Le riserve, la natura e l’ecologia possono costiituire, com’è ormai noto, un sistema di promozione dell’economia, specie in zone nelle quali l’industria non può arrivare.

Nuovo turismo con le foreste

Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Le ris­erve, la natu­ra e l’ecologia pos­sono costi­i­tuire, com’è ormai noto, un sis­tema di pro­mozione dell’economia, specie in zone nelle quali l’industria non può arrivare. Una con­ven­zione con la per la ges­tione diret­ta del nasc­i­turo «Cen­tro vis­i­ta­tori del­la Fores­ta dema­niale regionale e del bres­ciano». È quan­to si pro­pone di for­mal­iz­zare in tem­pi ragionevol­mente bre­vi il nuo­vo diret­ti­vo del­la Comu­nità mon­tana, inse­di­atosi a fine ’99. Lo annun­cia il pres­i­dente dell’Ente sovra­co­mu­nale, l’avv. Bruno Faus­ti­ni, con­vin­to che la ges­tione del futuro cen­tro vis­i­ta­tori, sit­u­a­to a Pra­bione di Tig­nale nei pres­si del vivaio fore­stale regionale, pos­sa offrire un sig­ni­fica­ti­vo impul­so al tur­is­mo nat­u­ral­is­ti­co dell’area pro­tet­ta. «La scommes­sa è grande — dice Faus­ti­ni — ma cre­di­amo che la ges­tione diret­ta del Cen­tro, coor­di­na­ta tra Comu­nità mon­tana e Azien­da regionale delle Foreste, sia deter­mi­nante per il futuro del Par­co altog­a­rde­sano». La strut­tura è attual­mente in fase di costruzione. Il cantiere ha ripreso a fun­zionare pro­prio in questi giorni per l’ultima tranche di lavori. «Aus­pichi­amo — dice Faus­ti­ni — di vedere il cen­tro vis­i­ta­tori ulti­ma­to entro la fine del 2000 o l’inizio del 2001». Le final­ità del Cen­tro vis­i­ta­tori saran­no l’informazione, la pro­mozione e l’educazione. Sarà arti­co­la­to in vari set­tori: audi­to­ri­um, e videote­ca, book­shop, sportel­lo infor­mazioni e una serie di saloni espos­i­tivi per­ma­nen­ti ded­i­cati ai più impor­tan­ti aspet­ti sociali, cul­tur­ali, stori­ci, ambi­en­tali e nat­u­ral­is­ti­ci del Par­co e del­la fores­ta dema­niale. Una vera e pro­pria «casa del par­co», dunque, che potrà svol­gere un ruo­lo di prim­is­si­mo piano nel cam­po del­la pro­mozione e del­la val­oriz­zazione dell’intero ter­ri­to­rio del Gar­da nord occi­den­tale, impri­men­do, con l’auspicata canal­iz­zazione dei flus­si tur­is­ti­ci dalle spi­agge ai mon­ti, mag­gior vig­ore al proces­so di equi­li­brazione socioe­co­nom­i­ca tra la fas­cia costiera garde­sana e il suo entroter­ra, area ancor oggi anco­ra­ta ad un’economia tipi­ca­mente di mon­tagna che negli ulti­mi decen­ni ha conosci­u­to un forte eso­do e una pro­fon­da crisi occu­pazionale e sociale. Il Cen­tro vis­i­ta­tori è dunque con­sid­er­a­to come una grande oppor­tu­nità per l’Alto Gar­da, area che non ha man­i­fes­ta­to tut­ti i suoi motivi d’interesse e di richi­amo per chi non ha avu­to modo di conoscere il lago dai mon­ti che lo sovras­tano, di sco­prir­lo da prospet­tive inusu­ali, né per chi non ha pre­so con­tat­to con la sua dimen­sione rurale e soprat­tut­to con il suo immen­so pat­ri­mo­nio fore­stale. Per questi motivi la poten­ziale fas­cia di uten­za del nasc­i­turo cen­tro risul­ta notevol­mente amplia: tur­isti occa­sion­ali, tur­isti moti­vati, stu­den­ti, inseg­nan­ti, lau­re­an­di, stu­diosi, ricer­ca­tori e comu­nità locale. Il Cen­tro dovrà assol­vere, sec­on­do gli inten­ti di chi l’ha con­cepi­to, ad una duplice fun­zione: da un lato offrire ele­men­ti di com­pren­sione del ter­ri­to­rio che ci si tro­va a vis­itare, chi­avi di let­tura del pae­sag­gio, spun­ti di appro­fondi­men­to e sti­moli di con­fron­to con altre situ­azioni analoghe; dall’altro lato, riman­dare a quel pae­sag­gio, offren­do gli stru­men­ti essen­ziali per muover­cisi sec­on­do piste tem­atiche e liv­el­li di inter­esse diversi.