Scoperti diversi oggetti dell’età del Bronzo dalla campagna appena conclusa

Gli scavi del Lavagnoneregalano tesori al Museo

Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

di Il museo arche­o­logi­co «Ram­bot­ti» di Desen­zano si arric­chisce di nuovi tesori del pas­sato. Nei prossi­mi mesi sarà infat­ti amplia­to l’allestimento muse­ale con i mate­ri­ali rin­venu­ti nel sito del Lavagnone.Si trat­ta di una col­lana, due pendagli, vaghi ottenu­ti da una conchiglia ritagli­a­ta, un pic­co­lo pug­nale, uno spillone e numerosi recip­i­en­ti di ter­ra­cot­ta ben conservati.Allo sca­vo arche­o­logi­co del Lavagnone si con­tin­u­ano dunque a portare alla luce reper­ti uni­ci. Nel cor­so dell’ultima cam­pagna di sca­vo, che si è con­clusa alla fine di luglio 2007, è sta­to pos­si­bile risalire ad una sequen­za inin­ter­rot­ta delle fasi iniziali dell’età del Bron­zo Anti­co (cir­ca 2077 avan­ti Cristo) fino ad una fase avan­za­ta del Bron­zo Medio (1400 avan­ti Cristo).«A pochi giorni dal­la sua chiusura — spie­gano le con­ser­va­tri­ci del museo di Desen­zano Clau­dia Man­gani e Cristi­na Longhi — è sta­ta rin­venu­ta in quest’area una col­lana, cos­ti­tui­ta da tubet­ti di den­tal­i­um fos­sile e vaghi ottenu­ti da una conchiglia ritagli­a­ta; abbi­amo inoltre trova­to due pendagli, di for­ma trape­zoidale, uno di osso e uno di pietra, data­bile all’antica età del Bronzo».Nel cor­so del 2007 è sta­ta aper­ta anche una nuo­va area di sca­vo al Lavagnone che, ricor­diamo, è sta­to di recente inser­i­to nel­la lista dei siti palafit­ti­coli ital­iani per i quali è sta­ta fat­ta doman­da di inser­i­men­to tra i beni dell’umanità dell’Unesco.«Sebbene le ricerche in quest’area siano solo agli inizi — osser­vano le con­ser­va­tri­ci del museo Ram­bot­ti — i risul­tati fino a oggi ottenu­ti sono sta­ti estrema­mente sod­dis­facen­ti: qui infat­ti si sono con­ser­vati i liv­el­li di fre­quen­tazione più recen­ti, rispet­to a quel­li già noti per l’area in esame, che risul­ta­vano com­pro­mes­si dalle attiv­ità di aratu­ra. Anche i mate­ri­ali resti­tu­iti sono sig­ni­fica­tivi dal pun­to di vista crono­logi­co e cul­tur­ale; in par­ti­co­lare un pic­co­lo pug­nale e uno spillone di bron­zo e numerosi recip­i­en­ti ben conservati».Nei prossi­mi mesi inizier­an­no i lavori di ampli­a­men­to del­lo spazio espos­i­ti­vo del museo, men­tre con­tin­uer­an­no le attiv­ità cul­tur­ali: il 23 set­tem­bre alle 15 si ter­rà una gior­na­ta di arche­olo­gia sper­i­men­tale ded­i­ca­ta alla tes­si­tu­ra. Il museo ha inoltre ader­i­to all’iniziativa del­la Provin­cia di Bres­cia «La notte dei musei». Per l’occasione sarà orga­niz­za­ta una visi­ta gui­da­ta gra­tui­ta alle collezioni e degus­tazione, nel chiostro, di in col­lab­o­razione con la «Stra­da dei vini e dei sapori del Garda».