Domani un subacqueo collauderà un particolare e insolito mezzo di soccorso Telaio e materiali speciali, collegamenti via radio

In bici sul fondo del lago

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Di Luca Delpozzo
Massimo Zuccotti

Il Dipar­ti­men­to ricerche e stu­di di Peschiera, grup­po di appas­sion­ati di ricer­ca e sper­i­men­tazione sci­en­tifi­ca, ha intrapre­so un ambizioso prog­et­to: la riva­l­u­tazione del­la bici­clet­ta quale mez­zo di servizio e soc­cor­so. L´obiettivo è dimostrare la sua impor­tan­za in due par­ti­co­lari teatri oper­a­tivi: le aree ad ele­va­to traf­fi­co tipo le zone tur­is­tiche e le zone col­pite da even­tu­ali calamità. Casi speci­fi­ci dove i mezzi tradizion­ali potreb­bero sof­frire di scarsa mobil­ità, dovu­ta essen­zial­mente alla parziale uti­liz­z­abil­ità delle tradizion­ali vie di col­lega­men­to. L’iniziativa, bat­tez­za­ta «Oper­a­tive spe­cial bike», prevede la real­iz­zazione di quat­tro pro­totipi di bici­clette apposi­ta­mente dimen­sion­ati allo scopo. Di ques­ta flot­ta sper­i­men­tale, dopo aver com­ple­ta­to i vari test tec­ni­ci pre­visti dal prog­et­to, due mezzi saran­no donati al grup­po radioam­a­tori di , altri due saran­no con­seg­nati a un repar­to oper­a­ti­vo dell’Amministrazione comu­nale di Peschiera. Cosa avran­no di par­ti­co­lare queste bici­clette? L’obiettivo, come dichiara­to dai volon­tari del Dipar­ti­men­to ricerche e stu­di, è quel­lo di for­gia­re mezzi estrema­mente robusti con soluzioni tec­niche che li ren­dano par­ti­co­lar­mente adat­ti alle neces­sità pre­poste. Tali bici­clette, per ora allo sta­to di prog­et­tazione, ver­ran­no assem­blate sul­la base di un telaio estrema­mente resistente che ne assi­curi affid­abil­ità e leg­gerez­za. Saran­no uti­liz­za­ti mate­ri­ali spe­ciali quali la lega di allu­minio e le fibre di car­bo­nio, già ampia­mente adot­tati nel set­tore delle com­pe­tizioni pro­fes­sion­ali. Non mancher­an­no finezze tec­no­logiche quali la pre­sen­za di pan­nel­li solari o gen­er­a­tori elet­tromec­ca­ni­ci di cor­rente, in gra­do di assi­cu­rare il fun­zion­a­men­to di tele­foni e appa­rati radio, anche in con­dizioni di estremo dis­a­gio. Per assi­cu­rare la bon­tà del prog­et­to, il dimen­sion­a­men­to dei mezzi e gli acces­sori instal­lati, saran­no defin­i­ti in col­lab­o­razione con gli stes­si uti­liz­za­tori finali. L’iniziativa non a scopo di lucro, sarà con­cretiz­za­ta gra­zie al sup­por­to di Free­dom bike, azien­da arti­giana veronese del set­tore bici­clette, resasi disponi­bile per sup­port­are il prog­et­to in maniera del tut­to gra­tui­ta. Il tito­lare Alessan­dro Miot­to, 20 anni, sta rac­coglien­do in questi giorni tutte le indi­cazioni nec­es­sarie per fare il pri­mo pas­so: approntare il dis­eg­no tec­ni­co sul quale svilup­pare la telais­ti­ca. Per quan­to riguar­da il col­lau­do del­la mec­ca­ni­ca, è pre­vis­to un test par­ti­co­lare quan­to spet­ta­co­lare in col­lab­o­razione con il Sub club Peschiera. La bici­clet­ta-test sarà infat­ti cala­ta nelle acque del Gar­da, quin­di cav­al­ca­ta da un sub con tan­to di bom­bole sulle spalle, infine lan­ci­a­ta in veloc­ità su una rip­i­da disce­sa sas­sosa che con­duce negli abis­si bena­cen­si. L’immersione in acqua, uni­ta­mente alle pres­sione gen­er­a­ta dal­la pro­fon­dità oltre alle sol­lecitazioni del­la disce­sa sulle pietre, sot­to­por­ran­no la bici­clet­ta a un vero e pro­prio cal­vario. A tale scopo domani ver­ran­no effet­tuate delle immer­sioni pro­va per indi­vid­uare il pun­to migliore del Gar­da ove effet­tuare ques­ta par­ti­co­lare e insoli­ta prova.

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