Dal 21 ottobre al 19 novembre quattro ristoranti proporranno una serie di ricette all’insegna del marrone tipico del monte Baldo e dei vini della riviera gardesana. Sottolineata nel corso dell’iniziativa la produttività millenaria della montagna

Pensate, c’è un menù soltanto di castagne

18/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
a.t.

Un itin­er­ario gas­tro­nom­i­co alla scop­er­ta del mar­rone tipi­co di San Zeno e dei vini del­la riv­iera garde­sana. L’iniziativa, «San Zeno, vini e castagne» è sta­ta pro­mossa dall’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del­la Riv­iera degli Ulivi, dal Comune di San Zeno di Mon­tagna, dal­lo Show Food del Gar­da e dall’associazione i Ghiot­toni di Tor­ri del Bena­co. Quat­tro i ris­toran­ti, Costa­bel­la, Zeno, Kus, Casa degli Spir­i­ti, che per un mese, dal 21 otto­bre al 19 novem­bre, pro­por­ran­no un menù intera­mente a base di mar­roni di San Zeno e prodot­ti locali del . E pro­prio sul con­nu­bio fra , tur­is­mo e agri­coltura han­no pos­to l’accento gli ammin­is­tra­tori, che sono inter­venu­ti ieri mat­ti­na al caf­fè Dante a Verona. «Tur­is­mo ed econo­mia sono un binomio vin­cente», ha spie­ga­to Alear­do Mer­lin, pres­i­dente del­la Provin­cia. «Facen­do conoscere i prodot­ti tipi­ci aiu­ti­amo lo svilup­po dell’economia del­la zona». Per Davide Bendinel­li, asses­sore provin­ciale al tur­is­mo «l’enogastronomia, insieme alla cul­tura e allo sport, svolge un ruo­lo fon­da­men­tale nell’incentivare il tur­is­mo». «L’iniziativa “San Zeno, castagne e ”, si inserisce nell’ambito di un più ampio prog­et­to di pro­mozione delle pro­duzioni agri­cole di pre­gio e del­la gas­trono­mia dell’entroterra garde­sano» ha dichiara­to Enri­co Meren­da, pres­i­dente dell’Apt Riv­iera degli Olivi. «Quel­la di quest’anno è la terza edi­zione del­la man­i­fes­tazione», ha spie­ga­to , orga­niz­za­tore dell’iniziativa. «Tut­to è nato qua­si per caso tre anni fa, una specie di scommes­sa, ma che ha riscos­so un imme­di­a­to favore da parte del pub­bli­co. L’anno scor­so sono state ben 1.800 le per­sone che si sono recate nei vari ris­toran­ti per degustare i prodot­ti del Bal­do». La for­mu­la adot­ta­ta quest’anno rical­ca quel­la col­lau­da­ta con suc­ces­so da due anni a ques­ta parte. Quat­tro ris­toran­ti, tre di San Zeno e uno di Coster­mano, ma al con­fine con San Zeno, tutt’e quat­tro gesti­ti da gio­vani ris­tora­tori, per un mese intero pro­pon­gono un menù a base di castagne con la for­mu­la vino com­pre­so (il Gar­da Corv­ina doc, sino al 5 novem­bre e il Doc dal 6 novem­bre, entram­bi delle can­tine Lam­ber­ti di Lazise). Due ris­toran­ti offrono cibi tradizion­ali come il mine­strone di castagne, un ter­zo lo rivede mod­er­na­mente come brodet­to di ceci con caned­er­li ai mar­roni. Nota dom­i­nante comunque, l’innovazione: mezzelune rip­i­ene di castagne alla can­nel­la, ravi­o­li di castagne e sal­sa alla lat­tuga oppure ravi­o­li di castagne alla cre­ma di zuc­ca ed erba salvia. A fine cena sarà pos­si­bile por­tar­si a casa i sapori del Bal­do. I ris­tora­tori offriran­no in rega­lo agli ospi­ti un chi­lo di castagne ogni due per­sone. «Tur­is­mo oggi vuole dire met­tere in evi­den­za la pro­pria iden­tità» ha dichiara­to Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori, durante la con­feren­za stam­pa. «La gente quan­do si muove cer­ca cul­tura, conoscen­za, vuole sco­prire la civiltà del pos­to dove si reca. La pro­mozione dei prodot­ti locali diven­ta a questo pun­to un servizio indis­pens­abile da offrire a chi visi­ta il nos­tro ter­ri­to­rio». Per Albi­no Pezzi­ni, asses­sore provin­ciale all’agricoltura il ruo­lo dei ris­tora­tori è indis­pens­abile. «Intro­durre i prodot­ti tipi­ci nel menù dei vari ris­toran­ti è la miglior for­ma di pub­blic­ità che si pos­sa fare per far conoscere l’intero ter­ri­to­rio». Clau­dio Valente, rap­p­re­sen­tante del­la Cam­era di Com­mer­cio di Verona, ha pos­to l’accento sulle tradizioni pro­dut­tive mil­lenar­ie che carat­ter­iz­zano l’area del Bal­do Gar­da. «Una realtà quel­la del Bal­do bel­la ma molto prob­lem­at­i­ca» a suo dire. (a.t.)

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