Il direttore dell’Ulss 22 risponde ai sindaci. Renato Piccoli: «Impossibile creare nuovi punti sul lago»

«La Guardia medicava bene così com’è»

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Di Luca Delpozzo
(a.s.)

«Ci sti­amo atti­van­do per ren­dere più flessibile la rete delle sedi di guardia med­ica. Questo non sig­nifi­ca che a Gar­da ci sarà una nuo­va sede, ma entro fine anno sarà miglio­ra­to il servizio. Ver­rà elab­o­ra­to un piano degli inter­ven­ti, poichè è in atto un dis­cor­so gen­erale di flessibil­ità del servizio, che avrà dei risul­tati inter­es­san­ti anche su ques­ta zona. Fare­mo in modo che il medico arrivi in tem­pi garan­ti­ti, come sta già facen­do anche l’Ulss 20 di Verona con un sis­tema di infor­ma­tiz­zazione spinto».È l’impegno pre­so ieri dal diret­tore san­i­tario Ennio Car­done, insieme al diret­tore gen­erale Rena­to Pic­coli ed al diret­tore Michele Bena­mati dell’Ulss 22. I diri­gen­ti han­no fat­to il pun­to sul­la richi­es­ta di una guardia med­ica cen­trale per la zona di Gar­da, e Lazise. Dal 2004 i cit­ta­di­ni per chia­mare un medico di notte e nei fine set­ti­mana devono riv­ol­ger­si al servizio di Mal­ce­sine e Cal­stel­n­uo­vo: ques­ta con­dizione ha indot­to i pri­mi cit­ta­di­ni di Gar­da e Bar­dolino in par­ti­co­lare a chiedere l’attivazione di una sede meno decen­tra­ta e più fun­zionale alle esi­gen­ze di una popo­lazione che per sei mesi all’anno, con i tur­isti, cresce in maniera esponenziale.Il diret­tore gen­erale Pic­coli, pre­cisa: «Il numero dei pun­ti di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale non può essere aumen­ta­to ma se i pri­mi cit­ta­di­ni, in con­feren­za dei sin­daci, mi pre­sen­tano una richi­es­ta for­male di spostare la guardia med­ica da Mal­ce­sine a Gar­da, il dot­tor Pic­coli dichiara la sua imme­di­a­ta disponi­bil­ità». Per arrivare a questo pas­sag­gio, Pic­coli però parte da delle pre­messe: «Bisogna innanz­i­tut­to fare chiarez­za sui servizi san­i­tari. Bisogna tenere ben dis­tinte due aspet­ti: da un lato c’è il sis­tema delle emer­gen­ze e quin­di del 118 per le fasi acute, che sfo­cia nell’assistenza al pron­to soc­cor­so e quin­di all’ospedale, dall’altro c’è il servizio ter­ri­to­ri­ale, con i medici di base, la pre­ven­zione e la con­ti­nu­ità assis­ten­ziale. Servizi che sono par­al­leli ma non sos­ti­tu­tivi, per i quali non dob­bi­amo con­fondere le due fun­zioni. Le emer­gen­ze non sono gestite dall’Ulss ma dal 118 che è un servizio provin­ciale con ges­tione autono­ma, che pre­dispone peri­odica­mente un piano di emer­gen­ze e fis­sa pun­ti e mezzi sul ter­ri­to­rio. L’assistenza ter­ri­to­ri­ale è poco con­sid­er­a­ta, ma in realtà impeg­na più del 50 per cen­to del bilan­cio dell’Ulss, che finan­za medici di base, far­ma­ceu­ti­ca, spe­cial­is­ti­ca e prevenzione».Per spie­gare meglio, il diret­tore gen­erale por­ta l’esempio di Capri­no: «Capri­no pri­ma ave­va posti let­to per le emer­gen­ze, ora ha posti let­to per l’assistenza ter­ri­to­ri­ale gesti­ta in col­lab­o­razione con i medici di base. Questo è un pun­to di pri­mo inter­ven­to che è diver­so dal pron­to soc­cor­so, per­chè il pron­to soc­cor­so ha alle spalle i repar­ti ospedalieri. Anche le ambu­lanze fan­no due servizi diver­si: ci sono quelle per le emer­gen­ze (118) e quelle per il servizio ordi­nario di trasporto pazi­en­ti per con­to dell’Ulss. Questi sono servizi di due fil­iere diverse». «La guardia med­ica è un’integrazione all’assistenza ter­ri­to­ri­ale del medico di base, che non può lavo­rare 24 ore al giorno. Ed è orga­niz­za­ta sec­on­do accor­di region­ali con 1 medico ogni 6.500 abi­tan­ti e sec­on­do un accor­do nazionale con 1 medico ogni 5.000 abi­tan­ti. Nel­la nos­tra Ulss abbi­amo 260mila abi­tan­ti e 52 medici col­lo­cati sul ter­ri­to­rio. Siamo quin­di già sovrado­tati rispet­to alla media. Da Gar­da a Mal­ce­sine ci sono 13 mila abi­tan­ti ed abbi­amo 3 medici che coprono la zona. Noi, quan­do ci siamo ritrovati la sede di guardia med­ica di Mal­ce­sine pres­so l’ospedale, ci è sem­bra­ta fun­zionale poichè è col­lo­ca­ta in una strut­tura che garan­tisce gli spazi vitali, il servizio pasti, la stan­za, l’ambulatorio, il cam­bio biancheria e la pulizia. Ques­ta sede nel 2006 ha ese­gui­to 820 prestazioni, di cui 313 in sede, 309 con con­siglio tele­fon­i­co e 198 a domi­cilio. Sono in media una ogni 29 ore di servizio garan­ti­to a domi­cilio: 198 uscite è un numero che non prevede inte­grazioni». «Nel cor­so del­la con­feren­za dei sin­daci», pros­egue Pic­coli, «i sin­daci ci han­no fat­to pre­sente le loro per­p­lessità e direi che la mag­gior parte si è dichiara­ta sod­dis­fat­ta delle risposte date».La realtà ter­ri­to­ri­ale però è sogget­ta a molte vari­abili, tra queste le centi­na­ia di migli­a­ia di tur­isti e di cit­ta­di­ni pro­pri­etari di sec­onde case, che van­no ad aggiunger­si al numero di res­i­den­ti. A questo Pic­coli repli­ca: «D’estate c’è la med­i­c­i­na tur­is­ti­ca e le chia­mate alla guardia med­ica non aumen­tano rispet­to all’inverno. Se non ci sono le chia­mate ma ci sono i pron­ti soc­cor­so intasati, vuol dire che le per­sone quan­do han­no bisog­no van­no all’ospedale. Questo vuol dire anche che non c’è infor­mazione sui servizi, oppure che la gente non è inter­es­sa­ta a questo servizio, con­sid­er­a­to che non abbi­amo proteste uffi­ciali all’Urp (Uffi­cio relazioni pub­bliche). In con­clu­sione, a noi sem­bra che il servizio vada bene così, per car­ità, se ci dicono come miglio­rar­lo e c’è una pro­pos­ta alter­na­ti­va, ben ven­ga: chiedi­amo solo un doc­u­men­to scrit­to dal­la con­feren­za dei sin­daci, uni­ca realtà dove devono essere votate le richieste».

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