La recita si tiene domani sera a villa Candelpergher. Originale incontro in vernacolo tra rimatori veronesi e mantovani

C’è un cenacolo di poeti dialettali

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Di Luca Delpozzo
Ferrara di Monte Baldo

Sen­ti­men­to, fan­ta­sia, un cielo stel­la­to «sopra di noi», una mon­tagna inton­sa come pal­cosceni­co e il dialet­to vero pro­tag­o­nista di una ser­a­ta ded­i­ca­ta alla e alla buona cul­tura. Due mon­di, quel­lo veronese e quel­lo man­to­vano, che si incon­tra­no a Fer­rara di Monte per scam­biare ver­si e per godere insieme, ascoltan­do rime in ver­na­co­lo, di un luo­go di vil­leg­giatu­ra dalle infi­nite poten­zial­ità. Ad orga­niz­zare l’appuntamento di domani (ore 21 nel gia­rdi­no di vil­la Can­delpergher, se piove al Pala­ten­da o in sala con­sil­iare), insieme alla Pro loco e al Comune di Fer­rara, è il can­tore Bruno da Orsa che nel­la vita si chia­ma Bruno Castel­let­ti, fa l’avvocato e ha una grande pas­sione per la polit­i­ca (quel­la che l’ha por­ta­to ad essere in pas­sato pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona). «E’ il ter­zo anno che pro­poni­amo ai res­i­den­ti e ai vil­leg­gianti che han­no scel­to ques­ta mon­tagna per le vacanze» spie­ga pre­sen­tan­dosi in ver­si e spie­gan­do il per­chè del sopran­nome, «ques­ta ser­a­ta di recita in dialetto.Visto il suc­ces­so e l’apprezzamento delle pas­sate edi­zioni, quest’anno abbi­amo pen­sato di miglio­rare ulte­ri­or­mente il pro­gram­ma met­ten­do insieme nomi impor­tan­ti del­la poe­sia in ver­na­co­lo non solo delle nos­tre zone ma anche del­la vic­i­na provin­cia gon­za­gh­esca. Per­chè? Per­chè quassù vivono delle vere e pro­prie colonie di man­to­vani, molti han­no la sec­on­da casa, sal­go­no per il fine set­ti­mana e per le ferie d’estate. Vis­to poi che, oltre che a saper ben cucinare, san­no anche ben com­porre, abbi­amo volu­to ospitare il loro miglior rap­p­re­sen­tante di ver­si in «man­tuàn » il famoso Alfre­do Fac­chi­ni, meglio noto come Fredòn. «Oltre a lui, recit­er­an­no gli altret­tan­to famosi Giampao­lo Feri­ani e Bepi Sar­tori; io e Nei­de Zaninel­li Mes­set­ti, che abbi­amo trascor­so la giovinez­za in Fer­rara, declamer­e­mo poe­sie ded­i­cate al nos­tro natio bor­go sel­vag­gio. Ad ani­mare la ser­a­ta sarà Rober­to Rossin. Sarà un incon­tro piacev­ole, aspet­ti­amo mol­ta gente (ingres­so gra­tu­ito), cre­di­amo che nes­suno se ne andrà via delu­so ma si sen­tirà come a casa per via appun­to del­la poe­sia in lin­gua orig­i­nale e per l’atmosfera famil­iare che cias­cun artista saprà creare». Bruno da Orsa («è la valle dove sono nato» spie­ga in veronese, «una specie di can­ion nat­u­rale sot­to Brenti­no Bel­luno, tan­to fre­quen­ta­ta oggi dagli aman­ti del tor­ren­tismo, uno spet­ta­co­lo del­la natu­ra, un pos­to come pochi ce ne sono in giro») a Fer­rara si riti­ra tutte le volte «che ho bisog­no di trovare un po’ di seren­ità e silen­zio. E’ il mio rifugium , un luo­go sacro per la mia poe­sia e per le mie let­ture. Cre­do che ono­rare questo paese e il suo Bal­do con la poe­sia in lin­gua autoc­tona sia il miglior rega­lo che un cit­tadi­no pos­sa fare. E pen­so anche che far conoscere la bellez­za di ques­ta mon­tagna e dei pae­si che ospi­ta con una ser­a­ta cul­tur­ale come quel­la del 12 agos­to sia con­trib­u­to doveroso per dire gra­zie a Fer­rara e alle cime che le fan­no da sfon­do. Per­chè gra­zie? Per­chè di posti così dalle nos­tre par­ti ce ne sono anco­ra pochi, val­oriz­zarli e ten­er­li vivi con rispet­to e intel­li­gen­za è impor­tante per il loro stes­so futuro. Fer­rara, lunedì sera, aspet­ta più gente pos­si­bile. Per­chè del­la gente ha bisog­no, per migliorare».

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