Un gruppo di ambientaliste boccia la costruzione dei porti di Manerba e Moniga Le donne contro il cemento

«Il Garda bresciano muore»

24/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Il ter­ri­to­rio del Gar­da bres­ciano sta suben­do con­tin­ue aggres­sioni da parte delle ammin­is­trazioni pub­bliche locali — affer­ma il Coor­di­na­men­to donne, un grup­po di ambi­en­tal­iste che si bat­te per fer­mare il degra­do -. Il notev­ole calo delle pre­sen­ze tur­is­tiche è l’inevitabile con­seguen­za». E il Coor­di­na­men­to addi­ta due esem­pi di stret­ta attual­ità, inizian­do dall’ampliamento del por­to del Tor­chio, a Maner­ba. «Ai com­po­nen­ti del­la Con­feren­za dei servizi — dicono — abbi­amo invi­a­to una serie di osser­vazioni. La relazione geo­log­i­ca è pri­va di riscon­tri rel­a­tivi alle scelte tec­niche e strut­turali in relazione alle par­ti­co­lari carat­ter­is­tiche dei sub­strati (fanghi). Il prog­et­to non con­tiene il rilie­vo bati­met­ri­co delle acque inter­es­sate alle opere nè fa cen­no al pescag­gio mas­si­mo dei natan­ti abil­i­tati all’accesso. Le pal­i­fi­cazioni poste a sosteg­no di strut­ture forte­mente sol­lecitate (gru di alag­gio) man­cano di idonee ver­i­fiche sta­tiche sul­la col­lab­o­razione con i sub­strati di infis­sione. Non c’è, insom­ma, una strati­grafia dei fon­dali, e man­ca l’indicazione del­la por­ta­ta mas­si­ma del­la gru in relazione allo sbrac­cio. Inoltre non si dà con­to delle mis­ure anti­nquina­men­to e anti­ncen­dio adot­tate sug­li impianti di stoccag­gio e dis­tribuzione dei car­bu­ran­ti». Le donne ambi­en­tal­iste han­no invi­a­to le loro osser­vazioni alla Soprint­en­den­za, sot­to­lin­e­an­do come quel trat­to di litorale sia rimas­to l’unico sboc­co a lago, in capo a via Belvedere, lib­era­mente acces­si­bile da uno spi­az­zo pub­bli­co. In luglio sono state rac­colte, in poche ore, 500 firme di bag­nan­ti. Ed è sta­to chiesto al sin­da­co di sospendere il prog­et­to. Petizione invi­a­ta anche alla Con­feren­za dei servizi, ai con­siglieri region­ali e al pres­i­dente del­la Regione, Rober­to Formigo­ni. «Nel ’96 — pros­eguono — il dis­cutibile ampli­a­men­to del por­to di Dusano fu gius­ti­fi­ca­to con la neces­sità di non dover inter­venire in local­ità Tor­chio, assai più sen­si­bile sot­to l’aspetto pae­sag­gis­ti­co. Per­chè oggi le cose sono cam­bi­ate? E per­chè si con­tin­ua a negare l’evidenza (bas­ta guardare il prog­et­to) o a scred­itare la nos­tra petizione, facen­do credere che le firme fos­sero con­tro la rego­la­men­tazione delle boe?». Il sec­on­do esem­pio riguar­da la costruzione del nuo­vo por­to di Moni­ga, da 200 posti bar­ca: «I costrut­tori pri­vati — ram­men­tano le donne del Coor­di­na­men­to — potran­no dis­porne per 35 anni pri­ma di las­cia­r­lo al comune, che penserà quin­di a ristrut­turar­lo a sue spese quan­do sarà fatis­cente. Intan­to han­no già chiesto un ulte­ri­ore ampli­a­men­to. A nos­tro avvi­so sarebbe nec­es­sario ridurre la a motore, fonte di inquina­men­to di acque già malate, anzichè incen­ti­var­la. Non sono i por­ti che man­cano, ma un ambi­ente più sano. Para­metri richi­esti da un tur­is­mo qual­i­fi­ca­to, che dis­ert­erà sem­pre più le nos­tre local­ità». L’ultima anno­tazione riguar­da «le immo­bil­iari che con­tin­u­ano a fare incetta di ter­reni non anco­ra edi­fi­cati (e non per trasfor­mar­li in parchi). Se si pros­egue su tale stra­da, il degra­do e il disses­to idro­ge­o­logi­co del sarà defin­i­ti­va­mente com­ple­ta­to. Men­tre i cit­ta­di­ni sono pre­oc­cu­pati che le pre­viste abbon­dan­ti piogge autun­nali pos­sano provo­care allaga­men­ti e dan­ni, come negli ulti­mi anni, non c’è un’Amministrazione che dimostri la volon­tà polit­i­ca di arginare il disses­to, impe­den­do la cemen­tifi­cazione di fos­si, rigag­no­li e canalette, o la loro trasfor­mazione in deposi­ti di mate­ri­ali. Anzi, non si smette mai di delib­er­are nuove lot­tiz­zazioni». Chi voglia con­tat­tante le ambi­en­tal­iste può inviare mes­sag­gi onter­net all’indirizzo sosgardabs@libero.it.

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