Querelle tra direttore e un espositore

Fiera di successoma avvelenatada una polemica

06/02/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

La ha chiu­so con un suc­ces­so di vis­i­ta­tori. Ma una polem­i­ca rischia di avve­le­narne il buon esi­to. I pro­tag­o­nisti del­la «querelle via fax» sono il diret­tore, Nico­la Cheru­bi­ni, e un espos­i­tore, il Con­sorzio Vela di Car­lo Scalvi­ni. L’accusa è di aver dis­tribuito, durante i giorni del­la rasseg­na, gad­get e volan­ti­ni «inneg­gianti ad un par­ti­to o ad un movi­men­to politico».Anche se nel­la let­tera del diret­tore non viene cita­to il par­ti­to in ques­tione, è facile pen­sare alla Lega Nord, vis­to che il col­ore incrim­i­na­to è il verde. Sull’argomento la lista civi­ca «Per Lona­to» di Gio­van­ni Con­tiero ha pre­an­nun­ci­a­to un’ inter­pel­lan­za in Consiglio.Ma andi­amo con ordine. Il pri­mo a scri­vere in data 26 gen­naio è il diret­tore, che nel ricor­dare la «col­lo­cazione priv­i­le­gia­ta» ottenu­ta dal Con­sorzio in piaz­za Mat­teot­ti, chiede chiari­men­ti sul­la rac­col­ta di spon­soriz­zazioni gra­zie al logo del­la Fiera, sen­za che il Comune o il Comi­ta­to Fiera avessero rilas­ci­a­to autor­iz­zazione. Poi i gad­get dis­tribuiti «inneg­gianti» una forza polit­i­ca, ricor­dan­do che l’attività di «pros­elit­ismo politi­co sia le forme di pub­blic­ità par­tit­i­ca sono sta­ti sem­pre ban­di­ti dal­la Fiera».La rispos­ta è giun­ta anch’essa via fax. «Col­lo­cazione priv­i­le­gia­ta? Dici­amo rat­top­po alle caren­ze orga­niz­za­tive — repli­ca Car­lo Scalvi­ni, respon­s­abile dell’azienda di servizi Con­sorzio Vela -. Sen­za inter­pel­lar­ci, han­no deciso di spostare la nos­tra loca­tion dal­la piaz­za cen­trale ad un luo­go non meglio pre­cisato, ove non sus­sis­te­vano nem­meno le carat­ter­is­tiche di spazio dove pot­er col­lo­care le nos­tre strut­ture. Una metratu­ra già dichiara­ta e paga­ta molti giorni pri­ma. Alla fine il com­pro­mes­so, siamo sta­ti costret­ti a men­di­care una cosa per la quale ave­va­mo rego­lar­mente pagato».L’accusa di aver dis­tribuito gad­get filo politi­ci? «È ridi­co­lo — con­tin­ua Scalvi­ni — Si trat­ta­va solo di lac­cetti por­ta­cel­lu­lare con il mar­chio del Con­sorzio Vela, in bian­co su cam­po verde. Il col­ore verde, è ris­a­puto, dis­tingue il nos­tro Con­sorzio da sempre…».E I VOLANTINI? «Con­tenevano, oltre alla descrizione delle nos­tre attiv­ità, le spon­soriz­zazioni di cli­en­ti di vec­chia data. Il volan­ti­no non era inneg­giante a nes­suna fazione polit­i­ca… Nes­suno del set­tore com­mer­ciale del Con­sorzio Vela si è reca­to da com­mer­cianti o impren­di­tori chieden­do spon­soriz­zazioni, usan­do il nome del Comune di Lonato».L’ultima pre­cisazione riguar­da la divisa con una scia­rpa verde per gli uomi­ni e un foulard per le donne. «Non cre­do che i gusti per­son­ali in fat­to di col­ori deb­bano essere ogget­to di scon­tri o accuse. In ogni caso, l’astio con cui ci ven­gono mosse le accuse ci induce a chi­ud­ere ogni pos­si­bile futuro rap­por­to con la Fiera. Dove sono i cam­pi­oni dimostra­tivi dei gad­get e dei volan­ti­ni inneg­gianti al par­ti­to politi­co X, del quale non si ha nem­meno il cor­ag­gio di fare il nome?».

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