La società artigiana e operaia era stata sgomberata dal palazzo di via S. Bernardino nel gennaio dell’anno scorso. Sabato riapre la sede danneggiata dal terremoto, spesi 430mila euro

«Mutuo soccorso» in festa

25/10/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Saba­to pomerig­gio a Salò, alle ore 16, è in pro­gram­ma l’inaugurazione del restau­ra­to Palaz­zo del­la «Soci­età mutuo soc­cor­so arti­giana e opera­ia di Salò», in via S. Bernardi­no, conosci­u­ta anche come la Tre­san­da stor­ta. Dan­neg­gia­to dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, l’edificio (tre piani, da 130 metri cias­cuno, e il sot­totet­to) è sta­to com­ple­ta­mente sis­tem­ato, con una spe­sa com­p­lessi­va di 430 mila euro. «A causa del sis­ma, la parete prospiciente la via si è sle­ga­ta dai muri: ten­de­va a cadere – spie­ga il geome­tra Rober­to Del Man­ci­no, che ha prog­et­ta­to il restau­ro, assieme all’ingegnere Ercole Grisoli -. Il sin­da­co , vista la situ­azione, ha subito fir­ma­to l’ordinanza di sgombero. Nel gen­naio 2005, abbi­amo mes­so in sicurez­za l’immobile, real­iz­zan­do dei tiran­ti, per bloc­care ogni movi­men­to. Poi è inizia­ta la demolizione del­la cop­er­tu­ra, del ter­zo e sec­on­do liv­el­lo oriz­zon­tale. Suc­ces­si­va­mente abbi­amo rifat­to le tramezze e riqual­i­fi­ca­to gli ambi­en­ti, ren­den­doli agibili».«L’onere totale ha super­a­to gli 800 mil­ioni di vec­chie lire – aggiun­gono il pres­i­dente, Pieran­to­nio Peliz­zari, numero 1 anche del­la Pro Loco, che orga­niz­za l’Estate musi­cale, e il seg­re­tario Pierange­lo Del Man­ci­no -. Abbi­amo fat­to fronte in questo modo: ceden­do all’impresa edile (i Bac­co­lo di San Felice del Bena­co) l’ultimo piano e il sot­totet­to, trasfor­mati in due appar­ta­men­ti; otte­nen­do un con­trib­u­to a fon­do per­du­to del­lo Sta­to e uno del­la Ban­ca di cred­i­to coop­er­a­ti­vo di Bedi­z­zole, Tura­no, Valvesti­no, che ha effet­tua­to uno stanzi­a­men­to ad hoc, fes­teggian­do i 110 anni di cos­ti­tuzione, chieden­do un mutuo. Altri han­no dato una mano, come la , gli e alcu­ni soci. Il munici­pio è venu­to incon­tro abbuo­nan­do­ci gli oneri di urban­iz­zazione. Lavori ulti­mati ques­ta estate. Adesso l’inaugurazione. Per alcu­ni mesi abbi­amo trova­to ospi­tal­ità in una stanzetta comu­nale, sot­to la torre dell’orologio».La sede del­la «Mutuo soc­cor­so» è al pri­mo piano del caseg­gia­to, a fian­co di un monolo­cale. Il piano ter­ra è sta­to affit­ta­to a una par­ruc­chiera, al pari dell’autorimessa e del mag­a­zz­i­no. Il sec­on­do e la parte alta, come det­to, li ha acquisi­ti l’impresa costruttrice.Creata nel 1859, la Soci­età con­cede­va sus­si­di ai lavo­ra­tori ammalati o infor­tu­nati, si accolla­va metà del­l’onere delle vis­ite mediche, anda­va incon­tro alle famiglie in dif­fi­coltà. Allestì le scuole ser­ali gra­tu­ite per gli adul­ti (nel 1861), man­tenne l’is­ti­tu­to d’arte, appog­giò la nasci­ta del­l’asi­lo (1863), cos­ti­tuì la Ban­ca popo­lare di Salò (1869), la Coop­er­a­ti­va (1897) e l’U­nione di con­sumo (1906). Tra i pres­i­den­ti ono­rari Giuseppe Garibal­di, Giuseppe Zanardel­li e lo scul­tore Ange­lo Zanel­li, lo stes­so del bus­to di Gas­paro, del mon­u­men­to ai cadu­ti in piaz­za Vit­to­ria o, a Roma, di un fre­gio del­l’Altare del­la Patria.Con l’ pas­sa­ta a cari­co del­lo Sta­to, l’as­so­ci­azione ha per­so impor­tan­za, e vis­su­to un peri­o­do poco oper­oso, scen­den­do ad appe­na 50 soci. Dal 1° gen­naio ’94, sot­to la gui­da di Dino Comi­ni, la rinasci­ta, con un nuo­vo statu­to e l’aper­tu­ra alle donne. Abban­do­na­to l’or­mai anacro­nis­ti­co «con­trib­u­to» da con­cedere alle per­sone in dif­fi­coltà, si è aper­ta ver­so la comu­nità, orga­niz­zan­do inizia­tive di vario genere: asseg­na ai ragazzi, acquista e dis­tribuisce lib­ri di sto­ria locale, orga­niz­za rasseg­ne di comme­die dialet­tali e di carat­tere cul­tur­ale, effet­tua gite, tiene sagre e mostre. Inoltre è con­ven­zion­a­ta con alcu­ni negozi, che offrono i loro arti­coli a prez­zo ridotto.Gli iscrit­ti attuali sono 349. Il diret­ti­vo, elet­to nel 2004, rimar­rà in car­i­ca fino alla prossi­ma pri­mav­era. Ogni anno, durante l’assemblea gen­erale, nom­i­na un socio ono­rario. Nel 2004 il pre­mio è anda­to a Mario Viganò, orig­i­nario di Salò, car­diochirur­go al Poli­clin­i­co San Mat­teo di Pavia. Nel 2005 a Gio­van­ni Gal­li, psichi­a­tra, da tem­po impeg­na­to in attiv­ità di assis­ten­za nel Ter­zo mon­do. Nel 2006 agli Alpi­ni, con la seguente moti­vazione: «Le loro mani e il loro cuore al servizio del­la cit­tà nel volon­tari­a­to e nel­la solidarietà».