Convegno dei Verdi alla palazzina storica. Non serve le tratte intermedie, le più usate

«La Tav è inutile»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La sen­sazione è che la Tav deb­ba andare avan­ti ad ogni cos­to, nonos­tante le carat­ter­is­tiche tec­niche, des­ti­nate a stravol­gere un vas­to ter­ri­to­rio, e i dub­bi sul­la sua util­ità: le tesi e gli stu­di al riguar­do — ques­ta la tesi dei rela­tori invi­tati dai Ver­di — mostra­no chiara­mente che non vi sarà mai un movi­men­to passeg­geri o mer­ci tale da gius­ti­fi­care l’Alta veloc­ità tra e Venezia. «Sem­mai l’unico obi­et­ti­vo riconosci­bile dell’opera è quel­lo di mas­simiz­zare i costi», ha det­to Andrea De Bernar­di, ingeg­nere esper­to di trasporti invi­ta­to dai respon­s­abili provin­ciali dei Ver­di di Man­to­va e Verona alla ser­a­ta svoltasi sul tema alta veloc­ità in palazz­i­na stor­i­ca. «Fer­mo restando il fat­to che, pro­prio da tec­ni­co, sono con­vin­to che l’attuale lin­ea non sia più adegua­ta e che andrebbe poten­zi­a­ta, mag­a­ri anche affi­an­can­done un’altra, restano molte le per­p­lessità su questo prog­et­to». «Basti pen­sare», con­tin­ua De Bernar­di, «che sul trat­to Pado­va-Milano dell’A4 entra­no ogni giorno cir­ca 300mila veicoli; di questi, solo 6mila — il 5 per cen­to del totale — per­corre il cosid­det­to traf­fi­co di estrem­ità, ovvero la dis­tan­za tra queste due cit­tà men­tre le altre vet­ture per­cor­rono una media tra i 35 i 40 chilometri; una soluzione fer­roviaria così come viene pro­pos­ta servirebbe a far con­cor­ren­za ad una mole così esigua di traf­fi­co da non gius­ti­fi­care la spe­sa per la real­iz­zazione del­la lin­ea». «Se il ben­efi­cio offer­to dal­la Tav deve essere il risparmio di tem­po, occorre pen­sare a chi servirà ques­ta trat­ta: il ris­chio è di avere una lin­ea vuo­ta per i treni non stop Milano-Venezia e sem­pre gli stes­si prob­le­mi per la gran parte dei passeg­geri, che ha bisog­no di stazioni inter­me­die». De Bernar­di ha par­la­to dei rischi che si cor­rono da quan­do i prog­et­ti pro­ce­dono in virtù del­la Legge obi­et­ti­vo, «che fa saltare tutte le medi­azioni isti­tuzion­ali; può dar­si che le con­feren­ze di servizio por­tassero via molto tem­po, ma il dibat­ti­to pote­va con­tribuire a miglio­rare il prog­et­to». E sul­la Tav De Bernar­di ha sot­to­lin­eato: «C’è la conc­re­ta pos­si­bil­ità di trovar­si di fronte ad uno sce­nario fat­to dall’apertura di molti cantieri piut­tosto che di pro­cedere a trat­ti, pro­prio come se si trat­tasse di un’opera che s’ha da fare, indipen­den­te­mente da tut­to il resto». E questo resto sa di molto dan­noso vis­to che, come ha det­to uno dei pro­dut­tori di del­la zona «il cantiere 32 del­la Tav, che riguar­da quest’area, è des­ti­na­to a spaz­zare via il 25 per cen­to del­la nos­tra pro­duzione». La ser­a­ta si avvia alla con­clu­sione con Mario Pavesi, seg­re­tario provin­ciale dei Ver­di di Man­to­va, che salu­ta i pre­sen­ti (tra cui anche una del­egazione dal­la provin­cia di Bres­cia) dicen­do che «è triste che la con­tra­ri­età a ques­ta lin­ea ven­ga da chi soli­ta­mente vor­rebbe incen­ti­vare il traf­fi­co fer­roviario rispet­to a quel­lo stradale; ma il prob­le­ma qui è un altro, per il quale occor­rerebbe rivedere lo schema dei trasporti dell’intero Paese».

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