La società di gestione dell’aeroporto di Brescia è stata ufficialmente varata ieri: il Cda avrà presidenza bresciana, ma maggioranza veronese

Nuova SPA per l’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Montichiari

26/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Graziano Guerini

La soci­età di ges­tione dell’aeroporto di Bres­cia è sta­ta uffi­cial­mente vara­ta ieri: il Cda avrà pres­i­den­za bres­ciana, ma mag­gio­ran­za veronese. L’assemblea del­la Cat­ul­lo Spa, che gestisce gli Aero­por­ti del Gar­da, ha approva­to infat­ti, pur con il voto con­trario del Comune di Verona (6,85% delle quote azionar­ie) e l’astensione del­la Provin­cia di Vicen­za, il bilan­cio ’99 e lo scor­poro del ramo d’azienda del­lo sca­lo bres­ciano. Il bilan­cio chi­ude con una perdi­ta di 2.241 mil­ioni (nell’anno prece­dente il risul­ta­to fu pos­i­ti­vo per 2.355 mil­ioni), che è l’effetto finale di un utile di 6,4 mil­iar­di del­lo sca­lo di Vil­lafran­ca (nonos­tante un calo del 12% del traf­fi­co degli aero­mo­bili e del 15% del movi­men­to passeg­geri per effet­to dei tre mesi di chiusura) e di una perdi­ta di 8,6 mil­iar­di di quel­lo di Mon­tichiari. Com­p­lessi­va­mente il sis­tema del Gar­da ha movi­men­ta­to 1.857.790 passeg­geri, cir­ca 35mila in più rispet­to al ’98: di questi cir­ca 350mila han­no fat­to capo a Mon­tichiari, e pre­cisa­mente 327.000 negli 81 giorni di sup­plen­za, quan­do era­no chiuse le piste di Vil­lafran­ca, e 23.000 in tut­to il resto dell’anno, da giug­no al 31 dicem­bre. Men­tre al ver­tice del­la Cat­ul­lo Spa al dimis­sion­ario pres­i­dente Mas­si­mo Fer­ro suben­tra Fer­nan­do San­son, i bres­ciani — Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia e Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio in prim­is — si trovano di fronte alla conc­re­ta fase di avvio del­la D’Annunzio Spa, la soci­età di ges­tione che dovrà reg­gere le sor­ti del­lo sca­lo di Mon­tichiari. Un com­pi­to non cer­to facile, con­siderati i risul­tati del bilan­cio ’99: ma che impeg­na i bres­ciani in una sfi­da esaltante, affi­dan­do loro il ruo­lo di pro­tag­o­nisti diret­ti nel­la ges­tione del­lo sca­lo. «Siamo di fronte — affer­ma il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, affi­an­ca­to dall’assessore provin­ciale ai Trasporti Vig­ilio Bet­tin­soli — ad un pas­sag­gio impor­tante e del­i­ca­to, ma estrema­mente pos­i­ti­vo, in quan­to con­sen­tirà a Bres­cia di incidere diret­ta­mente su scelte che riguardano il nos­tro ter­ri­to­rio. Per questo — pros­egue Cav­al­li — in piena sin­to­nia con Bet­toni e Bet­tin­soli abbi­amo richiesto ed ottenu­to il con­sen­so del­la pres­i­den­za del Cat­ul­lo su alcune indi­cazioni di per­cor­so, che rite­ni­amo fon­da­men­tali». Quali le richi­este bres­ciane? In pri­mo luo­go, spie­ga anco­ra Cav­al­li, si trat­ta del­la riven­di­cazione del­la pres­i­den­za: il Cda sarà infat­ti com­pos­to da 9 mem­bri, di cui 4 bres­ciani, a fronte di un cap­i­tale sociale di 33 mil­iar­di di spet­tan­za per l’85% — pari a 28 mil­iar­di — alla Cat­ul­lo e per il 15% — 5 mil­iar­di — a Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio in quote paritetiche. La quo­ta di cap­i­tale bres­ciana sarà cos­ti­tui­ta dal­la terza tranche di ver­sa­men­ti, pari appun­to a 5 mil­iar­di, pre­visti per l’anno in cor­so. L’ultima rata dei 15 mil­iar­di sbor­sa­ti non sarà per­tan­to a fon­do per­du­to, ma avrà il cor­rispet­ti­vo di una quo­ta di cap­i­tale di pari val­ore. I bres­ciani si sono inoltre assi­cu­rati un’opzione sul­la sec­on­da fase del­la manovra, quan­do cioè si pro­ced­erà ad un aumen­to di cap­i­tale (con sovrap­prez­zo) per l’allargamento ad un part­ner tec­ni­co e con­tes­tual­mente la Cat­ul­lo ridur­rà il pro­prio con­trol­lo fino al 58%: Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio potran­no allo­ra acquisire nuove quote sen­za alcun sovrap­prez­zo. «Mon­tichiari — aggiunge l’assessore Bet­tin­soli — ha tutte le poten­zial­ità per crescere: i col­lega­men­ti con Roma, Lon­dra, Olbia e la Roma­nia dovreb­bero far toc­care allo sca­lo bres­ciano i 260mila passeg­geri già nel Duemi­la a fronte di una pre­vi­sione di cresci­ta fino a 650.000 nell’arco dei pri­mi dieci anni». Graziano Guerini