Preoccupato il paese dopo che il demanio ha messo in vendita l’area adibita al noleggio delle imbarcazioni Il Comune si batterà per impedire l’alienazione dell’importante zona

L’onda della speculazione sul porto

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

L’area del Por­to adibi­ta al noleg­gio di imbar­cazioni è uno dei tan­ti «gioiel­li» verone­si che il Demanio ha mes­so in ven­di­ta. Un boc­cone ghiot­to che scaten­erà l’appetito di pri­vati ed enti pub­bli­ci che inten­der­an­no avviar­ci un «busi­ness», traen­do i rel­a­tivi prof­itti dal­l’u­ti­liz­zo che se ne farà. Il ris­chio più temu­to dagli enti inter­es­sati è quel­lo di ved­er­si sfug­gire di mano man­u­fat­ti di grande val­ore e di alto inter­esse pub­bli­co. Pro­prio di recente un piano di ven­dite dell’agenzia del Demanio ha immes­so sul mer­ca­to scaligero una serie di immo­bili, ma anche ter­reni e strade, che cer­ta­mente inter­esser­an­no tan­to i pri­vati, quan­to le rispet­tive Ammin­is­trazioni comu­nali. Si trat­ta di beni non ritenu­ti di inter­esse pri­mario e che si som­mer­an­no alle ven­dite derivan­ti dal­la creazione del­la «Pat­ri­mo­nio» spa, la soci­età del Min­is­tero che gestirà beni stori­ci e artis­ti­ci del nos­tro paese. E tra i tan­ti immo­bili verone­si più accat­ti­van­ti ai fini di un inves­ti­men­to s’inserisce pro­prio l’area di noleg­gio imbar­cazioni del Por­to di Peschiera. «Fino­ra non c’è giun­ta anco­ra alcu­na notizia cer­ta, se non quelle app­rese dai gior­nali », ha com­men­ta­to subito il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na. «Una vicen­da che ci ripor­ta alla ques­tione del­la Palazz­i­na stor­i­ca. Fu dimes­sa e mes­sa in ven­di­ta. Poi, for­tu­nata­mente, fu tol­ta dall’elenco degli immo­bili vendibili che sareb­bero sta­ti sicuro ogget­to delle più sfre­nate spec­u­lazioni da parte dei sogget­ti inter­es­sati all’acquisto. Alla fine, la ges­tione del bene dismes­so, con­fi­na­to all’abbandono e all’incuria, fu con­ces­sa al Comune. Ora dob­bi­amo ved­er­ci chiaro anche su questo nuo­vo capi­to­lo. Con­tat­ter­e­mo imme­di­ata­mente i diret­ti respon­s­abili per quan­to con­cerne la situ­azione dei beni dema­niali del­la nos­tra provin­cia». Sul­la ques­tione s’è espres­so anche il vice sin­da­co e sen­a­tore con un’interrogazione al min­istro del­l’e­cono­mia e delle finanze. «Già in prece­den­za l’agenzia del Demanio», scrive Chin­car­i­ni, «ave­va prova­to ad offrire al mer­ca­to una serie di beni immo­bili. Seguirono com­p­lessi ricor­si che, nel­la qua­si total­ità dei casi, costrin­sero l’Amministrazione statale a revo­care le aggiu­di­cazioni. Sin­daci di buona volon­tà apri­vano con tale agen­zia tavoli di dis­cus­sione per ved­er aggiu­di­ca­ta al pro­prio ente la con­ces­sione di beni immo­bili dismes­si dai min­is­teri uti­liz­za­tori. Ma sen­za risul­ta­to. In altre più recen­ti occa­sioni, fini­vano a pri­vati aggiu­di­cazioni a fronte di altre in istrut­to­ria da anni». Chin­car­i­ni chiede, tra l’altro, «quali siano real­mente i beni mes­si in ven­di­ta e quali quel­li adoperati da pri­vati a fronte di un canone di uti­liz­zo, pur in assen­za di un defin­i­ti­vo atto con­ces­so­rio». Dunque, l’intento dell’Amministrazione comu­nale è quel­lo almeno di impedire l’alienazione di un’area che inevitabil­mente diver­rebbe ogget­to di scon­tate spec­u­lazioni e che, al con­trario, potrebbe invece essere aggiu­di­ca­to e cedu­to in con­ces­sione allo stes­so Comune di Peschiera. Anche per­ché il ris­chio più forte che il Comune teme è quel­lo di essere mes­so seri­amente in crisi da una ven­di­ta vera e pro­pria del­lo spazio por­tuale. «Potrem­mo non essere in gra­do di com­petere a fronte di una mes­sa in ven­di­ta del bene», con­fer­ma i pro­pri tim­o­ri Dal­la Pel­le­g­ri­na. «Cer­to, pri­ma o poi, ci atten­de­va­mo che l’area, come i tan­ti altri beni di pro­pri­età del­lo Sta­to, fos­se dismes­sa. Ma una ven­di­ta vera e pro­pria ci met­terebbe davvero in crisi.»

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