A Marniga di Brenzone, Pai di Torri e Pesina di Caprino. I paesi del lago si affidarono a lui per sconfiggere la peste

Giorni di festa per San Rocco

Di Luca Delpozzo
(a.p.)

Il 16 agos­to il cal­en­dario ricor­da San Roc­co, e in riva al Gar­da, così come in numerose altre local­ità del­la provin­cia veronese, si fa fes­ta. C’è sa gra a Marni­ga di Bren­zone , a Pesina di Capri­no . C’è mes­sa spe­ciale a Pai di Tor­ri del Bena­co. Ed è una fes­ta anti­ca, che affon­da le radi­ci nel tragi­co anno del 1836: quel­lo del col­era, che fece stra­gi. Solo a Tor­ri, nel luglio di quell’anno, con­trassero la malat­tia ben 151 per­sone, di cui 89 morirono. La pri­ma ad ammalar­si, l’8 luglio, fu una don­na del paese. Il 13 il con­ta­gio ave­va già pre­so Pai, il 15 Albisano. Fu a San Roc­co che il popo­lo si affidò per ottenere inter­ces­sione con­tro il mor­bo. Per­ché il san­to era sta­to guar­i­to dal­la peste. Ed a metà agos­to l’epidemia era prati­ca­mente ces­sa­ta. Vesti­to da pel­le­gri­no, con una pia­ga sul­la gam­ba, segui­to da un cane con un toz­zo di pane in boc­ca. Così è facile vedere raf­fig­u­ra­to San Roc­co nelle chiese e nei capitel­li del­la zona. A Pai la stat­ua è a lato dell’altare, a Marni­ga è in piaz­za, in un capitel­lo. Nato a Mont­pel­li­er nel 1295, Roc­co arrivò in pel­le­gri­nag­gio a Roma dove si fece infer­miere per aiutare a curare un’epidemia di peste. Portò assis­ten­za anche in molte altre cit­tà d’Italia. Con­trasse la peste a Pia­cen­za, ma ne guarì. La sua fama si dif­fuse rap­i­da­mente e il cul­to del san­to è diven­ta­to uno dei più popo­lari. Come ricor­da Gior­gio Vedovel­li nel suo libro «A peste fame et bel­lo», edi­to dal Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense, tra i pae­si lacus­tri soprat­tut­to quel­li di Pai, Marni­ga e Magug­nano lo fes­teggia­vano, il 16 agos­to. Si inizia­va con la mes­sa, durante la quale si usa­va portare in pro­ces­sione attra­ver­so le strade del paese e del­la cam­pagna l’effige del san­to affinché vedesse la zona che lo si pre­ga­va di pro­teggere. Nel pomerig­gio si fes­teggia­va in piaz­za, mag­a­ri man­gian­do una fet­ta d’anguria. La tradizione si è mod­i­fi­ca­ta durante gli anni ma è rimas­ta pre­sente o è sta­ta ripristi­na­ta in alcu­ni comu­ni del lago. La fes­ta ha però grad­ual­mente smar­ri­to il suo carat­tere reli­gioso ed è diven­ta­ta soprat­tut­to moti­vo di diver­ti­men­to. Dal sacro al pro­fano, come «fes­ta dell’ospite ad uso e con­sumo del tur­ista», per usare le parole di Vedovel­li. A Marni­ga il comi­ta­to «Fes­ta di San Roc», sor­to nel 1979, è rius­ci­to a rin­verdire la fes­ta, che si ter­rà anche quest’anno il 15 e 16 agos­to, «con pro­ces­sione e fes­teggia­men­ti popo­lari», come dice il pro­gram­ma del­la pro loco di Bren­zone. Anche a Pai, pic­co­la frazione di Tor­ri, San Roc­co è tut­to­ra fes­teggia­to, ma in maniera sem­pli­cis­si­ma, con una mes­sa e un rin­fres­co in piaz­za. Ed è fino a lunedì prossi­mo 16 che invece a Pesina si fa la sagra, inizia­ta ieri, di San Roc­co. Tut­ti i giorni alle 18 apre il chiosco che serve risot­ti, gnoc­chi, bruschette, carne salà e torte. Dopo le 24 i più affamati pos­sono trovare le penne all’arrabbiata, poco tradizion­ali, ma comunque gra­dite. Alle 21 c’è la musi­ca dal vivo: il 12 suo­nano i Cas­tadi­va, il 13 si fa musi­ca lati­no amer­i­cana, il 14 i Marea, il 15 Daniela e i Tec­ni­col­ors, il 16 Pao­lo e Dory. Sono pre­visti il tor­neo di frec­cette, la pesca di benef­i­cen­za, la mostra di ricamo, lo spet­ta­co­lo equestre. Ovvi­a­mente, non man­cano i momen­ti reli­giosi con la mes­sa il 14 alle 20 e il 16 alle 10.30 e poi, sem­pre il 16 agos­to, alle 19, la pro­ces­sione per le vie di Pesina. Come una volta.