Braccio di ferro, Italia quinta Schivalocchi è salito sul podio

Eccellente il bilancio degli azzurri ai campionati mondiali

23/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Ai cam­pi­onati mon­di­ali di brac­cio di fer­ro, che si sono con­clusi domeni­ca sera a Gar­done Riv­iera, Nico­la Schival­oc­chi, di Roè Vol­ciano, pro­gram­ma­tore di com­put­er, è giun­to ter­zo nel­la cat­e­go­ria dei 75 chili. Dopo Rus­sia ’99 e Sta­ti Uni­ti (Vir­ginia) 2000, «Nick il veloce» (così lo chia­mano nel­l’am­bi­ente) ha con­quis­ta­to il bron­zo per la terza vol­ta con­sec­u­ti­va. Emanuele Bruni, di Viter­bo, ha chiu­so sec­on­do nei 110 chili, anche lui col brac­cio destro. Sono questi i due migliori risul­tati ottenu­ti dal­la squadra ital­iana. Val­go­no molto più dei piaz­za­men­ti del varesino Mau­ro Cal­le­garo (oro col sin­istro e argen­to col destro, nei 100 chili, ma tra i mas­ter, vale a dire i con­cor­ren­ti con più di 40 anni di età) o del veronese Mas­si­mo Gas­pari­ni (sec­on­do nei 90 Kg, però tra i manci­ni). Nel­l’ul­ti­ma gior­na­ta han­no strap­pa­to il bron­zo anche Faus­ta Zani­ni, del­la Val­ca­mon­i­ca (70 Kg.), Maria Ste­fa­nia Tioz­zo di Rovi­go (80), Alessan­dra Manegat­ti di Rosoli­na Mare (65) e Patrizia De Ange­lis di Tori­no (60), tutte col brac­cio buono. Terza era giun­ta anche la berga­m­as­ca Annarel­la Bre­vi (pesa più di 80 Kg.), ma col sin­istro. In 22 edi­zioni iri­date l’I­talia non ave­va mai rac­colto un bot­ti­no sim­i­le. Nei super­mas­si­mi, più di 110 chili, il rus­so Alan Karaev, guardia del cor­po di un gen­erale, ha bis­sato (col destro) il tri­on­fo ottenu­to col sin­istro, bat­ten­do nuo­va­mente Clive Dean, diven­ta­to famoso a liv­el­lo inter­nazionale per avere parte­ci­pa­to al film «Over the top», con Sylvester Stal­lone. Lo statu­nitense pesa 260 chili e, quan­do si muove, ha bisog­no di essere sor­ret­to dagli ami­ci. Il bas­tone gli con­sente di cam­minare un breve trat­to. Dean, che ha già una cer­ta età, si è rifat­to tra i mas­ter. Nel­la clas­si­fi­ca per nazioni la Rus­sia ha super­a­to, nel­l’or­dine, Sta­ti Uni­ti, Brasile, Ucraina, Italia (quin­ta, mai suc­ces­so in prece­den­za) e Turchia. Karaev ha intas­ca­to i mille dol­lari ris­er­vati al vinci­tore del super match ris­er­va­to ai più for­ti. E’ lui, il rus­so, l’uo­mo 2001 «dal brac­cio d’oro». Al ter­mine del­la ker­messe, il sin­da­co di Bagoli­no, Mar­co Scalvi­ni, ha dis­tribuito i pre­mi mes­si in palio dal suo comune: a Cal­le­garo, Bruni e Francesco Alborghet­ti, in gara tra i dis­abili (Francesco non ci vede). Un riconosci­men­to anche a Frankie Bean, pres­i­dente del­la Fed­er­azione Usa: un gesto sim­bol­i­co, per ricor­dare il dram­ma del­l’ab­bat­ti­men­to delle due tor­ri a New York. Numerosi i politi­ci accor­si al richi­amo: Giuseppe Romele, Gugliel­mo Castag­netti, l’asses­sore regionale Fran­co Nicoli Cris­tiani, Gio­van Maria Floc­chi­ni. Idris ha ral­le­gra­to l’at­mos­fera e lo spet­ta­co­lo con­clu­si­vo. Ieri gli atleti (480) han­no com­in­ci­a­to a las­cia­re gli alberghi e a tornare in patria. I giap­pone­si sono rimasti, per andare a Verona e Venezia, una gita irri­n­un­cia­bile. Altri, come gli amer­i­cani, incan­tati dal , han­no promes­so che torner­an­no, la prossi­ma estate, per le vacanze. Intan­to si sono seg­nati sul­l’a­gen­da i nomi dei ris­toran­ti giusti. «Tut­ti, nel­l’an­darsene, ci han­no ringrazi­a­to per l’ospi­tal­ità, sicuri di avere parte­ci­pa­to ai mon­di­ali più bel­li degli ulti­mi tem­pi. Davvero una bel­la sod­dis­fazione, per noi che abbi­amo dovu­to sgob­bare un anno intero — affer­ma Clau­dio Riz­za, orig­i­nario di Gar­done Riv­iera, poi trasfer­i­tosi a Roè Vol­ciano, pres­i­dente del­la Fed­er­azione ital­iana -. Col­go l’oc­ca­sione per ringraziare gli spon­sor: la Technopart­ner di Dani­lo Corsi­ni, la Ener­con di Daniele Tam­buri­ni, la Drag­on Fly di Car­lo Drag­o­ni e la Ram­co Europe di Gian­car­lo Frizzi. Sen­za dimen­ti­care il lavoro di Gior­gio Riel­lo e di Lore­na Man­del­li, che si è let­teral­mente super­a­ta, orga­niz­zan­do ogni cosa alla per­fezione». L’an­no prossi­mo appun­ta­men­to in Egit­to, a Sharm El Sheik. Italia, Spagna, Turchia, Brasile e Usa han­no chiesto la tes­ta del seg­re­tario del­la Fed­er­azione mon­di­ale, l’in­di­ano Bar­ij Baran Das, che un paio di set­ti­mane fa ave­va invi­ta­to tutte le nazioni a non venire in Italia, a causa del­la guer­ra e dei rischi. Rus­sia, Litu­a­nia e Repub­bli­ca Ceca, invece, han­no invi­ta­to a pazientare, e a val­utare la situ­azione a mente fredda.

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