Dopo il precedente contributo regionale (con fondi europei) di oltre 200mila euro, dalla Regione Lombardia è in arrivo un nuovo aiuto economico, sempre destinato al progetto di recupero della Fornace di Lonato del Garda. I circa 105mila euro regionali andranno a coprire le spese di restauro dei reperti romani.

Fornaci romane, la storia continua… Nuovo contributo regionale per il recupero della Fornace

21/01/2011 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

«Nei giorni scor­si l’amministrazione comu­nale di Lona­to del Gar­da ha ottenu­to un nuo­vo con­trib­u­to eco­nom­i­co, per cir­ca 105mila euro, da des­tinare al prog­et­to di recu­pero del­la For­nace romana, inti­to­la­to “Lavori di restau­ro del reper­to arche­o­logi­co e dell’antiquarium del­la For­nace Romana». A dare la notizia è il vicesin­da­co e asses­sore ai Lavori pub­bli­ci , la quale pre­cisa «la parte­ci­pazione del Comune lonatese al nuo­vo ban­do è sta­ta pos­si­bile gra­zie all’apporto tec­ni­co da parte del­la soci­età Saef di Bres­cia». Gli inter­ven­ti in prog­et­to, approvati con delib­era di giun­ta il 23 mar­zo 2010 e con parere favorev­ole del­la Soprain­ten­den­za per i beni arche­o­logi­ci del­la Lom­bar­dia, sono cofi­nanziati dal Comune di Lona­to del Gar­da e da un duplice ban­do regionale, segui­ti dall’Ufficio tec­ni­co comu­nale con il sup­por­to del­la soci­età Ter­na (pro­pri­etaria dell’area). Essi mira­no all’adeguamento dell’antiquarium con l’abbattimento del­la bar­riere architet­toniche, il rifaci­men­to del tet­to e delle mura­ture, la creazione di un parcheg­gio in fre­gio a via Man­to­va, più como­do e acces­si­bile, l’impianto di illu­mi­nazione, nonché la real­iz­zazione di un viati­co che con­d­u­ca all’antiquarium. Il rin­no­vo del­la strut­tura con­tem­pla altresì la real­iz­zazione di un’aula didat­ti­ca e di un pic­co­lo ango­lo book­shop.  Il prog­et­to – del com­p­lessi­vo totale di cir­ca 540mila euro – darà vis­i­bil­ità e impor­tan­za all’area del­la for­nace, inseren­dola all’interno di per­cor­si tur­is­ti­ci, col­le­gati agli altri siti arche­o­logi­ci del ter­ri­to­rio garde­sano. Il prece­dente con­trib­u­to regionale, ottenu­to su fon­di europei, ammon­ta­va a cir­ca 200mila euro. Questo è uno dei pochi casi in cui un duplice con­trib­u­to va nel­la direzione di un uni­co prog­et­to, sud­di­vi­so però in due par­ti. La pri­ma tranche prevede l’ampliamento del­lo sta­bile di cop­er­tu­ra del reper­to arche­o­logi­co con creazione dell’aula didat­ti­ca, la real­iz­zazione di un parcheg­gio, più una stra­da di col­lega­men­to tra il posteg­gio e la for­nace. Gli inter­ven­ti appe­na descrit­ti sono in parte cop­er­ti dal pri­mo con­trib­u­to, di orig­ine euro­pea. La sec­on­da parte del prog­et­to, invece, riguar­da il restau­ro del reper­to, i ser­ra­men­ti dell’involucro di pro­tezione, gli impianti di illu­mi­nazione, la for­ni­tu­ra di arre­di per la sala a uso didat­ti­co e i pan­nel­li espos­i­tivi. In tal caso, la spe­sa com­p­lessi­va è di cir­ca 210mila euro, di cui 105mila cop­er­ti da con­trib­u­to regionale.    L’Ufficio tec­ni­co del Comune sta già eseguen­do le oper­azioni nec­es­sarie. I pri­mi inter­ven­ti han­no riguarda­to la mes­sa in sicurez­za del sito. Man­ca dunque poco alla riqual­i­fi­cazione per la For­nace romana del II sec­o­lo a.C. Entro fine anno sarà tut­to pron­to.  Si trat­ta sen­za dub­bio un’opera di restau­ro impo­nente che intro­dur­rà nel cir­cuito cul­tur­ale del Gar­da l’intero com­p­lesso arche­o­logi­co, ripor­ta­to alla luce casual­mente negli anni ‘80, durante gli scavi per una cen­trali­na dell’Enel.  Oggi a pren­der­si cura del sito arche­o­logi­co lonatese e ad aprir­lo, ren­den­do­lo vis­itabile su appun­ta­men­to, sono i volon­tari dell’Associazione lonatese La Pola­da (www.associazionelapolada.it). «Dopo una lun­ga fase prog­et­tuale – spie­ga Dami­ano Scalvi­ni, del­la Pola­da – stan­no inizian­do i lavori per la sis­temazione e l’adeguamento dell’antiquarium del­la For­nace romana di Lona­to del Gar­da e per il restau­ro del mon­u­men­to, a dis­tan­za di 25 anni dal­la sua scop­er­ta. Si trat­ta di inter­ven­ti notevoli che pun­tano alla piena val­oriz­zazione di questo mon­u­men­to impor­tan­tis­si­mo (uno dei pochi del genere nel Nord Italia), per favorire, in futuro, una più facile e inter­es­sante fruizione al pub­bli­co».

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