L’intervento del Comune sorgerà su un’area di 7900 mq, a ridosso dell’attuale Casa di riposo. Un edificio distribuito su tre piani. Tramonta l’ipotesi della Gasia

Mini-alloggi per gli anziani

28/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Con­siglio comu­nale di Salò, con voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del Polo, ha trasfor­ma­to 7.900 metri quadri a fian­co del­la Casa di riposo, clas­si­fi­cati verde pub­bli­co, in un’area su cui costru­ire 4.200 metri cubi di mini-allog­gi pro­tet­ti: tre piani esterni, dieci metri di dis­tan­za dal rio, obbli­go di imper­me­abi­liz­zare i locali inter­rati. Nei mesi scor­si la com­mis­sione for­ma­ta da una quindic­i­na di per­sone (un paio di asses­sori, due esper­ti, i capi­grup­po dei par­ti­ti, ecc.) ha dis­cus­so a lun­go la ques­tione: pros­eguire sul­la lin­ea del­la prece­dente ammin­is­trazione di cen­trosin­is­tra, che ave­va acquisi­to un ter­reno in local­ità Gasia, tra il quartiere del Muro e la stra­da Panoram­i­ca, con l’in­ten­zione di real­iz­zare un fab­bri­ca­to da des­tinare agli anziani auto­suf­fi­ci­en­ti? A tale propos­i­to l’ar­chitet­to Pao­lo Dabbeni ave­va dis­eg­na­to un prog­et­to che prevede­va un com­par­to res­i­den­ziale con lot­ti da 14 mini allog­gi. O decidere di cam­biare lin­ea, accettan­do la pro­pos­ta del nuo­vo pres­i­dente del­la casa di riposo, Gianan­to­nio Cit­roni? L’ingeg­nere ave­va sug­ger­i­to di «costru­ire a fian­co del nos­tro com­p­lesso, ma per anziani frag­ili, parzial­mente non auto­suf­fi­ci­en­ti. Il pri­mo e il sec­on­do piano potreb­bero avere (cias­cuno) sette mini allog­gi, da 50 mq. Il piano ter­ra, con otto stanze e i servizi, sarebbe invece a dis­po­sizione del­la casa di riposo, che accoglierebbe alcu­ni non auto­suf­fi­ci­en­ti (gli attuali 120 posti, infat­ti, non bas­tano, e le liste di atte­sa sono lunghe). Nel­l’in­ter­ra­to: can­tine, garage, ecc.». «Fac­cia­ta riv­ol­ta ver­so il cen­tro sporti­vo, e linee architet­toniche iden­tiche a quelle esisten­ti, per non creare dif­for­mità. Per­son­ale da assumere ad hoc. Pos­si­bile, comunque, usufruire dei nos­tri servizi: medico, infer­mieris­ti­co, lavan­de­ria, palestra per fisioter­apia, ani­mazione e attiv­ità di grup­po. Alla fine ci si è ori­en­tati ver­sa ques­ta soluzione, vin­colan­do una super­fi­cie di 7.900 metri quadri». Dice Mau­r­izio De Giuli, asses­sore: «E uno dei temi più svis­cerati e dibat­tuti. Con­sideran­do che agli auto­suf­fi­ci­en­ti offri­amo numerosi servizi (dai bag­ni assis­ti­ti alla men­sa del cen­tro sociale, dalle cure infer­mieris­tiche alle vacanze in vari peri­o­di del­l’an­no) e che l’as­sis­ten­za domi­cil­iare è svol­ta in maniera cap­il­lare (i pasti por­tati nelle case, gli oper­a­tori che van­no a curare l’igiene degli anziani), abbi­amo sposta­to le atten­zioni sui parzial­mente non auto­suf­fi­ci­en­ti, i così det­ti frag­ili, con prob­le­mi legati all’età, che potran­no così uti­liz­zare le sin­ergie (men­sa, ris­torante, palestra) del­la vic­i­na casa di riposo». Diverse le obiezioni mosse dalle mino­ranze, soprat­tut­to di carat­tere urban­is­ti­co. Mau­ro Ven­tu­ra (indipen­dente), Vin­cen­zo Zam­bel­li (Ds) e Alber­to Mari­no (Rifon­dazione comu­nista): «L’am­bito non è pro­porzion­a­to per rice­vere ques­ta vol­ume­tria, dato che esistono già i 35 mila metri cubi del­la casa di riposo e che, in futuro, ne saran­no real­iz­za­ti altri 15.750, con la lot­tiz­zazione Valle. L’inse­di­a­men­to edilizio sta assumen­do un peso notev­ole. Inoltre il tri­an­go­lo scel­to è poco con­di­vis­i­bile, e crea occlu­sione visi­va ver­so le zone sportive. La scelta gius­ta era di con­fer­mare la Gasia». Repli­ca di Bar­bara Bot­ti, asses­sore: «La com­mis­sione urban­is­ti­ca ha espres­so parere favorev­ole. C’è tem­po per even­tu­ali osser­vazioni. L’ar­chitet­to Agosti­no Baronchel­li si occu­pa del prog­et­to». Mari­no, medico di base, ha insis­ti­to sul fat­to che sarà impos­si­bile uti­liz­zare il per­son­ale del­la casa di riposo. Bruno Faus­ti­ni, capogrup­po di Forza Italia, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana , ha rispos­to che questi ulti­mi prob­le­mi sono «facil­mente super­abili, attra­ver­so la stip­u­la di con­ven­zioni». Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta, ha riper­cor­so l’in­tera vicen­da, ricor­dan­do il grad­uale aumen­to del­la popo­lazione anziana, e la neces­sità di dare risposte anche agli auto­suf­fi­ci­en­ti, ma in un quadro di edilizia eco­nom­i­co popo­lare. Che il sin­da­co ha assi­cu­ra­to di avere allo stu­dio. «Vi assi­curo — ha con­clu­so — che alla Gasia, inten­di­amo real­iz­zare res­i­den­ze sociali. Forse rius­ci­amo a ottenere un con­trib­u­to regionale che coprirà l’80% del cos­to del­l’in­ter­ven­to. Ne ripar­lere­mo in uno dei prossi­mi consigli».