Il restauro della chiesa sarà finito in aprile Per qualche giorno bavaglio alle campane

Donato dagli alpini il nuovo pavimento della parrocchiale

20/02/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Le penne nere sono arrivare sull’altare. La loro meta era infat­ti met­tere mano al pavi­men­to dell’altare mag­giore e all’abside del­la chiesa par­roc­chiale dei San­ti Mar­ti­no e Zenone, e ci sono rius­ci­ti. Sono sta­ti ulti­mati, pro­prio in questi giorni, i lavori di posa delle gran­di las­tre di mar­mo bian­co e rosso Verona, a cura del­la impre­sa edile Francesco Lavel­li, nell’abside, nel coro, e sull’altare mag­giore del­la chiesa par­roc­chiale, i cui lavori di restau­ro sono in cor­so ormai da oltre due anni. E sono sta­ti pro­prio gli , quel­li del grup­po di Lazise, a finanziare e a vol­ere che una parte del­la rin­no­va­ta chiesa par­roc­chiale avesse perenne il tim­bro delle penne nere locali. Gra­zie ad un accor­do fra alpi­ni, par­ro­co e Soprint­en­den­za ai beni architet­toni­ci di Verona è sta­to pos­si­bile real­iz­zare questo sog­no. «Ormai siamo agli sgoc­ci­oli», ha dichiara­to il par­ro­co, don Edoar­do Sac­chel­la, «e tra qualche mese final­mente vedremo la chiesa in tut­ta la sua bellez­za». Sono in fase di ulti­mazione, infat­ti, anche i restau­ri nel­la sacres­tia e nel­la zona ora­to­rio. Ulti­ma­ta defin­i­ti­va­mente l’abside, ci sarà modo di ricol­lo­care il mer­av­iglioso organo a canne, ormai restau­ra­to e revi­sion­a­to gra­zie al con­trib­u­to di fedeli bene­fat­tori. Il ritorno dell’organo con­sen­tirà anche alla schola can­to­rum di eseguire il pro­prio reper­to­rio con mag­giore inten­sità. Si stan­no delin­e­an­do anche le nuove linee por­tan­ti del rin­no­va­to teatro par­roc­chiale, attiguo alla chiesa. Gli alacri inter­ven­ti dell’impresa restau­ra­trice con­sen­ti­ran­no anche a questo luo­go di ripren­dere la sua vera fisiono­mia offren­do quin­di la pos­si­bil­ità di un agev­ole uti­liz­zo per tutte quelle attiv­ità ricre­ative e cul­tur­ali che sono tutt’uno con l’attività pas­torale del­la par­roc­chia. L’impegno finanziario è ril­e­vante, ma la gen­erosità dei lacisien­si è sem­pre sta­ta un vero e pro­prio van­to. I lavori stan­no provo­can­do però anche qualche prob­le­ma tem­po­ra­neo. Da qualche giorno le cam­pane sono mute e lo rester­an­no per un paio di set­ti­mane. Non si sen­ti­ran­no scan­dire le ore diurne e not­turne e non si sen­tirà il richi­amo alle fun­zioni reli­giose del­la gior­na­ta e nem­meno l’Ave Maria o l’ora de note. E questo non per­ché il par­ro­co o il sagrestano abbiano cam­bi­a­to abi­tu­di­ni. Tutt’altro. Purtrop­po la cen­trali­na che fa muo­vere l’impianto cam­pa­nario del­la chiesa par­roc­chiale è in riparazione. «L’operazione», ha det­to il par­ro­co, «si è resa indis­pens­abile in quan­to i lunghi lavori di restau­ro del­la chiesa han­no prodot­to una notev­ole quan­tità di pol­vere, tale da indurre i tec­ni­ci ad atti­var­si per la totale revi­sione dell’impianto». Il suono delle cam­pane ritornerà, più com­ple­to e squil­lante di pri­ma, ver­so la fine del mese di feb­braio, al mas­si­mo nei pri­mi giorni di mar­zo qualo­ra si incon­trassero degli incon­ve­ni­en­ti nelle oper­azioni di revi­sione dei mec­ca­n­is­mi del­la torre cam­pa­naria. Con ques­ta oper­azione si sta sem­pre più chi­u­den­do il cer­chio per portare a com­pi­men­to i gran­di lavori di restau­ro del tem­pio ded­i­ca­to a San Mar­ti­no e San Zenone, risul­tati ben più com­p­lessi delle pre­vi­sioni e dilatatisi nel tem­po più del pre­vis­to. Gli addet­ti ai lavori sti­mano di pot­er con­clud­ere ogni pen­den­za entro le fes­tiv­ità pasquali e quin­di entro l’avvio del­la sta­gione turistica.

Parole chiave: