Esauriti a tempo record i posti a disposizione degli espositori. Vanno in vetrina i vini di una vendemmia speciale

La fiera ha già fatto il pieno

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

La macchi­na orga­niz­za­ti­va del­la fiera di Polpe­nazze ha acce­so i motori in vista di un’edi­zione che rap­p­re­sen­terà un aut­en­ti­co ban­co di pro­va per i vini del Gar­da Clas­si­co del­l’ul­ti­ma cam­pagna. Quel­la tar­ga­ta 2000 è sta­ta una che ha per­me­s­so di man­dare in can­ti­na vini di liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo eccel­lente. E che promette bot­tiglie di grande caratu­ra e pre­gio, a con­sol­i­dare il pres­ti­gio di un Con­sorzio che si è affac­cia­to nel 2000 forte dei notevoli risul­tati di cresci­ta con­se­gui­ti l’an­no scor­so: pro­duzione in aumen­to, con­su­mi in lievi­tazione, e sem­pre mag­giore inter­esse da parte di con­suma­tori e addet­ti ai lavori per un com­par­to che, investen­do mas­s­ic­cia­mente sul­la qual­ità, ha com­pi­u­to una scelta decisa­mente vin­cente. Anche la super­fi­cie totale di vigne­to iscrit­to all’al­bo risul­ta in espan­sione, a segui­to di nuove acqui­sizioni di dirit­ti da parte dei prin­ci­pali pro­dut­tori del­la zona, così come delle nuove con­ces­sioni Comu­ni­tarie: e il fat­to che sulle pro­duzioni vini­cole garde­sane si con­cen­tri­no nuovi inves­ti­men­ti è una con­fer­ma del momen­to felice che il mer­ca­to del Gar­da Clas­si­co sta attra­ver­san­do ormai da alcu­ni anni. Ad essere pre­miati dalle par­ti­co­lari con­dizioni cli­matiche del­l’an­na­ta pas­sa­ta sono sta­ti soprat­tut­to i rossi, che per il Gar­da Clas­si­co assumono ormai un ruo­lo pre­m­i­nente: basti pen­sare che gli incre­men­ti pro­dut­tivi dei rossi di par­ti­co­lare pre­gio e strut­tura han­no sfio­ra­to nel ’98 i 6 pun­ti per­centu­ali per attes­tar­si nel­la vendem­mia suc­ces­si­va al » 7,11%. E le stime per il 2000 par­lano di una nuo­va cresci­ta. Il Gar­da Clas­si­co Rosso Doc rap­p­re­sen­ta del resto ormai il 34% del­la pro­duzione, men­tre il ha una quo­ta pari al 25% del totale. Il Rosso Supe­ri­ore copre il 9%, men­tre il Grop­pel­lo Ris­er­va, ver­sione evo­lu­ta del prodot­to tradizionale recen­te­mente introdot­ta nel dis­ci­pli­nare (che prevede due anni di invec­chi­a­men­to), è par­ti­to con una quo­ta min­i­ma del 2% des­ti­na­ta a crescere. Da non sot­to­va­l­utare inoltre il , che pesa il 25% del­la pro­duzione totale. Questo insom­ma il rin­no­va­to pro­fi­lo di un Con­sorzio che tra si prepara anche quest’an­no ai con­sueti ed impor­tan­ti appun­ta­men­ti pro­mozion­ali dell’«educational tour» (che vede i prin­ci­pali gior­nal­isti spe­cial­iz­za­ti ospi­ti dei pro­dut­tori del­la zona per un week­end di stu­dio e appro­fondi­men­to nel mese di mag­gio) e soprat­tut­to del­l’Am­bas­ci­a­tore del Gar­da Clas­si­co (che ver­rà proclam­a­to come sem­pre a fine giug­no). E poi c’è nat­u­ral­mente la fiera di Polpe­nazze, in sce­na dal 25 al 28 mag­gio. A dimostrazione di come questo popo­lare appun­ta­men­to con­tinui a rap­p­re­sentare un’op­por­tu­nità strate­gi­ca per le aziende, arri­va la notizia che, a due mesi dall’inaugurazione del­la 52° edi­zione, la fiera ha fat­to l’en — plein. Sono infat­ti già state selezion­ate le aziende che occu­per­an­no gli stand durante lo svol­gi­men­to del­la man­i­fes­tazione. Il comi­ta­to orga­niz­za­tore, che ha fis­sato un numero chiu­so di ade­sioni per gli stand di mesci­ta (28 posti), ha dato la pri­or­ità alle can­tine pre­sen­ti alla scor­sa edi­zione, e le ade­sioni sono state prati­ca­mente chiuse già nel­la pri­ma decade di feb­braio: anco­ra in fase di com­ple­ta­men­to invece la map­pa delle aziende che parteciper­an­no alla «Corte degli Assag­gi», dove saran­no in degus­tazione uni­ca­mente i vini del con­cor­so tramite il quale il Con­sorzio del Gar­da Clas­si­co val­u­ta i migliori Doc bianchi, rossi e rossi supe­ri­ori (vendem­mia ’99 per quest’ul­ti­ma tipolo­gia) del­l’an­na­ta. Tut­ti i vini del Gar­da Clas­si­co, e non solo le tre tipolo­gie in con­cor­so, si potran­no comunque come sem­pre degustare in fiera: anche quest’an­no infat­ti il comi­ta­to fiera ha pre­vis­to una selezione inter­na, con com­mis­sione di assag­gi del­la Cam­era di Com­mer­cio, per Chiaret­to e Grop­pel­lo, vini che ven­gono giu­di­cati uffi­cial­mente nelle man­i­fes­tazioni di Moni­ga e Pueg­na­go. Non mancherà l’o­lio d’o­li­va extravergine, pro­tag­o­nista del­la ses­ta edi­zione del­la rasseg­na gesti­ta dal­l’Aipol: in con­cor­so ci saran­no i prodot­ti del­la Dop «Gar­da Bres­ciano». Ma al di là del suo pro­fi­lo eno­logi­co, la Fiera di Polpe­nazze res­ta soprat­tut­to una grande sagra che dopo mez­zo sec­o­lo di esisten­za rimane fedele alla sua iden­tità di man­i­fes­tazione popo­lare e di grande richi­amo, pro­fon­da­mente rad­i­ca­ta nelle tradizioni del­l’area del bas­so Gar­da e soprat­tut­to nel tes­su­to sociale del paese. Un’is­ti­tuzione il cui sfor­zo orga­niz­za­ti­vo viene ogni anno sostenu­to uni­ca­mente dai volon­tari apparte­nen­ti all’as­so­ci­azion­is­mo locale (dal­la polisporti­va al Grup­po pas­san­do per il grup­po flok­loris­ti­co «La Cara­ta»): cir­ca 100 per­sone ogni anno prestano gra­tuita­mente la loro parte­ci­pazione per far fun­zionare questo grande momen­to di aggregazione che, l’an­no scor­so, ha mes­so a tavola cir­ca 6000 per­sone, ver­san­do oltre 100 mila bic­chieri di e venden­do nel­l’area di ris­torazione più di 8000 bottiglie.

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