Il volume di Mauro Grazioli sul percorso del turismo

L’industria del forestiere

14/09/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

S’in­ti­to­la «L’in­dus­tria del forestiere» il vol­ume che l’U­nione ha volu­to, Mau­ro Grazi­oli ha scrit­to e la Grafi­ca 5 ha stam­pa­to su «Il per­cor­so del tur­is­mo a Riva». Pre­sen­tan­do­lo in antepri­ma (l’ap­pun­ta­men­to con la cit­tad­i­nan­za è per le 17 di saba­to prossi­mo, 16 set­tem­bre, nel­la sala del civi­co) l’au­tore ha spie­ga­to innanzi tut­to la ragione del tito­lo: quel che la riv­o­luzione indus­tri­ale è sta­ta per altre aree urbane il tur­is­mo ha fat­to a Riva. Ed un tur­is­mo par­ti­co­lare, diver­so da quel­lo arcense cui pure Grazi­oli ha ded­i­ca­to ricerche e stu­di fin dai tem­pi del­la scop­er­ta e del­la val­oriz­zazione del Kurort e del­l’Ar­co Felix. Arco ave­va una clien­tela aris­to­crat­i­ca ed una sta­gione soprat­tut­to inver­nale: le infra­strut­ture tur­is­tiche sono cresciute all’ester­no, tut­t’in­torno alla cit­tà rimas­ta sostanzial­mente estranea al fenom­e­no. A Riva il tur­is­mo è mat­u­ra­to come svilup­po borgh­ese dal­l’at­tiv­ità com­mer­ciale esistente da sem­pre intorno al por­to, tran­si­to di mer­ci e di per­sone, pun­to di con­tat­to fra civiltà diver­sis­sime e spes­so antag­o­niste. Tur­is­mo den­tro la cit­tà, azione (o riv­o­luzione) eco­nom­i­ca i cui sono entrati spes­so come pro­tag­o­nisti, tal­vol­ta come com­pri­mari, per­son­ag­gi e famiglie del­l’im­pren­di­to­ria locale. E’ stra­no, e per cer­ti aspet­ti ril­e­vante, che i prob­le­mi siano sem­pre gli stes­si, pri­ma di tut­to. L’e­si­gen­za di uscire dal­l’iso­la­men­to com­in­cia ad avver­tir­si, rac­con­ta Grazi­oli, ai pri­mi del­l’Ot­to­cen­to, appe­na chiusa l’avven­tu­ra di Napoleone. I rivani d’al­lo­ra, più avan­ti eco­nomi­ca­mente degli altri cen­tri del lago, guar­da­vano soprat­tut­to alla Ren­de­na ed alle Giu­di­carie con cui sparti­vano diver­si inter­es­si. La stra­da delle Maroc­che, ver­so Tren­to, impos­ta, è sta­ta accetta­ta sen­za gran­di entu­si­as­mi. Le Garde­sane, sboc­co nat­u­rale del­l’area, era­no osteggiate dras­ti­ca­mente dal­l’Aus­tria per motivi politi­co-strete­gi­ci. La Ponale si gius­ti­fi­ca così in chi­ave alter­na­ti­va, come aper­tu­ra ver­so la val del Chiese ritenu­ta più con­trol­la­bile. Fra le prime richi­este che Riva ha avan­za­to all’I­talia dopo l’an­nes­sione c’era la fer­rovia sul­la Ori­en­tale fino a Peschiera. La Mori-Riva-Arco era con­cepi­ta come pri­mo trat­to d’un sis­tema che dove­va pros­eguire fino a Pin­zo­lo. Per­ché questo libro? Per­ché, spie­ga Bas­set­ti, ci si ren­da con­to che il tur­is­mo ha radi­ci pro­fonde nel­la Busa, e cos­ti­tu­isce uno degli ele­men­ti essen­ziali del­la cul­tura e del­l’i­den­tità di quest’area. Non è solo ques­tione di palazzi, bot­teghe ed alberghi: il pas­sato riaf­fio­ra dap­per­tut­to, perfi­no nel­la maniera di par­lare o nel carattere.

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