Fino al 25 luglio le celebrazioni Sono devoti della Madonna regina e patrona della Valtenesi

La festa del Carmine richiama i pellegrini

Di Luca Delpozzo
se.z.

Domani alle ore 20.30 inizier­an­no i pel­le­gri­nag­gi al san­tu­ario del­la Madon­na del Carmine di S.Felice, «regi­na e patrona del­la Valte­n­e­si». Com­in­cer­an­no i par­roc­chi­ani di Portese, Soiano e Cam­pagna di Lona­to. Ven­erdì 16 toc­cherà a quel­li di Maguz­zano, Raf­fa, Cam­pov­erde di Salò, Vil­lan­uo­va, Gavar­do, Sopra­zoc­co e Lona­to. Domeni­ca 18, alle ore 10, mes­sa solenne con il coro di Mocasi­na, diret­to dal mae­stro Car­lo Rag­no­li; alle ore 18 la corale di Moni­ga, gui­da­ta da Patrizia Glisen­ti. Lunedì 19 sarà la vol­ta dei fedeli di Salò, Fasano di Gar­done Riv­iera, Gaino, Mader­no e Monte, Toscolano, Roè Vol­ciano e Pueg­na­go. Mart­edì Paitone, Cal­vagese, Mocasi­na, Carza­go, Bedi­z­zole, S.Vito e Vil­la di Salò. Mer­coledì 21 Desen­zano, Sirmione, Colom­bare e Lugana. Giovedì 22 da Mot­teggiana Sailet­to (Man­to­va), Polpe­nazze, Moni­ga, Prevalle. Ven­erdì Padenghe, Poz­zolen­go, Sab­bio Chiese e S.Giovanna Anti­da (Bres­cia). Il clou saba­to 24 luglio, con la pro­ces­sione solenne dal san­tu­ario alla chiesa par­roc­chiale. In tes­ta, la ban­da Sinus Felix, col mae­stro Gior­gio Gia­co­mi­ni. La stat­ua del­la Madon­na ver­rà trasporta­ta in spal­la. Il giorno suc­ces­si­vo, nel san­tu­ario, si cele­br­eran­no numerose messe. Quel­la solenne, alle 10, vedrà la parte­ci­pazione del­la corale del­la Raf­fa (mae­stro Vale­rio Bertolot­ti); alle 18 il coro S.Matteo di Vil­lan­uo­va (Pao­lo Pasi­ni). Alle ore 21 si svol­gerà il cor­teo in sen­so inver­so. Lunedì 26 la gior­na­ta del ringrazi­a­men­to, per i bene­fat­tori vivi e defun­ti (alle 21 la cel­e­brazione con il par­ro­co Bruno Rossi). Il san­tu­ario venne eret­to nel 1452. Al nome di «San­ta Maria delle Gra­zie», più tar­di fu aggiun­to quel­lo di «Madon­na del Carmine», per la pre­sen­za dei Carmeli­tani scalzi. A liv­el­lo popo­lare, la chia­ma­vano «Maria delle Cis­terne», trat­tan­dosi di un luo­go ric­co di sor­gen­ti. I tan­ti ex voto e gli affres­chi del Quat­tro­cen­to fan­no pen­sare che il moti­vo del­la costruzione siano state le guerre di inva­sione, con peste e carestie. Questo spiegherebbe la pre­sen­za delle fig­ure dei san­ti invo­cati con­tro le malat­tie infet­tive (Sebas­tiano, Roc­co, Anto­nio abate, Bia­gio e così via). Accan­to alla chiesa, il con­ven­to. I Gon­za­ga di Man­to­va (il principe Ludovi­co II e il figlio Francesco, car­di­nale a soli 17 anni) furono i mag­giori sosten­i­tori. Nel­la sec­on­da metà del 18° sec­o­lo i sol­dati del­la Repub­bli­ca Vene­ta, in grave crisi finanziaria, asportarono arre­di, vasi, argen­terie e sup­pel­let­tili. Col pas­sare degli anni il monas­tero venne (in parte) dis­trut­to e, nei peri­o­di bel­li­ci, adibito a caser­ma o a stal­la per i cav­al­li. La chiesa, invece, trasfor­ma­ta in ospedale per i fer­i­ti. Nel giug­no 1866 arrivarono i volon­tari garibal­di­ni poi impeg­nati nelle battaglie di Monte Suel­lo (3 luglio) e Bezzec­ca (il 21). Nel­l’agos­to 1946 iniziarono i pri­mi lavori di restau­ro, pro­mossi dal par­ro­co don Gae­tano Turel­la. Nel ’52 tornarono i frati. Nel ’54 si mise mano al con­sol­i­da­men­to del­l’ed­i­fi­cio. Nel 1957 si com­in­ciò a sban­care il ter­reno per creare l’at­tuale piaz­za­le. Negli anni Ses­san­ta furono restau­rati gli affres­chi interni, che risali­vano al 1400, toglien­do la calce (mes­sa ai tem­pi del­la peste) e facen­do rin­venire le fig­ure e i col­ori. Il 22 luglio 1962 il vesco­vo di Verona Giuseppe Car­raro, appese coro­ne d’oro (benedette dal Papa Gio­van­ni XIII) alla stat­ua del­la Madon­na, procla­ma­ta «Regi­na e patrona del­la Valte­n­e­si». Nel 1965 fu ricostru­ito il pro­tiro. Nel set­tem­bre del 1970 il car­di­nale Anto­nio Samoré benedì la pri­ma pietra del­la «Casa di accoglien­za il Carmine». Il vec­chio con­ven­to venne demoli­to, non sen­za polemiche, e costru­ito un nuo­vo chiostro, le cui pareti furono abbel­lite con affres­chi di Oscar di Prata.