Dal Tirolo al Polesine. Dopo Innsbruck, è la cittadina polesana di Melara la protagonista di questo week end del «Natale tra gli olivi»

Melara porta sul lago i tortelli di zucca e i fuochi artificiali

08/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
a.p.

Dal Tiro­lo al Pole­sine. Dopo Inns­bruck, è la cit­tad­i­na pole­sana di Melara la pro­tag­o­nista di questo week end del « tra gli olivi». Ulti­mo lem­bo di ter­ra vene­ta, a ridos­so del Man­to­vano e del Fer­rarese, Melara fonde le diverse tradizioni region­ali. Che si tra­ducono ad esem­pio negli usi gas­tro­nomi­ci: non a caso il suo piat­to sim­bo­lo è il tortel­lo di zuc­ca, pat­ri­mo­nio anche del­la cuci­na vir­giliana. Ne ver­ran­no servite gen­erose porzioni a pran­zo e cena a cura del­la Pro loco nel ten­done ris­torante sul lun­go­la­go, repli­can­do, c’è da scom­met­ter­lo, il suc­ces­sone dell’anno pas­sato. Col van­tag­gio di dis­porre di prodot­ti fres­chissi­mi: sono alcune sig­nore melare­si che impas­tano e con­fezio­nano i tortel­li diret­ta­mente sot­to lo stand. «È un po’ come ripro­porre in riva al Gar­da», dice il gio­vane sin­da­co di Melara, Bar­bara Losi, «quel­la fes­ta del tortel­lo di zuc­ca che da noi viene allesti­ta da undi­ci anni l’ultima set­ti­mana di agos­to». E poi tra Melara e Gar­da c’è un forte legame ide­ale che pas­sa attra­ver­so un’importante figu­ra del­la sto­ria. Così come la cit­tad­i­na lacus­tre ha lega­to parte del suo mito alla pri­gio­nia di Ade­laide di Bor­gogna nel­la Roc­ca, riguar­da pro­prio Melara uno degli ulti­mi atti pub­bli­ci dell’imperatrice. Nel lon­tanis­si­mo 999, poco tem­po pri­ma del­la sua morte, avvenu­ta nel dicem­bre di quell’anno, Ade­laide donò infat­ti il bor­go melarese e le sue terre al monas­tero benedet­ti­no di Pavia. Due anni orsono il mil­lenario ade­laid­i­ano venne cel­e­bra­to sia a Gar­da che a Melara. Nel­la local­ità rodig­i­na si allestì una con centi­na­ia di per­son­ag­gi in cos­tume. E parte di quel cor­teo sarà a Gar­da in questo week end, per rin­sal­dare i rap­por­ti di col­lab­o­razione già instau­rali. Ma la pre­sen­za di Melara a Gar­da in questo fine set­ti­mana non si fer­ma qui. Fra i van­ti del­la cit­tad­i­na ci sono anche le fab­briche di fuochi d’artificio. I garde­sani lo san­no bene, per­ché lo scor­so anno le due ditte pole­sane, la Par­ente Fire­works e la Ape di Romual­do Par­ente, pro­posero una sor­ta di sfi­da a dis­tan­za in due mem­o­ra­bili ser­ate di grande arte pirotec­ni­ca. Ques­ta vol­ta la pre­sen­za sarà un po’ meno ecla­tante, ma lo stes­so saba­to e domeni­ca sera ci saran­no degli assag­gi del val­ore degli arti­ficieri melare­si. Altro emble­ma dell’industriosità del Pole­sine sono le giostre. Nascono da quelle par­ti alcune delle più impor­tan­ti attrazioni dei mag­giori parchi di diver­ti­men­ti del mon­do. Ovvi­a­mente non sarà pos­si­bile aver­le a Gar­da per questo fine set­ti­mana, ma ci sarà prob­a­bil­mente una pic­co­la mostra trat­ta dai reper­ti del del­la gios­tra e dei mestieri del pas­sato. E insieme ci sarà spazio per un’esposizione di pic­cole ricostruzioni mec­ca­niche dei lavori del grande fiume, il Po: il muli­no, per esem­pio, o il traghet­ta­tore. E poi c’è l’arte. Al palazzet­to delle espo­sizioni è in cor­so già da qualche giorno «Arte e Melara», una rasseg­na di opere di pit­tori del­la local­ità ospite del «Natale tra gli olivi». Infine la : alcune immag­i­ni rie­vocher­an­no il cinquan­tes­i­mo anniver­sario del­la rot­ta del Po.

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