Iniziativa anti-prostituzione con carabinieri e polizia locale a pattugliare la statale 11: l’esperimento del Comune funziona

I gazebo scacciano le lucciole

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Cinque gaze­bo illu­mi­nati sot­to cui si esi­bis­cono dei gio­col­ieri e artisti di stra­da; e le per­sone si ritrovano per gio­care a carte, man­gia­re insieme e stare in com­pag­nia «riap­pro­prian­dosi» del ter­ri­to­rio. Il tut­to ai bor­di del­la ex statale 11, nota come «stra­da del ses­so» per l’alta con­cen­trazione di pros­ti­tute. È lo sce­nario che da due giorni, dalle 22 sino a oltre l’una di notte, si è pre­sen­ta­to a chi per­cor­re­va l’arteria in ter­ri­to­rio di Castelnuovo.Ha infat­ti pre­so il via il prog­et­to «Illu­mini­amo le luc­ci­ole», volu­to dal­l’am­min­is­trazione comu­nale e orga­niz­za­to in col­lab­o­razione con , polizia locale, i quali han­no cop­er­to il ter­ri­to­rio con un andiriv­ieni di pat­tuglie, Ulss 22, Dimteatro­co­mu­nale e di Castelnuovo.«Ma con loro», spie­ga l’assessore Ezio Bassi coor­di­na­tore del prog­et­to, «ci sono anche asso­ci­azioni locali e molti cit­ta­di­ni. Da loro siamo par­ti­ti, illus­tran­do la nos­tra idea in due assem­blee pub­bliche a Cav­al­caselle e Castel­n­uo­vo, le local­ità del Comune col­pite dal fenom­e­no del­la pros­ti­tuzione». «Tut­to nasce dal­la stanchez­za di con­vi­vere con una sor­ta di occu­pazione del ter­ri­to­rio sovraf­fol­la­to da queste sig­norine. Quan­do abbi­amo saputo che anche in provin­cia di Mod­e­na l’avevano attua­ta ci siamo det­ti che non c’era moti­vo per non provare anche noi».Gli incon­tri con la popo­lazione, sot­to­lin­ea Bassi, han­no con­fer­ma­to «le dif­fi­coltà di ques­ta forza­ta con­viven­za e il tim­o­re di non pot­er far nul­la di con­cre­to con­tro un fenom­e­no così este­so e che pare inat­tac­ca­bile. Ma in tut­ti c’era anche la voglia di vol­er fare qual­cosa. La strate­gia è sta­ta delin­ea­ta insieme ai cara­binieri del­la atazione di Peschiera: nul­la a che vedere con le ronde, ma una occu­pazione civile degli spazi, una pre­sen­za pas­si­va e nes­sun con­trasto diret­to per­ché ciò res­ta di esclu­si­va com­pe­ten­za delle ». Pre­cisa poi:, «L’obiettivo è colpire gli inter­es­si che gira­no intorno a questo traf­fi­co e non le persone».E «Illu­mini­amo le luc­ci­ole» qualche seg­nale lo ha dato. «Abbi­amo vis­to avvic­i­nar­si alle postazioni anche per­sone che non ave­vano parte­ci­pa­to agli incon­tri. E tut­ti si sono poi dimostrati feli­ci di aver fat­to qual­cosa. E quan­to di con­cre­to si pos­sa fare lo dimostra un episo­dio: il nos­tro grup­po era fer­mo a uno dei gaze­bo a pochi metri da una di queste sig­norine, ed era lei a essere iso­la­ta: nes­suno le si avvic­i­na­va per­ché quel luo­go era ritor­na­to a essere spazio pubblico».«Questo è il mes­sag­gio che vogliamo lan­cia­re e spe­ri­amo che tut­ta Castel­n­uo­vo voglia e sap­pia essere uni­ta in questo, per­ché “Illu­mini­amo le luc­ci­ole” può essere mes­so in cam­po ogni vol­ta che lo si vor­rà». «Non pen­si­amo di aver scop­er­to niente di eccezionale: ma cosa suc­ced­erebbe se i Comu­ni si coor­di­nassero in questo sen­so? Il ter­ri­to­rio è di tut­ti: for­ti di ques­ta con­vinzione», con­clude Bassi, «rius­cire­mo anche a riprendercelo».