Il fronte dei sindaci non è più compatto: i dubbi di Malossini

Non è male neanche il tunnel corto

07/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

ALTOGARDA. Pre­mes­sa: non siamo di fronte a ripen­sa­men­ti, tan­to­men­to a clam­orosi dietrofront. Ma è indub­bio che l’ingeg­n­er Tiso, sce­so in valle giovedì sera per illus­trare a sin­daci e con­siglieri le 4 ipote­si di col­lega­men­to Busa-Rovere­to, qualche pun­to a favore suo, e del “suo” prog­et­to di tun­nel cor­to, è rius­ci­to a met­ter­lo a seg­no. Tan­to che la soluzione “Maza” non è più così malvista.Non che la mis­sione in ter­ra altog­a­rde­sana di Tiso fos­se quel­la di “spon­soriz­zare” un tipo di soluzione rispet­to ad un’al­tra ma alla fine, nonos­tante il suo ruo­lo teori­ca­mente “neu­trale”, l’ingeg­nere è rius­ci­to a far com­pren­dere, almeno in parte, le ragioni per cui propende per il tun­nel cor­to (ben inten­so: le sue ragioni, non quelle di una giun­ta provin­ciale di cui anco­ra s’ig­no­ra­no le reali moti­vazioni che l’han­no por­ta­ta a com­piere, qua­si di nascos­to, una pre­cisa scelta). E così al ter­mine del suo tour de force, tra con­sigli comu­nali e coor­di­na­men­to impren­di­tori, il supertec­ni­co del­la Provin­cia se ne è tor­na­to a Tren­to non cer­to a “mani vuote”. Un qualche seg­no del suo pas­sag­gio, infat­ti, è ben rimas­to nelle men­ti pen­san­ti degli ammin­is­tra­tori locali, e in talu­ni in par­ti­co­lar modo. Tra questi sicu­ra­mente il sin­da­co di Riva Cesare Mal­ossi­ni. «Per me sarebbe preferi­bile il tun­nel di base, ossia quel­lo lun­go — com­men­ta il pri­mo cit­tadi­no rivano — ma non scar­to nep­pure l’ipote­si Maza». Men­tre non prende nep­pure in con­sid­er­azione le altre due soluzioni, quelle che preved­ereb­bero il pas­sag­gio delle auto da Bolog­nano. «Uno che deve venire a Riva — spie­ga — non può essere costret­to ad andare fin lassù per poi tornare indi­etro. Tiso ha sicu­ra­mente chiar­i­to molti aspet­ti. Il tun­nel cor­to, ad esem­pio, è sta­to di molto mod­i­fi­ca­to rispet­to all’inizio. L’indi­cazione, è ovvio, rimane sem­pre per l’ipote­si più lun­ga ma il mio ter­rore è che in tal caso, doven­do ripren­dere tut­to il dis­cor­so, si vada alle cal­ende greche. E il Bas­so Sar­ca ha bisog­no di ques­ta real­iz­zazione per­ché così non si può andare avan­ti». Ora chi lo dice a Verone­si e agli inamovi­bili arcensi?