L'evento in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

La Fondazione Ugo Da Como di Lonato del Garda (Brescia) aprirà gratuitamente alle visite i propri Archivi storici.

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Di Luca Delpozzo
In allegato: un acquerello di Antonio Tagliaferri (1835-1909). Progetto per la Sala Bresciana dell’Esposizione di Milano del 1881, ora presso la Fondazione Ugo Da Como (donazione Tagliaferri

 Gli ambi­en­ti che ospi­tano gli Archivi del­la Fon­dazione lonatese sono col­lo­cati accan­to alla quat­tro­cen­tesca Casa del podestà vene­to (oggi sede del­la casa-museo e del­la bib­liote­ca mon­u­men­tale) e apparten­gono al grup­po di edi­fi­ci che Ugo Da Como (Bres­cia 18769–1941) volle restau­rare per ricom­porre e val­oriz­zare una porzione sig­ni­fica­ti­va dell’antico bor­go medievale di Lona­to. Sec­on­do il prog­et­to del Sen­a­tore bres­ciano qui avrebbe dovu­to isti­tuir­si una vera e pro­pria Cit­tadel­la di Cultura.Oltre alla ormai cele­bre Bib­liote­ca pri­va­ta, ric­ca di oltre 52.000 titoli data­bili a par­tire dal XII sec­o­lo (480 volu­mi mano­scrit­ti dal XII al XX sec­o­lo, cod­i­ci miniati, incun­aboli migli­a­ia di cinque­cen­tine e rari volu­mi illus­trati a stam­pa), Ugo Da Como volle sal­vare dal­la dis­per­sione numerose tes­ti­mo­ni­anze doc­u­men­tarie, oggi con­ser­vate dal­la Fon­dazione che Egli stes­so volle creare alla sua morte, al fine di incen­ti­vare gli stu­di, riv­ol­gen­dosi in par­ti­co­lar modo alle più gio­vani gen­er­azioni. La Fon­dazione cus­todisce quin­di l’Archivio pri­va­to di Ugo Da Como, con centi­na­ia di migli­a­ia di doc­u­men­ti che per­me­t­tono di ricostru­ire la sua vita pri­va­ta (Egli visse a cav­al­lo tra Otto­cen­to e  Nove­cen­to), quel­la pro­fes­sion­ale (Ugo Da Como fu avvo­ca­to) e la sua vita di uomo pub­bli­co. Ugo Da Como fu Dep­u­ta­to zanardel­liano, più volte Sot­toseg­re­tario e Tesoro e venne nom­i­na­to Sen­a­tore del Reg­no nel 1920. Oltre ai doc­u­men­ti imme­di­ata­mente riferi­bili al peri­o­do stori­co in cui visse il Da Como, la Fon­dazione cus­todisce oggi numerose tes­ti­mo­ni­anze doc­u­men­tarie che avreb­bero potu­to essere dis­perse sul mer­ca­to anti­quario del peri­o­do, ma che il Sen­a­tore bres­ciano volle vin­co­lare all’amata Lona­to. Deg­no di nota è il cor­pus di 48 let­tere scritte da Ugo Fos­co­lo alla con­tes­sa bres­ciana Marzia Martinengo.Si seg­nala inoltre il fon­do perga­me­n­aceo com­pos­to da migli­a­ia di doc­u­men­ti ammin­is­tra­tivi riferi­bili ad un peri­o­do che va dal XIV al XVII secolo.Ugo Da Como entrò in pos­ses­so anche di archivi pri­vati come quel­lo, assai cospic­uo, del­la famiglia Sabel­li che ebbe stret­ti rap­por­ti con il paese di Lona­to. Le carte apparte­nen­ti a questo insieme si datano dal XV al XIX secolo.Recentemente la Fon­dazione lonatese, gra­zie alla lungimi­ran­za del­la Famiglia Tagli­a­fer­ri, con l’appoggio del­la Provin­cia di Bres­cia e del Comune di Lona­to, ha rice­vu­to la don­azione dell’Archivio di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri, due dei mag­giori pro­fes­sion­isti, attivi sul­la sce­na architet­ton­i­ca e urban­is­ti­ca bres­ciana tra Otto­cen­to e  Novecento.Questo Fon­do si com­pone di migli­a­ia di doc­u­men­ti, oltre due mila dis­eg­ni, e qua­si quat­tro­cen­to volu­mi a stam­pa data­bili tra il XVI e il XX sec­o­lo, cir­ca trem­i­la fotografie.L’insieme di tes­ti­mo­ni­anze è oggi rag­grup­pa­to in un’apposita Sala, appronta­ta in occa­sione del­la don­azione, acces­si­bile in ques­ta occa­sione, per la pri­ma volta.Gli ambi­en­ti che con­ser­vano gli Archivi del­la Fon­dazione sono col­lo­cati accan­to alla casa-museo di Ugo Da Como, restau­ra­ta pro­prio da Anton­i­mo Tagli­a­fer­ri tra il 1907 e il 1909.In ques­ta zona il Sen­a­tore fece costru­ire una notev­ole Bib­liote­ca dec­o­ra­ta dal pit­tore e sodale Gae­tano Cresseri (1932). Nonos­tante si trat­ti di sale e stanze di par­ti­co­lare fas­ci­no il pub­bli­co non può nor­mal­mente acced­ervi, se non per moti­vate ragioni di stu­dio.

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