Il lavori di restauro dei giardini rispetteranno il progetto del maestro italiano

Il parco della Rocca resta di Pietro Porcinai

20/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Paolo Tagliente

La battaglia di Pao­lo Mat­teot­ti è dura­ta anni, ma alla fine, in extrem­is, è sta­ta vin­ta: il gia­rdi­no di Porci­nai è sal­vo. Sti­amo par­lan­do del­l’area verde anti­s­tante la fortez­za del­la Roc­ca, prog­et­ta­ta nel lon­tano 1964 da Pietro Porci­nai, mas­si­mo pae­sag­gista ital­iano, che rischi­a­va di essere com­ple­ta­mente dis­trut­ta per las­cia­re il pos­to ad un par­co dis­eg­na­to ex novo da un pur vali­do architetto.A dicem­bre del­lo scor­so anno, però, dopo aver scrit­to decine di let­tere e aver smosso mari e mon­ti, Pao­lo Mat­teot­ti, respon­s­abile del­la com­mis­sione comu­nale per il verde pub­bli­co, è rius­ci­to nel­la non facile impre­sa di fer­mare la macchi­na buro­crat­i­ca e di sal­vare il gioiel­lo di uno dei “maestri del verde”, riconosci­u­to a liv­el­lo inter­nazionale. A poche set­ti­mane dal­l’inizio dei lavori, si è deciso di attuare sul par­co un inter­ven­to di “restau­ro” piut­tosto che uno di “ristrut­turazione”. Una deci­sione, ques­ta, arriva­ta alla fine del­lo scor­so anno, quan­do si è tenu­to un incon­tro a cui han­no parte­ci­pa­to Mile­na Mat­tei­ni, per lunghi anni “brac­cio destro” di Porci­nai, e l’ar­chitet­to Gior­gio Rigo, pres­i­dente di Italia Nos­tra. Mat­tei­ni ha riconosci­u­to nel prog­et­to del par­co la mano del mae­stro e ha for­ni­to alcu­ni con­sigli, nec­es­sari anche alla luce dei muta­men­ti avvenu­ti nel cor­so dei decen­ni. Le due prin­ci­pali novità sono rap­p­re­sen­tate dal trasfer­i­men­to del­la stat­ua di San Gio­van­ni Nepo­mu­ceno e dal­la deci­sione di aprire il por­tone cen­trale del­la Roc­ca. E così, fat­ta sal­va la nuo­va piaz­zo­la davan­ti al por­tone, lo spazio verde man­ter­rà l’im­pronta volu­ta dal mae­stro: il grande pra­to verde sarà con­ser­va­to sen­za nuovi per­cor­si, sul perimetro ver­ran­no messe nuove pan­chine (Mat­tei­ni avrebbe volu­to che per ognuna di esse ci fos­se un cespuglio di fon­do, ma ques­ta soluzione potrà essere attua­ta solo più avan­ti) e il per­cor­so esistente con pias­tre di pietra sarà affi­an­ca­to da un altro che con­sen­tirà l’ac­ces­so di car­rozzine e dis­abili. «Sono molto sod­dis­fat­to — riv­ela Mat­teot­ti — per­ché il par­co Porci­nai è sta­to sal­va­to pro­prio all’ul­ti­mo momen­to. Fon­da­men­tali, per questo risul­ta­to, sono sta­ti l’im­peg­no di e la grande disponi­bil­ità del­l’ar­chitet­to San­dro Aita che, incar­i­ca­to dal­la Provin­cia di redi­gere il nuo­vo prog­et­to, ha mes­so da parte la pro­pria idea per “attual­iz­zare” quel­la di Porci­nai». Il par­co sarà pron­to per la prossi­ma pri­mav­era e la spe­sa — aspet­to non sec­on­dario — dovrebbe essere molto infe­ri­ore ai 500 mil­ioni stanziati inizial­mente per attuare cam­bi­a­men­ti rad­i­cali. Alla fine, Riva avrà un nuo­vo, prezioso “mon­u­men­to” da mostrare ai tur­isti, agli appas­sion­ati e agli stu­diosi del set­tore. «All’en­tra­ta — con­clude Mat­teot­ti — ver­rà pos­ta una tar­ga per spie­gare al vis­i­ta­tore che l’area è sta­ta restau­ra­ta da San­dro Aita su prog­et­to orig­i­nale di Pietro Porcinai».

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