Assegnando direttamente i lavori, il tunnel sarà transitabile in quattro mesi

Per la somma urgenza si scavalca l’Europa

31/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

In quat­tro mesi la gal­le­ria fra Riva e Sper­one sarà per­cor­ri­bile anche se non ter­mi­na­ta in tut­ti i det­tagli. L’han­no det­to ieri al sot­toseg­re­tario ai lavori pub­bli­ci, onorev­ole Bar­gone, gli ingeneri Bor­tolot­ti e De Col del­la provin­cia di Tren­to. Dal rap­p­re­sen­tante del gov­er­no han­no ottenu­to l’im­pri­matur: non c’è alcun prob­le­ma, in con­sid­er­azione del­la som­ma urgen­za del­l’­opera, a scav­al­care le pro­ce­dure del­l’ap­pal­to europeo, pas­san­do diret­ta­mente all’asseg­nazione dei lavori. Oggi la provin­cia pre­cis­erà i tem­pi e le modal­ità del­la costruzione del tunnel.Il vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti per Riva, gli ingeg­neri Bor­tolot­ti e De Col per la provin­cia di Tren­to, l’asses­sore Paoli­ni, tito­lare dei lavori pub­bli­ci del­la aLom­bar­dia, era­no volati ieri a Roma con l’in­ten­zione di spie­gare al sot­toseg­re­tario Bar­gone che i tec­ni­ci han­no con­dan­na­to a morte il vec­chio trac­cia­to, che l’u­ni­ca soluzione con­siste nel tun­nel, che i tem­pi tec­ni­ci con­sen­ti­vano fino all’al­tro ieri, di prospettare per la pri­mav­era del 2001 l’inizio dei lavori nel­la migliore delle ipote­si. Poi han­no tira­to fuori l’as­so dal­la man­i­ca. Se fos­se sta­to pos­si­bile abbre­viare le pro­ce­dure buro­cratiche del­l’ap­pal­to, la provin­cia garan­ti­va l’ese­cuzione del­lo sca­vo nel giro di quat­tro mesi. Il prog­et­to è pron­to, e lo han­no esi­bito al rap­p­re­sen­tante del gov­er­no. I sol­di non rap­p­re­sen­tano un prob­le­ma, vis­to che si riescono a stanziare anche i 70 mil­iar­di del tun­nel. La ripos­ta del sot­toseg­re­tario è anda­ta oltre le sper­anze. Era­no volati a Roma per chiedere al gov­er­no un provved­i­men­to che dichiarasse lo sta­to di emer­gen­za del­la zona, con­vin­ti che su quel­la base, sarebbe poi sta­to pos­si­bile evitare i tem­pi lunghi del­l’as­ta euro­pea. Il sot­toseg­re­tario ha assi­cu­ra­to che non c’è alcun bisog­no che inter­ven­ga il gov­er­no: la provin­cia, con pro­pria deci­sione, può dichiarare lo sta­to di neces­sità e provvedere di con­seguen­za. Dunque, sec­on­do Bar­gone, rien­tra nelle com­pe­ten­ze di Del­lai e Casagran­da, il ricor­so alla pro­ce­du­ra rapidis­si­ma. La provin­cia dispone già di 4 mil­iar­di stanziati anco­ra l’an­no scor­so e des­ti­nati al dis­gag­gio del­la parete del­la Roc­chet­ta: i lavori sono iniziati da due giorni. Altri 7 mil­iar­di, per un totale di 11, sono sta­ti stanziati per provved­i­men­ti con­seguen­ti all’ul­ti­ma frana, des­ti­nati a met­tere in sicurez­za il trac­cia­to attuale che comunque servirà per il tran­si­to dei camion e degli altri mezzi impeg­nati nel cantiere (com’è noto, la provin­cia vuole scav­are una gal­le­ria dal­l’at­tuale Garde­sana drit­ta den­tro la Roc­chet­ta per 150 metri, fino alla pro­fon­dità del futuro tun­nel Riva-Sper­one. In tal modo lo sca­vo potrà avan­zare su quat­tro fron­ti, riducen­do al mas­si­mo i tempi).