di spazi «cer­ti» dove muover­si (il Museo, come si ricorderà, è sta­to per lunghi anni «ostag­gio» delle pere­gri­nazioni dei restau­ri del­la Roc­ca). Ter­zo (e col­le­ga­to al sec­on­do): l’ac­cor­pa­men­to in Roc­ca degli uffi­ci comu­nali del­l’asses­so­ra­to alla cul­tura e di quel­lo al tur­is­mo, che dovrebbe favorire quelle «sin­ergie» di cui s’è tan­to fav­o­leg­gia­to sen­za mai appro­dare oltre le buone inten­zioni. Quar­to: la volon­tà del­l’asses­sore Mari­no, uomo di cen­trosin­is­tra, di fare un po’ di argine anche a liv­el­lo locale — con l’idea alter­na­ti­va di Museo-rete delle pic­cole espres­sioni cul­tur­ali del ter­ri­to­rio — a quel cli­ma di «man­age­ri­al­iz­zazione» del­la cul­tura (la si vor­rebbe «pro­dut­trice di utili»?), che si res­pi­ra, anche in per­ife­ria, con la «dereg­u­la­tion» e le «pri­va­tiz­zazioni» che sono le bandiere del gov­er­no cen­trale. Quin­to: il tornare pre­po­ten­te­mente di moda, anche nel tes­su­to civile rivano, del­la cul­tura come momen­to indis­pens­abile di arric­chi­men­to del cit­tadi­no dopo le fasi del­la «polit­i­ca», del «riflus­so» e del «pri­va­to» (vedi, ad esem­pio, le rapidis­sime iscrizioni ad una qual­si­asi «gita» per una mostra nelle cit­tà d’arte. Un tem­po bisog­na­va cari­care la gente sul­la corriera…a forza). Di tut­to questo s’è ragion­a­to ieri al Museo, dove gli «attori» delle inizia­tive di mar­zo-aprile (Ami­ci del­l’Arte, astro­fili, micolo­gi, asso­ci­azione Pin­ter) han­no mes­so in cir­co­lazione cal­en­dari e pro­poste, che andremo pun­tual­mente ad illus­trare a tem­po deb­ito. Per ora reg­is­tri­amo quest’at­mos­fera di «rilan­cio» e di «parte­ci­pazione», il cui ter­mometro diven­terà la rispos­ta del­la cit­tà in ter­mi­ni di iscrizioni-ade­sioni-fre­quen­za-parte­ci­pazione. Museo aper­to o cat­te­drale? Ecco la sfida.

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