Sabato l’inaugurazione del rinnovato centro di accoglienza della Croce rossa italiana. Arrivano da tutto il mondo nell’edificio voluto dai Savoia

La casa dei bambini senza casa

16/05/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Salò

Saba­to 18 mag­gio, alle ore 11, a Salò, ver­ran­no inau­gu­rate le opere effet­tuate all’in­ter­no del­l’ed­i­fi­cio del­la , sit­u­a­to in viale Lan­di, nel quartiere del Carmine, vici­no all’au­tosi­lo e all’ho­tel Lau­rin. Inter­ver­ran­no Maria Pia Gar­avaglia, pres­i­dente nazionale, Enzo Cos­su, respon­s­abile del Comi­ta­to provin­ciale, e Mari­ta Folonari. Il vesco­vo ausil­iare di Bres­cia, Vig­ilio Olmi, impar­tirà la benedi­zione. Il palaz­zo è sta­to costru­ito nel 1932, sot­to l’aus­pi­cio del principe Umber­to Di Savoia. Fino al ’70 ha oper­a­to da cen­tro cli­mati­co, in modo speci­fi­co come pre­ven­to­rio infan­tile. Si è quin­di trasfor­ma­to in cen­tro di accoglien­za. Quat­tro le comu­nità interne. In quel­la che si chia­ma «Il bucan­eve» ci sono le fem­mine in età di mater­na ed ele­men­tari; nel­la «Pal­ma» i maschi dal­la mater­na al ter­mine del­la scuo­la del­l’ob­bli­go; nel­la «Gines­tra» le ragazze che fre­quen­tano le medie infe­ri­ori e supe­ri­ori. La «Fior di loto», invece, è la comu­nità di pron­to inter­ven­to. Ospi­ta i minori di ambo i ses­si in sta­to di emer­gente dif­fi­coltà per il peri­o­do nec­es­sario ai gen­i­tori ad orga­niz­zarsi. Ogni nucleo dispone di due edu­ca­tori a tem­po pieno, uno part-time (al pomerig­gio), da un numero vari­abile di obi­et­tori e di volon­tari, che seguono i bam­bi­ni nel­lo stu­dio o li ten­gono d’oc­chio nei giochi. L’ed­i­fi­cio è in gra­do di accoglierne 34 al mas­si­mo. Proven­gono da tut­to il mon­do (slavi, africani, asi­ati­ci), spes­so costret­ti a fug­gire da situ­azioni ter­ri­bili: la guer­ra, la fame, la soli­tu­dine. Alcu­ni non han­no più la famiglia. Altri giun­gono con la mam­ma, in atte­sa di un ricon­giung­i­men­to (futuro) affida­to alla buro­crazia e alla buona sorte. Una vol­ta c’era chi, non conoscen­do il let­to, dormi­va per ter­ra e dove­va grad­ual­mente abit­u­ar­si al mat­eras­so e alle lenzuo­la. Non man­cano i ragazzi ital­iani. Spes­so uno dei loro gen­i­tori se n’è anda­to, alla ricer­ca di un’avven­tu­ra o di una nuo­va vita. Fre­quen­tano le scuole locali e, se pos­si­bile, rien­tra­no a casa per il fine set­ti­mana. I minori ven­gono inviati dalle , dal­la Ques­tu­ra o dai ter­ri­to­ri­ali, con decre­to del Tri­bunale. In qualche caso sono figli di immi­grati rego­lari o in atte­sa di per­me­s­so di sog­giorno, che fat­i­cano a trovare lavoro, casa e accoglien­za. L’Is­ti­tu­to, affida­to alle suore Ancelle del­la Car­ità, è diret­to da madre Assun­ta Cor­ti, pre­mi­a­ta l’al­tr’an­no dal­la Asso­ci­azione «Mutuo soc­cor­so» per le sue doti di abne­gazione. Poi ci sono suor Dilet­ta, che si ded­i­ca ai ragazzi da una ses­san­ti­na di anni, suor Cecil­ia, suor Clementi­na. Alcu­ni anni fa gli del­la sezione «Monte Suel­lo» han­no sis­tem­ato i tet­ti del­l’ed­i­fi­cio, e pit­tura­to la fac­cia­ta. Adesso la Cri è inter­venu­ta, spenden­do centi­na­ia di mil­ioni per met­tere a nor­ma l’impianto elet­tri­co, le cam­er­ate, ecc. Lavori affi­dati alla dit­ta Sci­oli. «L’in­au­gu­razione di saba­to 18 mag­gio entr­erà a far parte del­la sto­ria del­la Croce Rossa Ital­iana di Bres­cia — sot­to­lin­eano Cos­su e la Folonari -. Negli ulti­mi anni abbi­amo ded­i­ca­to a quest’­opera uno stra­or­di­nario impeg­no di per­sone, tem­po, sac­ri­fi­ci e risorse, ammin­is­trate da una com­mis­sione tec­ni­ca apposi­ta­mente nom­i­na­ta». Splen­di­do (e assai ampio) il par­co ester­no, con olive­to, pisci­na e campet­to di cal­cio. Il prog­et­to del comune di Salò di espro­pri­arne una parte per trasfor­mar­lo in parcheg­gio pub­bli­co è cadu­to nel vuoto.