Inarrestabile cala il livello del lago: 1-2 cm al giorno

Motoscafi pronti a «scappare»

06/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

L’ul­ti­mo grup­po di tur­isti li ha fat­ti salire con cautela ad uno ad uno, invi­tan­doli a spostar­si rap­i­da­mente a prua. Tut­ti a prua: per­chè se qual­cuno si fos­se fer­ma­to a pop­pa, il suo peso avrebbe rischi­a­to di far grattare le eliche sul fon­dale. Lui­gi Crosi­na, moto­scafista da una vita con il suo Moby Dick ormeg­gia­to sul lato ovest del canale del­la Roc­ca, un «bas­so lago» così pre­oc­cu­pante in pieno inver­no non lo ha mai vis­to in vita sua.E come Crosi­na (che dopo la brut­ta espe­rien­za del­l’ul­ti­ma gita di sta pen­san­do di tirare a sec­co il natante e fare manuten­zione), anche il col­le­ga Rober­to Dan­ti, che ormeg­gia Speedy 1 e Speedy 2 dal­l’al­tra parte del canale, osser­va ogni mat­ti­na sem­pre più pre­oc­cu­pa­to la striscia umi­da del­l’ac­qua sul fronte del­la banchi­na, che seg­na — inesora­bile — la disce­sa del liv­el­lo del lago al rit­mo di 1–2 cen­timetri al giorno. «Siamo qua­si al lim­ite — dice Dan­ti — E il guaio è che le pre­vi­sioni meteo non par­lano di piog­gia. Per muo­vere i moto­scafi devo fare le acrobazie, cer­care i pas­sag­gi e le buche più favorevoli. Ma se va avan­ti così dovrò chiedere ospi­tal­ità al por­tic­ci­o­lo del­l’Ex­cel­sior, dove l’ac­qua è pro­fondis­si­ma e non si rischia di man­dare in fran­tu­mi eliche da dieci mil­ioni». E’ ben vero che Ces­chi­ni, vicepres­i­dente del­la , qualche giorno fa ras­si­cu­ra­va il «popo­lo» dicen­do che il lago avrebbe potu­to abbas­sar­si impune­mente di altri 15 cen­timetri (e che anzi era pron­to ad accogliere sen­za pate­mi even­tu­ali «piogge tor­ren­ziali» di pri­mav­era), ma il fat­to è che i giorni pas­sano e il cielo, tra il e Cima Capi, si pre­sen­ta ogni mat­ti­no d’un celeste strepi­toso. E il Gar­da, che gli sta sot­to, impic­col­isce a vista d’oc­chio: prob­le­ma soltan­to esteti­co per chi lo guar­da, ma prob­lemac­cio prati­co per chi ci vive con i moto­scafi agli ormeg­gi o per chi ci guaz­za con cab­i­nati, che ora — con i bul­bi — sfio­ra­no il muschi­et­to delle alghe e rischi­ano di piantar­si nel­la sabbia.