Un convegno del Lions Garda Occidentale: «L’acqua è un bene da salvaguardare»

L’acqua è un bene prezioso da proteggere

01/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
c. b.

«Sorel­la acqua — conoscer­la per sal­var­la», è il tema che è sta­to dis­cus­so in un con­veg­no orga­niz­za­to dai Lions Club Gar­da occi­den­tale e Valsab­bia che si è svolto nelle sale del «Monas­tero» a Soiano del Lago. Un inter­meet­ing tra i due Lions Club che ha vis­to come rela­tore del­la , con con­clu­sioni di Gior­gio Fos­chi­ni del Comi­ta­to dis­tret­tuale del Gar­da «Ener­gia e cul­tura». L’interessante ser­a­ta è inizia­ta con il salu­to dei pres­i­den­ti, Giuseppe Frazz­i­ni per il Lions Club Gar­da occi­den­tale, e Luciano Manel­li per quel­lo del­la Valsab­bia. È sta­to fat­to osser­vare come, tra alcu­ni anni, potrem­mo essere alle prese con una grave penuria idri­ca, situ­azione che rap­p­re­sen­terà il grande prob­le­ma degli anni 2000. Quin­di diven­ta indis­pens­abile edu­care le pre­sen­ti e future gen­er­azioni all’uso cor­ret­to ed al risparmio di questo bene prezioso. Diven­ta indis­pens­abile anche la real­iz­zazione del­la sche­da del­la risor­sa idri­ca per ogni zona, inquadra­ta nel baci­no nat­u­rale e non nelle fron­tiere ammin­is­tra­tive e politiche. Ad esem­pio è sta­ta cita­ta la zona del , con le sue pre­sen­ze che super­a­no i 20 mil­ioni, con dif­fi­coltà inter­pre­ta­tive sul da far­si, doven­do fare i con­ti con 23 Comu­ni, 3 Regioni, 4 Province, anche se negli ulti­mi anni si è cer­ca­to di affrontare il prob­le­ma idri­co in maniera uni­taria. In defin­i­ti­va è sta­to sot­to­lin­eato come l’acqua sia un pat­ri­mo­nio comune, il val­ore del quale deve essere da tut­ti riconosci­u­to, tenen­do pre­sente che le disponi­bil­ità di acqua dolce non sono inesauri­bili. È quin­di indis­pens­abile preser­var­le — è sta­to fat­to notare — con­trol­lar­le e, se pos­si­bile, accrescer­le. L’acqua è un bene prezioso, indis­pens­abile a tutte le attiv­ità umane. Quin­di la qual­ità dell’acqua deve essere tale da sod­dis­fare le esi­gen­ze del­la salute pub­bli­ca. Quan­do l’acqua, dopo essere sta­ta uti­liz­za­ta, viene resti­tui­ta al suo ambi­ente nat­u­rale, non deve com­pro­met­tere i pos­si­bili usi che dell’ambiente stes­so pos­sono essere fat­ti. Infine è sta­to sot­to­lin­eato il fat­to che «l’aumento dei con­su­mi in tut­ti i set­tori, le accresciute pos­si­bil­ità tec­niche di sfrut­ta­men­to delle acque pro­fonde e le gran­di opere idrauliche, con la trasfor­mazione dei regi­mi nat­u­rali in arti­fi­ciali, nonché le rel­a­tive con­seguen­ze sug­li eco­sis­te­mi, devono porre in pri­mo piano le prob­lem­atiche conosc­i­tive, per non trovar­si di fronte a situ­azioni che una miglior conoscen­za, con­sen­tirebbe di risol­vere». (c. b.)

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