Emergenza maltempo. La frana a sud di Limone imporrà almeno tre settimane di chiusura

La Gardesana in isolamento

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

L’ennesima frana sul­la statale ha las­ci­a­to il seg­no. La stra­da resterà chiusa — poco a sud di Limone — per tre set­ti­mane, quin­di riaprirà con sen­so uni­co alter­na­to. A pat­to che le con­dizioni atmos­feriche per­me­t­tano ai roc­cia­tori di pros­eguire il lavoro. A 150 metri di altez­za sul­la Garde­sana, sono in cor­so le oper­azioni di bonifi­ca del fronte fra­noso: 40 metri alla parten­za, allargatosi a un centi­naio per poi restringer­si nel finale. Seguiran­no pulizia e sis­temazione del­la deci­na di metri di car­reg­gia­ta scar­aven­tati nel Gar­da. Il lago ha ingoia­to anche il muric­ci­o­lo pro­tet­ti­vo, sei metri del­la con­dot­ta fog­nar­ia del «» ed il cavo del­l’Enel. Cir­ca 3.000 metri cubi l’en­tità com­p­lessi­va del­la frana. La cor­rente elet­tri­ca rag­giunge ora Limone dal Trenti­no. Lavori impre­visti, questi, che si aggiunger­an­no ad altri, già pro­gram­mati, sul­la mar­to­ri­a­ta Garde­sana, e che inizier­an­no appe­na il tem­po vol­gerà al bel­lo e le for­mal­ità buro­cratiche saran­no con­cluse. I lavori. La stra­da sarà inter­rot­ta un centi­naio di metri pri­ma del­l’inizio del­la lun­ga gal­le­ria alle spalle di Cam­pi­one (andan­do da Salò ver­so Riva) per la posa di reti, para­mas­si e bonifi­ca del­la parete. Anal­o­go inter­ven­to al chilometro 92,800. Si ten­terà, poi, di dare soluzione alla con­dizione di un mas­so di cir­ca 200 metri cubi, e seguirà la costruzione di una gal­le­ria arti­fi­ciale di 170 metri, per col­le­gare i tun­nel tra Val de la Vigna e Cor­lor (a sud di Limone). Sul trat­to di stra­da inter­es­sato dal­l’ul­ti­mo smot­ta­men­to è pre­vista da tem­po la costruzione di un tun­nel di 800 metri, dal­la gal­le­ria a sud del­l’ho­tel San Gior­gio fino al mon­u­men­to che ricor­da i mor­ti del­la Bar­ca Sesia. Fat­ti i caro­tag­gi nel ven­tre del­la mon­tagna, si attende da tem­po la deci­sione di inter­venire che, però, coz­za con analoghe richi­este avan­zate per altri pun­ti del­la stra­da. Il risul­ta­to è che la 45 bis pre­sen­ta, in questi chilometri, una situ­azione allar­mante. Vedi­amo­la. La sto­ria. Un mese fa, il trat­to del­la Garde­sana occi­den­tale tra Gargnano e Riva ha com­pi­u­to 69 anni: l’in­au­gu­razione era avvenu­ta il 18 otto­bre 1931. I 28 chilometri ven­nero costru­iti in meno di tre anni (31 mil­ioni e 400 mila lire di spe­sa), su prog­et­to del tremosi­nese Ric­car­do Coz­za­glio. Vi lavo­rarono 3.000 uomi­ni, undi­ci dei quali morirono. Negli anni ’60, frotte di tur­isti in macchi­na e in bus iniziarono a intasare la stra­da, che appari­va ormai stret­ta e con le gal­lerie trop­po basse. Nel mag­gio 1964, del prob­le­ma si occupò la riv­ista «Quat­troruote», che titola­va il servizio: «Rad­doppio o stra­da alta per la Garde­sana Occi­den­tale?» Il dual­is­mo si trascinò per anni, div­i­den­do l’opin­ione pub­bli­ca, gli ammin­is­tra­tori locali ed i politi­ci nazion­ali. Tra le due ipote­si (rad­doppio del­la stra­da esistente o costruzione di una nuo­va stra­da a metà mon­tagna) vinse la terza: adegua­men­ti stradali qua e là e allarga­men­to di alcune gal­lerie. Tra prog­et­ti e spese : «Altri sol­di con­tro i mas­si, in due anni spe­si oltre trenta mil­iar­di» titola­va Bres­ciaog­gi il 22 set­tem­bre 1992. Una cifra ril­e­vante, cui si sareb­bero aggiun­ti altri inves­ti­men­ti per­lop­iù per la posa di reti e di para­mas­si. Sono anni, gli ulti­mi dieci, prodighi di prog­et­ti e di spese. Qual­cuno storse la boc­ca, come l’al­lo­ra sin­da­co di Limone Gui­do Tosi, favorev­ole alla mes­sa in sicurez­za, ma che obi­et­ta­va: «Spenden­do la stes­sa cifra si pote­vano ampli­are le gal­lerie, e il risul­ta­to sarebbe sta­to defin­i­ti­vo anziché provvi­so­rio». Era­no momen­ti di grande sper­an­za e affiorò addirit­tura l’ipote­si di un nuo­vo trac­cia­to per la Tormi­ni — Gargnano. Nel­la pri­mav­era 1998 il rad­doppio del­la pri­ma gal­le­ria e lo svin­co­lo per Tig­nale (70 mil­iar­di) ven­nero finanziati e defin­i­ti cantier­abili. La brut­ta sor­pre­sa era dietro l’an­go­lo: per «entrare in Europa», il Gov­er­no decise una serie di tagli, Garde­sana inclusa. E, sul­l’al­to Gar­da, sono tor­nati ad atten­dere, pen­san­do alle soluzioni più diverse. alter­na­ti­va . La situ­azione del comune bres­ciano di Limone è par­ti­co­lare, vis­to che gravi­ta in gran parte sul Trenti­no. La cit­tad­i­na ave­va, infat­ti, accusato un gravis­si­mo con­trac­colpo nel­la pri­mav­era 1999, quan­do uno smot­ta­men­to tra il paese e Riva ave­va inter­rot­to le comu­ni­cazioni. Quel­l’oc­ca­sione fu trag­i­ca e reg­istrò anche la morte di una per­sona. Ques­ta vol­ta, l’in­ter­ruzione è avvenu­ta a sud del paese, che può fare ricor­so a strade alter­na­tive (e un po’ tor­tu­ose) per i col­lega­men­ti con la zona merid­ionale del lago. La con­nes­sione è pos­si­bile abban­do­nan­do la Garde­sana (la stra­da è sbar­ra­ta dal­l’Anas) all’al­tez­za del por­to di Tremo­sine e por­tan­dosi a Pieve, poi a Volti­no, da dove si scende a Limone. Minore suc­ces­so di uten­za sem­bra­no avere avu­to — per adesso — le corse di alis­cafo e traghet­to che sono state isti­tu­ite dal­la . Vi han­no fat­to ricor­so in pochi.