Desenzano perde un pezzo della sua storia culturale. La sua libreria era stata aperta nel ’49

L’ultimo saluto a Podavini

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

È sta­to un pro­tag­o­nista asso­lu­to del fer­men­to cul­tur­ale che attra­ver­sò Desen­zano tra gli anni Set­tan­ta ed Ottan­ta. Pun­to di rifer­i­men­to e pro­mo­tore di numerosi «salot­ti» let­ter­ari ai quali si sedet­tero poeti, scrit­tori ed artisti. Toma­so Podavi­ni era tut­to questo. Ieri, in un pomerig­gio afoso, la «sua» Desen­zano l’ha salu­ta­to per l’ul­ti­ma vol­ta, pri­ma nel Duo­mo cit­tadi­no, a due pas­si cioè dal­la stor­i­ca libre­ria sot­to i por­ti­ci, poi al cimitero. Toma­so, 80 anni com­piu­ti lo scor­so 24 mar­zo, era giun­to a Desen­zano nel dopoguer­ra dal­la natìa Maner­ba. Nel­la cit­tad­i­na ave­va aper­to una libre­ria, chia­ma­ta «To.Po», acron­i­mo di Tono­li e Podavi­ni, i due soci che la con­dussero dal 1949 fino al 1972 nel locale sit­u­a­to davan­ti al Por­to Vec­chio. Nel 1972, stac­catosi dal­la soci­età, Toma­so Podavi­ni ave­va aper­to per pro­prio con­to una nuo­va libre­ria sot­to i por­ti­ci di piaz­za Malvezzi dove, ben presto, com­incò la lun­ga, fecon­da sta­gione di cul­tura e d’arte per Desen­zano. In quel­la libre­ria pas­sarono Diego Valeri, Piero Chiara, Fran­co For­ti­ni, Nan­tas Sal­valag­gio, Gino Benedet­ti, Tul­lio Fer­ro, Simone Saglia, Mario Rigo­ni Stern e poi Aldo Busi, Luca Doninel­li. Cias­cuno è sta­to ospite del geniale Toma­so per pre­sentare un’­opera, un roman­zo, una rac­col­ta di poe­sie. La «Gal­le­ria del libro» divenne così un pun­to di incon­tro di asso­lu­to val­ore per gli espo­nen­ti del mon­do del­l’arte e del­la let­ter­atu­ra non solo del­la nos­tra provin­cia. Quel­lo di Toma­so Podavi­ni era solo smisura­to amore per la cul­tura, non cer­to per gli affari. «Il suo era un imper­a­ti­vo», osser­va la figlia Camil­la. In occa­sione del suo 80esimo com­plean­no c’è sta­to chi, come l’asses­sore alla Cul­tura, Maria Vit­to­ria Papa, ha volu­to fes­teggia­r­lo real­iz­zan­do una sua rac­col­ta di poe­sie inedite sot­to il tito­lo «Pelér». Non gli dis­sero nul­la, fu una sor­pre­sa. Altri­men­ti, Toma­so avrebbe glis­sato l’in­vi­to, lui così schi­vo e modesto. Tra pochi giorni, il 31, avrebbe dovu­to leg­gere per­sonal­mente alcu­ni suoi ver­si nel­l’àm­bito del­la man­i­fes­tazione «Per­cor­si d’arte». Invece, la morte l’ha gher­mi­to l’al­tro giorno nel­la Casa di Cura Ped­er­zoli di Peschiera. Las­cia la moglie Gio­van­na Castel­li e le figlie Camil­la e Mariella.