L'Assessore Sergio Grazioli chiude l'expo di Montichiari rilanciando il ruolo dei prodotti tipici:: "Sono strumenti fondamentali per la promozione del territorio"

Da Aliment una piattaforma per le DE.CO. Bresciane

18/01/2006 in Fiere
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Di Luca Delpozzo

L’Asses­so­ra­to all’A­gri­coltura del­la Provin­cia di Bres­cia lancerà una piattafor­ma per il sosteg­no delle spe­cial­ità ali­men­ta­ri locali e per il lan­cio di nuove Denom­i­nazioni Comu­nali: è quan­to annun­ci­a­to dal­l’Asses­sore Ser­gio Grazi­oli ad Ali­ment, l’ del­l’a­groal­i­menta­re bres­ciano che ieri ha chiu­so i bat­ten­ti a Mon­tichiari dopo quat­tro giorni di incon­tri, degus­tazioni, lab­o­ra­tori e work­shop che han­no vis­to gran­di pro­tag­o­nisti i del ter­ri­to­rio. E pro­prio al sosteg­no del­la tipic­ità è final­iz­za­to il prog­et­to uffi­cial­iz­za­to da Grazi­oli a mar­gine del con­veg­no nazionale sulle De.Co ospi­ta­to a Montichiari.“Le micro­pro­duzioni locali sono da inten­der­si soprat­tut­to come stru­men­ti per poten­ziare il val­ore del­la tipic­ità e del­l’i­den­tità cul­tur­ale, ed offrire nuove occa­sioni di pro­mozione al ter­ri­to­rio anche nelle sue aree più decen­trate — spie­ga l’asses­sore -. E fra i numerosi stru­men­ti di val­oriz­zazione, quel­lo priv­i­le­gia­to è sen­z’al­tro il riconosci­men­to delle Denom­i­nazioni Comu­nali. Per questo come Provin­cia inten­di­amo con­tin­uare la rif­les­sione con i comu­ni e i sogget­ti bres­ciani inter­es­sati, e far­ci parte atti­va in un ampio pro­gram­ma di sostegno”.I pun­ti qual­i­f­i­can­ti di questo pro­gram­ma riguardano innanz­i­tut­to la pos­si­bil­ità di con­cretiz­zare inter­ven­ti col­let­tivi con uno spazio dei comu­ni Deco nelle man­i­fes­tazioni a carat­tere regionale di Lom­bar­dia, Vene­to ed Emil­ia Romagna, la creazione di momen­ti di dibat­ti­to e l’is­ti­tuzione di un pre­mio annuale da con­ferire ad Enti o per­son­ag­gi che si sono dis­tin­ti nel­la val­oriz­zazione di questi prodot­ti. L’asses­sore pen­sa anche alla pos­si­bil­ità di esercitare una fun­zione di sti­mo­lo nei con­fron­ti dei ris­tora­tori locali per­chè uti­liz­zano i De.Co così come l’in­tero paniere dei prodot­ti “made in Bs”, oltre che alla real­iz­zazione di una gui­da dei prodot­ti, dei pro­dut­tori e dei locali ader­en­ti ad un cir­cuito delle De.Co da pub­bli­ciz­zare come per­cor­so del gus­to alla ricer­ca delle tipic­ità bres­ciane scomparse.“Sono già numerosi i comu­ni che han­no adot­ta­to la Denom­i­nazione Comu­nale: dal­la fari­na di Casteg­na­to ‚dal Far­ro di San Pao­lo al Fat­ulì di Berzo Demo, dal Tombea di Mag­a­sa al Cason­cel­lo di Bar­bari­ga pas­san­do per il Salame di Poz­zolen­go, il salame cot­to di Quin­zano d’Oglio e il Man­zo all’O­lio di Rova­to — ricor­da Grazi­oli -. Tutte spe­cial­ità che pos­sono affi­an­care il sis­tema agri­co­lo ed agroal­i­menta­re in un’azione di pro­mozione com­p­lessi­va del bel­lo e del buono che Bres­cia può offrire”.“Certo — con­tin­ua Ser­gio Grazi­oli-. per fare tut­to questo è anche nec­es­sario che la De.Co non sia par­aven­to per prodot­ti che esistono solo nel­la fan­ta­sia di qualche gas­tronomo ecces­si­va­mente zelante: va bene tute­lare il pat­ri­mo­nio di tradizioni locali, ma il pre­sup­pos­to essen­ziale è che queste tradizioni siano anco­ra inserite nel tes­su­to sociale e pro­dut­ti­vo delle sin­gole comu­nità, e non siano vive solo ed esclu­si­va­mente nel­la mente o nel­la memo­ria di qualche appas­sion­a­to stu­dioso di sto­ria locale. Per­chè pro­muo­vere una De.Co sig­nifi­ca, non dimen­tichi­amo­lo, aprire un dial­o­go con una fas­cia di con­suma­tori par­ti­co­lar­mente atten­ti, evo­lu­ti, di fas­cia socio-cul­tur­ale alta, che gius­ta­mente si atten­der­an­no riscon­tri con­creti una vol­ta sol­lecitati sul­l’e­sisten­za di un prodot­to, di un sapore, di una cul­tura. Lad­dove esista questo pre­sup­pos­to di con­cretez­za, la Provin­cia di Bres­cia ed in par­ti­co­lare l’Asses­so­ra­to all’A­gri­coltura, non mancherà di far sen­tire il suo appoggio”.

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