sabato, Marzo 2, 2024
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Convegno dei Verdi alla palazzina storica. Non serve le tratte intermedie, le più usate

«La Tav è inutile»

La sensazione è che la debba andare avanti ad ogni costo, nonostante le caratteristiche tecniche, destinate a stravolgere un vasto territorio, e i dubbi sulla sua utilità: le tesi e gli studi al riguardo – questa la tesi dei relatori invitati dai Verdi – mostrano chiaramente che non vi sarà mai un movimento passeggeri o merci tale da giustificare l' tra e Venezia. «Semmai l'unico obiettivo riconoscibile dell'opera è quello di massimizzare i costi», ha detto Andrea De Bernardi, ingegnere esperto di trasporti invitato dai responsabili provinciali dei Verdi di Mantova e Verona alla serata svoltasi sul tema alta velocità in palazzina storica. «Fermo restando il fatto che, proprio da tecnico, sono convinto che l'attuale linea non sia più adeguata e che andrebbe potenziata, magari anche affiancandone un'altra, restano molte le perplessità su questo progetto». «Basti pensare», continua De Bernardi, «che sul tratto Padova-Milano dell'A4 entrano ogni giorno circa 300mila veicoli; di questi, solo 6mila – il 5 per cento del totale – percorre il cosiddetto traffico di estremità, ovvero la distanza tra queste due città mentre le altre vetture percorrono una media tra i 35 i 40 chilometri; una soluzione ferroviaria così come viene proposta servirebbe a far concorrenza ad una mole così esigua di traffico da non giustificare la spesa per la realizzazione della linea». «Se il beneficio offerto dalla Tav deve essere il risparmio di tempo, occorre pensare a chi servirà questa tratta: il rischio è di avere una linea vuota per i treni non stop Milano-Venezia e sempre gli stessi problemi per la gran parte dei passeggeri, che ha bisogno di stazioni intermedie». De Bernardi ha parlato dei rischi che si corrono da quando i progetti procedono in virtù della Legge obiettivo, «che fa saltare tutte le mediazioni istituzionali; può darsi che le conferenze di servizio portassero via molto tempo, ma il dibattito poteva contribuire a migliorare il progetto». E sulla Tav De Bernardi ha sottolineato: «C'è la concreta possibilità di trovarsi di fronte ad uno scenario fatto dall'apertura di molti cantieri piuttosto che di procedere a tratti, proprio come se si trattasse di un'opera che s'ha da fare, indipendentemente da tutto il resto». E questo resto sa di molto dannoso visto che, come ha detto uno dei produttori di della zona «il cantiere 32 della Tav, che riguarda quest'area, è destinato a spazzare via il 25 per cento della nostra produzione». La serata si avvia alla conclusione con Mario Pavesi, segretario provinciale dei Verdi di Mantova, che saluta i presenti (tra cui anche una delegazione dalla provincia di Brescia) dicendo che «è triste che la contrarietà a questa linea venga da chi solitamente vorrebbe incentivare il traffico ferroviario rispetto a quello stradale; ma il problema qui è un altro, per il quale occorrerebbe rivedere lo schema dei trasporti dell'intero Paese».

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